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 2025  dicembre 16 Martedì calendario

Perché Trump vuole assumere 1.000 tecnologi (accelerando la convergenza tra Big Tech e difesa)

Il governo degli Stati Uniti assumerà 1.000 ingegneri e specialisti di tecnologia per posizioni federali. Contratti della durata iniziale di due anni, poi chissà. L’iniziativa, denominata “US Tech Force”, è stata fortemente voluta dal presidente Donald Trump e mira specificamente ad attrarre esperti in intelligenza artificiale, cybersecurity, ingegneria del software e analisi dei dati.
Stipendi alti, ma senza paragoni con Big Tech
L’obiettivo generale, da quanto hanno fatto trapelare in queste alti funzionari governativi alla stampa americana, è aggiornare “con urgenza” il modo in cui le agenzie federali costruiscono e utilizzano i sistemi digitali. Sullo sfondo, manco a dirlo, la crescente competizione con la Cina nel settore dell’Intelligenza artificiale. Ma è anche un assist al settore privato. Soprattutto per quanto riguarda la formazione di nuovi talenti.
Per farlo, da quanto emerge, l’amministrazione Trump ha messo su un piano ambizioso. La retribuzione annuale per i membri della Tech Force, al netto di bonus e premi, dovrebbe aggirarsi tra 150.000 e 200.000 dollari annui. Questa cifra, come ha spiegato il direttore dell’ufficio per la gestione del personale, Scott Kupor (ex manager di alto livello di a16z, uno dei fondi di venture capital più potenti della Silicon Valley), colloca le posizioni ai livelli retributivi più alti a livello federale, spingendosi fino al tetto massimo consentito per uno stipendio pubblico negli Usa.
Un chiaro segnale della volontà di reclutare talenti di alto livello. Stipendi alti, vero, sebbene non a livello delle grandi aziende tecnologiche che per ruoli simili al momento offrono buste paga due, tre volte superiori. Ad ogni modo Kupor – che conosce benissimo il mondo dell’innovazione Usa – ha affermato che l’iniziativa, oltre a reclutare specialisti di aziende leader, laddove possibile, punterà soprattutto su candidati all’inizio della carriera: l’obiettivo è assumere persone molto in gamba che lavorano “su alcuni dei problemi più complessi e difficili che in questo momento il mondo si trova ad affrontare”.
L’assunzione fa parte dell’agenda sull’IA dell’amministrazione Trump ed è guidata in parte dall’ex dirigente di PayPal David Sacks. Il programma è visto di buon occhio (se non esplicitamente supportato, come avviene spesso con le decisioni dell’amministrazione Trump) dal settore privato: colossi come Amazon, Apple, Google, Meta, Microsoft, Adobe, AMD, OpenAI, Robinhood, Uber, Nvidia, xAI, e Zoom, tra le altre, si sono impegnate a considerare gli ex allievi del programma per posizioni a tempo pieno una volta completato il loro mandato di due anni. Offrendo uno stimolo determinante per la campagna di reclutamento di Trump.
Gli ingegneri selezionati – è emerso in queste ore da diverse fonti vicine alla questione – saranno incaricati di affrontare progetti ad alto impatto all’interno delle agenzie governative. Questi includono l’integrazione dell’AI in droni e sistemi d’arma presso il Dipartimento della Difesa, lo sviluppo della piattaforma digitale per i “Trump Accounts” (i conti di risparmio per bambini) all’Internal Revenue Service (IRS), e l’utilizzo di strumenti AI per supportare il lavoro di intelligence al Dipartimento di Stato. L’amministrazione prevede di completare la prima tornata di assunzioni entro il 31 marzo.
L’annuncio della Tech Force è arrivato pochi giorni dopo che il Presidente Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo volto a creare un quadro normativo nazionale per la politica sull’IA. Con la legge, Trump punta a limitare la possibilità degli stati di fare leggi sull’IA se non all’interno del perimetro legislativo nazionale. Una legge insomma per impedire che ci siano troppe leggi e lacci che possano impedire lo sviluppo di questa tecnologia alla massima velocità possibile.
La Tech Force, pur segnalando un ritorno all’assunzione di esperti tecnologici, richiama l’US Digital Service creato sotto l’ex Presidente Barack Obama nel 2014. Tuttavia, questa amministrazione aveva precedentemente riorganizzato tale servizio nel “DOGE Service” e tagliato decine di ruoli tecnici, in un più ampio sforzo di riduzione della forza lavoro federale.
La nuova iniziativa segna ora un cambiamento di rotta, affidandosi a esperti esterni per aggiornare i sistemi governativi. Più che un cambio di rotta, forse, un passo successivo all’interno di una stessa strategia. Che sembra ricalcare il pensiero di Peter Thiel, grande fautore dell’alleanza privato pubblico in chiave intelligenza artificiale e difesa.