repubblica.it, 1 dicembre 2025
Giappone, il trono vada anche alle donne: la popolarità della principessa Aiko diventa un caso
Buon compleanno alla principessa che non diventerà mai imperatrice. Molto amata in Giappone, Aiko – l’unica figlia dell’imperatore Naruhito – compie 24 anni. Per lei, in futuro, il Trono del Crisantemo resta fuori discussione: un affare per soli uomini. E però, vista la popolarità della giovane, nel Paese si riapre puntualmente l’eterno dibattito sulle regole riguardanti la successione a palazzo. Anche perché, per la monarchia più antica del mondo, il rischio estinzione è dietro l’angolo.
Aiko è appena ritornata da un viaggio istituzionale in Laos, il suo primo viaggio ufficiale all’estero in rappresentanza dell’imperatore. Fin dal suo debutto come membro adulto della famiglia reale nel 2021, si è conquistata molti ammiratori. E la crescente popolarità della principessa fa crescere pure la pressione sui parlamentari affinché modifichino la legge sulla successione. “Il disegnatore Yoshinori Kobayashi realizza da tempo fumetti che sollecitano una modifica legislativa per consentire ad Aiko di diventare monarca, fumetti che vengono inviati ai parlamentari”, cita, ad esempio, l’Associated Press. “Altri hanno creato canali YouTube e distribuito volantini per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla questione”. La stessa agenzia ricorda che Aiko, durante i suoi impegni ufficiali, “viene spesso acclamata come una popstar”.
La stragrande maggioranza dei membri del partito conservatore (il Pld, che governa quasi ininterrottamente il Giappone dal 1955) è contraria però a qualsiasi cambiamento. Compresa la neo-premier Sanae Takaichi, ultraconservatrice, prima donna a ricoprire la carica di primo ministro nel Paese del Sol Levante. Lo scorso anno il Comitato delle Nazioni Unite per i diritti delle donne chiese al governo giapponese di rivedere la legge sulla successione: l’esecutivo di Tokyo rispose infastidito definendo la relazione dell’Onu “inappropriata”.
Nella sua storia il Giappone ha avuto otto imperatrici regnanti donne (l’ultima fu Go-Sakuramachi tra il 1762 e il 1771) ma la Legge sulla Casa Imperiale giapponese approvata nel 1947 stabilisce che “il trono imperiale sarà ereditato da un discendente maschio della linea maschile appartenente al lignaggio imperiale”.
Il problema è che il già piccolo clan imperiale si sta rimpicciolendo sempre di più, rischiando di far appassire il Crisantemo: la monarchia più antica del mondo che, secondo la tradizione, risale al 660 Avanti Cristo. L’imperatore Naruhito ha solamente due potenziali eredi maschi più giovani: suo fratello minore, il sessantenne principe Akishino (primo in linea di successione), e il figlio diciannovenne di Akishino, il principe Hisahito. Ci sarebbe anche il principe Hitachi (terzo in linea di successione), ma ha già 90 anni. Se il giovane Hisahito non riuscirà ad avere un maschietto tra qualche anno non ci saranno più eredi diretti.
Da anni il Parlamento studia possibili riforme alla legge del 1947. Nessuna di queste, però, prevede di permettere alle donne di ereditare il trono. Due le opzioni sul tavolo finora, che si concentrano non tanto, appunto, sulla possibilità che una donna possa ereditare il trono, ma più che altro su come impedire che le dimensioni della Casa reale diminuiscano ulteriormente. La prima riguarda la non esclusione delle donne dalla famiglia imperiale se sposano un comune cittadino – tema caldo ritornato agli onori delle cronache quando la (ex) principessa Mako sposò il “comune mortale” Kei Komuro. La seconda proposta si concentra sulla “adozione” dei discendenti maschi degli undici rami nobiliari che dal 1947, però, non fanno più parte della famiglia imperiale. Insomma, tutto tranne una donna sul trono.
I giapponesi, invece, si dicono pronti: il 90% è favorevole ad un’imperatrice, secondo un sondaggio dello scorso anno. Ma nessun referendum chiederà mai loro di esprimersi su tale questione. Tanti auguri ad Aiko, la principessa che non regnerà mai.