Avvenire, 18 dicembre 2025
In Francia la cocaina diventa popolare
In Francia, il consumo di stupefacenti cresce e cambia pelle, facendo largo a un’ex “droga da ricchi” come la cocaina. Fra studi a tinte fosche, allarmi delle associazioni sul campo e statistiche del Pronto soccorso, Parigi è ormai costretta ad aprire gli occhi sull’espansione accelerata del narcotraffico.
Secondo l’Osservatorio francese delle droghe e tendenze alla dipendenza (Ofdt), l’uso di cocaina si diffonde rapidamente ben al di là degli ambienti sociali e professionali tradizionali, come la finanza, la moda o lo spettacolo. Un consumo, sempre più, su larga scala. Nel 2017, secondo il barometro annuale dell’Ofdt, ad ammettere di averla consumata almeno una volta nella vita era il 5,6% degli intervistati. Nel 2023, il dato era già salito al 9,4%. Il consumo regolare nell’ultimo anno ha invece riguardato il 2,7% dei francesi, un dato anch’esso in forte crescita rispetto all’1,6% del 2017. Si tratta di cifre che confermano quanto denunciavano da tempo i professionisti sul campo: medici, infermieri e assistenti sociali, accanto a poliziotti e magistrati. Per loro, l’uso scavalca ormai gli steccati sociali, riguardando anche persone con redditi modesti. Secondo vari studi, un nuovo fattore critico riguarderebbe le cadenze serrate di lavoro, come quelle che interessano i camionisti, le ciurme dei pescherecci, la ristorazione, il personale alberghiero o edile. In questi rami, l’uso della cocaina assomiglia sempre più a una forma di doping. In modo sorprendente, aumentano i casi persino fra il personale ospedaliero e in generale i caregiver. Negli ambienti sportivi, il fenomeno coinvolge pure le cerchie non professionistiche. Secondo un programma di ricerca dell’Ehess (Scuola di alti studi in scienze sociali), un altro fattore che influenza il consumo è dato da orari atipici di lavoro. Lo stato di dipendenza avverata potrebbe riguardare un quinto dei consumatori, sostengono certi esperti. Fra l’altro, i periodi di crisi economica non sembrano più rappresentare un freno all’uso. L’identikit prevalente del consumo riconduce a uomini fra i 25 e i 44 anni. Fra i consumatori dichiarati, le donne rappresentano meno della metà degli uomini. Le tendenze inquietanti di questi dati combaciano tristemente con le scene di violenza quotidiana e con le faide sanguinarie che imperversano da tempo in aree urbane vulnerabili come i quartieri settentrionali di Marsiglia. Una fenomenologia criminale che rispecchia in genere le rivalità fra clan per il predominio sulle aree di spaccio.
Negli ultimi mesi, il governo ha cercato di correre ai ripari, organizzando riunioni interministeriali sul nodo delle tossicodipendenze e promettendo condizioni di carcere duro per i più influenti narcotrafficanti arrestati. Se il consumo di cannabis resta dominante nello scenario transalpino delle droghe, la progressione della cocaina ha ridotto sensibilmente il divario. Negli ultimi mesi, è esplosa in Francia pure un’altra emergenza specifica legata al protossido d’azoto, un gas euforizzante dal costo ridotto usato legalmente per le anestesie ospedaliere o come propellente nelle bombolette di panna montata.
Negli anni Novanta, un consumo stornato da “sballo” era stato scoperto in occasione di rave party. Ma da qualche anno, si è diffuso a macchia d’olio anche nelle feste per adolescenti, dove circolano palloncini da inalare. I traffici internazionali sono già molto sofisticati, come hanno dimostrato anche certi sequestri record recenti di tonnellate di prodotto. Il divieto per i minori è aggirato facilmente con consegne di fiale (per riempire palloncini) organizzate anche via TikTok e altri social. Giovani e meno giovani sottovalutano quasi sempre l’impatto devastante sulla salute, che può includere sindromi neurologiche e forme di paralisi. In crescita sono pure gli incidenti stradali riconducibili all’uso del gas. Secondo un’inchiesta Ipsos, il 10% degli under 35 francesi l’avrebbe già «provato».