Il Messaggero, 20 dicembre 2025
Bond, corsa al rimpatrio: la fiducia "vale" 253 miliardi
C’è una rinnovata fiducia verso l’Italia e il fenomeno di reshoring di bond e programmi di emissioni ne sono una dimostrazione. Ieri Aspi ha annunciato di aver completato l’aggiornamento del proprio Programma di emissioni obbligazionarie (Euro Medium Term Note Programme) che consente emissioni per un ammontare massimo pari a 9 miliardi nel nostro Paese. Ormai 253 miliardi di queste operazioni sono rientrate dall’estero, più del 50% di prestiti obbligazionari rispetto ai 400 miliardi di due anni fa collocati banche e imprese, quotati in paradisi fiscali come Lussemburgo e Irlanda.
«Consob ha innovato e semplificato, a costo zero per la finanza pubblica, grazie a personale di alta qualità. Ove richiesto, i prospetti sono approvati in lingua inglese. Anche Borsa Italiana ha fornito il suo contributo positivo. Questo gioco di squadra ha indotto molti emittenti italiani ad abbandonare Irlanda e Lussemburgo e a quotare di nuovo su Milano. Segno di rinnovata vitalità della Piazza finanziaria milanese», ha spiegato Federico Cornelli, commissario Consob.
Un esempio concreto: UniCredit ha emesso nel 2025 due prestiti obbligazionari quotati direttamente su Borsa Italiana nei segmenti obbligazionari MOT e EuroTLX. Tra gli altri rimpatri: tre tranche Iccrea (20 miliardi), Snam (15 miliardi), Mediobanca (12 miliardi), due di Terna (16 miliardi), Fs (12 miliardi), Eni (20 miliardi), (Cdp (15 miliardi).
Questo tipo di operazione è indicativo di un interesse a rafforzare le quotazioni domestiche, migliorare liquidità e visibilità sul mercato italiano, e renderle più accessibili agli investitori retail locali. Nonostante i prestiti obbligazionari italiani possano essere quotati anche all’estero, i dati più recenti mostrano che gli investitori stranieri stanno aumentando la loro esposizione verso BTP e altri titoli italiani, a volte detenendo più di prima (oltre il 30 % del debito pubblico totale secondo alcune stime).
Più che un “rientro in Italia” dei bond, gli osservatori attenti parlano di un ritorno di fiducia internazionale verso titoli italiani, con acquisti crescenti sul mercato secondario.
Un titolo che fosse stato emesso e inizialmente quotato solo su una borsa estera può essere trasferito o duplicato anche su Borsa Italiana per agevolare l’accesso a investitori locali. Ci sono strumenti legali e strutture di mercato (come MOT ed ExtraMOT) che lo consentono, e il regolamento europeo dei prospetti supporta forme di translisting semplificate.
Più comune negli ultimi tempi è che i nuovi prestiti obbligazionari vengano emessi sin dall’inizio sul mercato italiano (anche se possono poi essere negoziati anche all’estero o da investitori internazionali). Questo tipo di quota “di nuova emissione” è percepito come un rientro di attività di mercato in Italia.
Come si spiega questo fenomeno? Per un rafforzamento del mercato obbligazionario italiano domestico, segmenti come il MOT e EuroTLX offrono trading efficiente per investitori retail e professionali.
Maggiore appetito da parte di investitori internazionali per titoli italiani (BTP e corporate), un fenomeno che diventa visibile nei dati sulla detenzione estera del debito. Infine, iniziative normative e di mercato che rendono meno oneroso quotare e negoziare strumenti finanziari in Italia anziché solo all’estero.