la Repubblica, 20 dicembre 2025
Scontro sul condono bloccato il blitz di FdI. L’opposizione: vittoria
Battaglia parlamentare attorno alla manovra. Le opposizioni riescono a portare a casa lo scalpo del condono edilizio, che in commissione Bilancio del Senato da emendamento viene trasformato in semplice ordine del giorno. «È una nostra vittoria», esultano i capigruppo di Pd, M5S, Avs e Iv.
Ma non può bastare. «Li abbiamo fermati su riscatto della laurea e condoni ma resta pessima. La peggiore» legge di Bilancio «degli ultimi anni», commenta in serata la segretaria del Pd, Elly Schlein, sottolineando che «con un colpo di coda il governo ha trovato qualche risorsa in più facendo cassa sulle pensioni degli italiani».
Nessuna modifica, dunque, per quanto riguarda il condono, ma solo un impegno affidato al governo, che ieri pomeriggio ha tentato un nuovo blitz depositando una proposta che prevedeva di riaprire i termini del 2003, quelli del governo Berlusconi, testo che nei giorni scorsi era già stato ritirato. Il vicecapogruppo del Pd al Senato Antonio Nicita ha subito promesso ostruzionismo: «O si ritira, o cambiano gli esiti della legge di bilancio». Raffaella Paita di Italia viva ha parlato di «forzatura gravissima», il Movimento di «una cosa inaccettabile, che non si può inserire in legge di bilancio». «O lo tolgono o lo tolgono», ha aggiunto perentorio Tino Magni di Avs ricordando che l’emendamento ricalcava la proposta già avanzata dal centrodestra in Campania in vista delle elezioni Regionali e dunque respinta dai cittadini. Il campo largo si è mosso compatto e una volta che l’esecutivo ha ritirato l’emendamento, il dem Nicita sottolineando di aver «sventato il blitz» ha ricordato anche che in manovra «non c’è nulla sul piano casa, in tema di diritto all’abitazione degli italiani, mentre ci sono condoni che spuntano da tutte le parti».
Una volta superato lo stallo e quindi approvato il testo in commissione, il presidente dei senatori M5S, Stefano Patuanelli, ha bollato questa legge di bilancio come «dannosa per il Paese» poiché «non risolve nessuno dei problemi sul campo». Secondo l’ex ministro dello Sviluppo economico, inoltre, «il governo sta abbandonando le persone più povere per occuparsi esclusivamente di ricevere pacche sulle spalle dalle agenzie di rating».
L’altro tema su cui le opposizioni hanno dato battaglia riguarda le pensioni. «Non si tratta di interventi tecnici, ma di scelte politiche consapevoli, che fanno pagare l’aggiustamento dei conti a lavoratrici, lavoratori e pensionati», fa notare il presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia, per il quale «questa è la peggiore legge di bilancio dalla fine degli anni Novanta, per qualità delle scelte, per metodo e per rispetto delle istituzioni». E sul profilo Facebook del Pd compare un post dal titolo: «Hanno tradito ogni singola promessa». Ed è per questo che Schlein definisce Giorgia Meloni «campionessa di incoerenza». In allegato una foto della premier, Matteo Salvini e Antonio Tajani stretti in un abbraccio e l’elenco delle promesse: innalzamento delle pensioni minime, sociali e di invalidità; flessibilità in uscita dal mondo del lavoro e accesso alla pensione favorendo il ricambio generazionale. A seguire l’elenco di «cosa hanno fatto»: allungamento dell’età pensionabile per il 96% dei lavoratori, riduzione della flessibilità in uscita, abolizione opzione donna, nessuna pensione di garanzia per i giovani, le minime adeguate di due caffè al mese.
Insiste anche Avs con il leader Nicola Fratoianni: «Il governo Meloni sta combinando un vero disastro sulle pensioni». E di «spettacolo desolante» andato in scena in questi giorni in commissione al Senato parla il segretario di +Europa, Riccardo Magi. Da lunedì la battaglia si sposta in Aula, dove però il centrodestra blinderà il testo.