lastampa.it, 1 dicembre 2025
Corsa agli armamenti: vendite record nel 2024. In testa Ue ed Usa, SpaceX raddoppia il giro d’affari
Le vendite globali di armi nel 2024 hanno toccato un nuovo massimo storico, spinte dalle guerre in Ucraina e a Gaza, dall’aumento delle tensioni geopolitiche e dal rafforzamento dei bilanci della difesa in molte aree del mondo. È quanto emerge dal nuovo rapporto del SIPRI, l’istituto di Stoccolma specializzato nell’analisi dei conflitti e degli armamenti, secondo cui per la prima volta dal 2018 tutte le prime cinque aziende del settore hanno incrementato il proprio fatturato militare (a questo link la classifica completa). Secondo i nuovi dati pubblicati oggi, nel 2024 i ricavi derivanti dalla vendita di armi e servizi militari da parte delle 100 maggiori aziende produttrici di armi sono aumentati del 5,9%, raggiungendo la cifra record di 679 miliardi di dollari. Quasi la metà dell’importo è stato generato da aziende Usa.
L’aumento è stato trainato soprattutto dalle società europee e statunitensi, ma riguarda quasi tutte le regioni del mondo, con l’unica eccezione dell’Asia-Oceania, frenata dal rallentamento dell’industria cinese della difesa. La forte domanda ha spinto molte aziende ad ampliare linee produttive, acquisire nuovi stabilimenti e avviare operazioni di consolidamento.
Negli Stati Uniti, le aziende presenti nella Top 100 hanno registrato ricavi per 334 miliardi di dollari (+3,8%). Colossi come Lockheed Martin, Northrop Grumman e General Dynamics hanno aumentato le vendite, ma il settore soffre ancora ritardi e costi fuori controllo in alcuni dei programmi più importanti del Pentagono, tra cui il caccia F-35 e il nuovo missile balistico intercontinentale Sentinel. Problemi che, secondo gli analisti, rischiano di pesare sulla pianificazione militare americana.
Dal report emerge anche una new entry tra le società Usa: per la prima volta SpaceX di Elon Mask è entrata nella classifica delle aziende top 100 negli armamenti. SpaceX nel periodo ha più che raddoppiato il proprio giro d’affari (+103%) arrivando a fatturare 1,8 miliardi di dollari.
In Europa, la spinta è arrivata dalla guerra in Ucraina e dal timore di un’escalation con la Russia. Le 26 aziende europee incluse nel ranking (esclusa la Russia) hanno visto crescere i ricavi del 13%, per un totale di 151 miliardi di dollari. La crescita più impressionante è quella della ceca Czechoslovak Group, che ha quasi triplicato il proprio fatturato grazie alla fornitura di munizioni a Kiev. Ma il boom rischia di scontrarsi con una crescente difficoltà nell’approvvigionamento di materiali strategici, come il titanio o i minerali critici su cui pesano le restrizioni cinesi.
Mosca, nonostante le sanzioni e la mancanza di componenti, ha visto crescere del 23% i ricavi delle sue due maggiori aziende della difesa, Rostec e United Shipbuilding Corporation. La domanda interna, legata allo sforzo bellico, è bastata a compensare il calo delle esportazioni.
Male la Cina, dove scandali e accuse di corruzione nel sistema di procurement hanno portato al rinvio di vari contratti, causando un calo del 10% dei ricavi delle otto società cinesi presenti nel ranking. In controtendenza Giappone e Corea del Sud, che crescono rispettivamente del 40% e del 31% grazie alla forte domanda europea e domestica.
Novità anche dal Medio Oriente, che per la prima volta porta nove aziende nella Top 100, con ricavi totali per 31 miliardi. Le tre società israeliane registrano un +16% nonostante le critiche internazionali per la guerra a Gaza. In crescita anche Turchia ed Emirati Arabi Uniti.
Completano il quadro India, che aumenta grazie agli ordini interni, e Germania, spinta dal riarmo post-invasione russa. Il quadro delineato dal SIPRI è chiaro: l’industria militare globale è entrata in una nuova fase espansiva, sostenuta da un contesto internazionale sempre più instabile e da governi che investono record nei propri arsenali. In un mondo attraversato da guerre, timori di escalation e competizione tra grandi potenze, la corsa agli armamenti è ormai tornata ai livelli più alti degli ultimi decenni.