Il Resto del Carlino, 13 dicembre 2025
Nel riminese è allarme lupi
Alcune pecore sbranate a Corpolò, un altro cane ucciso a due passi dalla porta di casa a Spadarolo. È il bollettino della notte tra giovedì e venerdì, nella zona dove si sono intensificati gli attacchi da parte dei lupi negli ultimi mesi.
L’intera area che va da Sparadolo e Vergiano fino a Corpolò e Villa Verucchio, resta zona di caccia dei lupi. Ma qui, come sottolineano da mesi residenti e agricoltori, di cinghiali e caprioli (le prede principali dei lupi) non c’è più traccia da tempo.
I terreni di caccia dei lupi sono diventati i giardini delle case e gli allevamenti. Ultimo, in ordine di tempo, quello all’interno del vivaio Pesaresi a Corpolò. “I lupi sono tornati la notte scorsa – raccontano dal vivaio – e hanno sbranato 3 pecore e altrettanti agnelli. Noi da tempo ci siamo dotati di una recinzione alta almeno 2 metri, con filo spinato alla sommità, ma neanche questo è riuscito a fermarli. La settimana scorsa c’era stato un altro attacco a un piccolo allevamento vicino. Purtroppo non è la prima volta che subiamo attacchi da parte dei lupi. È capitato anche nel recente passato”.
Un fenomeno, dicono ancora dal vivaio, che “è iniziato dopo i lockdown durante la pandemia”.
Ma ieri si è verificato un secondo attacco nella primissima mattinata, nella zona di Spadarolo. “Una donna che abita poco distante dalla Marecchiese, lato fiume Marecchia – racconta Marco Succi, il presidente del forum del quartier 11 – è uscita di casa di primo mattino per andare a prendere la legna. Con sè aveva il proprio cagnolino. È bastato un attimo: il cane purtroppo è scomparso, se lo sono portati via i lupi in pochi istanti”.
Episodi che si vanno ad aggiungere agli altri cani uccisi, di recente, nella zona di Covignano, e a Corpolò. “Questa è una mattanza – continua Succi – Non è pensabile andare avanti così. Abbiamo dimostrato da tempo che cosa sta accadendo e abbiamo chiesto interventi concreti. Siamo ancora qui a ribadirlo”.
Stavolta dalle parole si potrebbe presto passare ai fatti. Mentre la politica si interroga sulle azioni da prendere, i residenti muovono verso la piazza.
Nel consiglio comunale di giovedì il capogruppo del Pd Matteo Petrucci, ha presentato un’interrogazione per “chiedere risposte concrete sull’emergenza lupi”, perché “la situazione rischia di degenerare e non è rinviabile. Molte famiglie non si sentono più sicure” e temono che i lupi possano attaccare le persone. “Parliamo di un problema che è anche di sicurezza pubblica”.
E mentre continua il botta e risposta tra Pd e Fratelli d’Italia sull’emergenza lupi, Petrucci auspica sia il governo ad adottare interventi al più presto. Per Succi e il forum del quartiere 11 il tempo delle parole è superato dai fatti: servono azioni concrete. E se non arriveranno al più presto, “siamo intenzionati a scendere in piazza per mostrare la gravità della situazione. Intanto è in programma un nuovo incontro nel quartiere 11 sul problema dei lupi, organizzato dal forum con l’Associazione nazionale tutela dell’ambiente e della vita rurale: si terrà il 22 gennaio nella sala in via Marecchiese 314.
Secondo il nuovo monitoraggio – in corso – avviato dal servizio faunistico della Regione nel Riminese, sono 80-90 i lupi stanziali nella nostra provincia. Nel caso di avvistamenti di lupi vicino alle case, gli agenti della polizia provinciale di Rimini sono autorizzati a sparare a salve contro gli animali, con proiettili di gomma, per spaventarli. Finora non si è mai presentata l’occasione: incontrare un lupo a una distanza tale da poter sparare è un fatto rarissimo.