D - la Repubblica, 16 dicembre 2025
La regina Margherita e l’albero di Natale
Bionda e alta, non particolarmente bella, ma di grande fascino, volitiva e piena di iniziativa, Margherita era la figlia primogenita di Ferdinando Maria Alberto di Savoia (il fratello minore di Vittorio Emanuele II). Era stata educata in maniera tradizionale, era destinata a contrarre un buon matrimonio, cosa che effettivamente avvenne quando, dopo aver rifiutato il primo pretendente (Carlo di Romania) sposò suo cugino di primo grado, il principe ereditario Umberto di Savoia.
Ai due sposi non fu dato modo di dir la loro – lei aveva appena compiuto sedici anni e lui, ventitreenne, era impegnato in una relazione con un’altra donna, la duchessa Eugenia Attendolo Bolognini in Litta Visconti Arese – furono nozze decise da altri. Margherita non era nemmeno la prima scelta, per Umberto; Vittorio Emanuele preferiva legare il primogenito agli Asburgo, per rinsaldare i legami tra le due casate, quindi aveva destinato a lui la giovane Matilde d’Asburgo-Teschen, più grande di Margherita, con i suoi 18 anni. Peccato che la ragazza morì tragicamente, arsa viva, quando il suo abito da ballo prese fuoco in un incendio divampato in casa. Il matrimonio di Umberto e Margherita fu celebrato a Torino nell’aprile 1868; nessuno lo sapeva, allora, ma la giovane regina era destinata a esercitare una grande influenza sulle decisioni del marito. E anche a portare in Italia una delle tradizioni più amate. Non parliamo della pizza (sebbene sì, anche la pizza nacque grazie a lei, per questo denominata Margherita dal cuoco Raffaele Esposito, nel 1889), ma dell’albero di Natale. L’abete decorato come lo conosciamo oggi sembra sia nato a Tallin, in Estonia, nel 1441, anno in cui nella piazza della città baltica fu piazzato un albero attorno al quale ballavano uomini e donne scapoli in cerca dell’anima gemella. Una sorta di albero di buon augurio per trovare l’amore, lontano dalla tradizione del Natale, cui si ricollega invece quello addobbato a festa in Germania dalla duchessa di Brieg, nel 1611. In realtà, la duchessa era solita addobbare l’intera sua residenza, e quando vide un angolo un po’ spoglio, nel salone, chiese alla servitù di tagliare un abete e di posizionarlo lì. Tutto bello decorato. Il primo abete addobbato con decorazioni colorate (all’epoca solo in vetro soffiato) è invece quello realizzato a Vienna nel 1816 dalla principessa Henrietta von Nassau Weilburg. Ma la paternità della tradizione è discussa, perché altri sostengono che sia stata, sempre in Austria, la madre della Principessa Sissi, Ludovica di Baviera, la prima a realizzare un perfetto albero di Natale con decorazioni in vetro soffiato realizzate appositamente da maestri soffiatori di Czestochowa. In ogni caso, è nell’Ottocento che la tradizione dell’abete si diffonde nelle corti europee, grazie anche alla regina Vittoria e a suo marito tedesco, Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha, che quando sposò la giovane cugina portò con sé in Gran Bretagna una serie di tradizioni di origine tedesca, tra cui appunto l’abete. La coppia reale iniziò a decorarlo in tutte le sue residenze, rendendo popolare questa tradizione anche oltremanica. E in Italia? Fu proprio la “nostra regina”, Margherita di Savoia, a importare la tradizione, affascinata da questo scintillante simbolo di gioia natalizia che ormai era comparso in molte altre corti europee. Il primo albero di Natale italiano fu allestito quindi in un salone del Quirinale e da lì in avanti divenne “di moda” in tutte le case. Correva l’anno 1898.