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 2025  dicembre 01 Lunedì calendario

A22, il blitz di Salvini per lasciarla ai politici

È un vero e proprio blitz. Perché i tempi in effetti questo suggeriscono. Il ministero delle Infrastrutture, guidato dal ministro leghista Matteo Salvini, ha riaperto per poco più di 48 ore la gara per l’affidamento in concessione dell’autostrada del Brennero A22, oggi gestita dalla società Autobrennero di cui fanno parte le province autonome di Trento e Bolzano e una manciata di comuni: non a caso nel board si trovano spesso ex sindaci o candidati soprattutto di area Svp, Lega, FdI (ma non solo). Un blitz che serve a confermare lo status quo, perché in 48 ore è difficile per qualsiasi privato presentare la documentazione e il piano di offerta collegato. Non a caso i primi a esultare, saputa della riapertura lampo della gara con annessa prelazione, sono stati i presidenti delle province autonome di Trento e Bolzano, Maurizio Fugatti e Arno Kompatscher: «Quella del ministero è una scelta condivisibile, siamo soddisfatti e ringraziamo il ministro», hanno detto. Felici perché la gara in ballo vale 30 miliardi di pedaggi in cambio di un piano di investimenti pari a 10 miliardi. Ma soprattutto perché continuarne la gestione significa mantenere la mano pubblica su un’arteria cruciale del Nord-Est, appalti inclusi.
L’autostrada è da decenni in concessione alla società pubblica. Le norme europee impongono una gara e da undici anni si va invece di proroga in proroga al concessionario pubblico. Lo scorso 3 gennaio è stato pubblicato dal Mit un bando europeo. Ma prevedeva il diritto di prelazione per il gestore uscente, una disposizione nel mirino della Commissione europea, tanto che è pendente alla Corte di giustizia Ue un ricorso (che riguarda il Comune di Milano ma farà giurisprudenza) proprio sull’uso di questo escamotage, frequente nelle gare italiane.
A causa di questa incognita, il bando del ministero è stato prorogato tre volte, l’ultima fino al 30 novembre. E nel frattempo è arrivato anche un parere durissimo della Commissione Ue, attraverso la Direzione generale del mercato, sulla previsione per l’autostrada del Brennero di un diritto di prelazione: «Come risulta dal dettato della direttiva Ue, la partecipazione del concessionario uscente… deve essere accompagnata da misure che assicurino che la concorrenza non sia distorta. Tale requisito non sembra essere soddisfatto». Insomma, da Bruxelles è arrivato più di un avviso.
Ma ecco la sorpresa: improvvisamente, a due giorni dalla scadenza dell’ultima proroga, e precisamente alle ore 17,22 del 28 novembre (venerdì, a ridosso del weekend), il Mit riapre i termini del bando dando tempo fino al 3 dicembre alle 12 per presentare «le domande di partecipazione, pena l’esclusione». Tradotto: poco più di 48 ore lavorative per depositare una documentazione enorme con annessa offerta economica per una gara da 30 miliardi. Dal ministero dicono a Repubblica: «Sono in corso di valutazione gli approfondimenti in merito alla prosecuzione della gara». Di certo c’è il rischio che il bando si rifermi per ricorsi o per volere dell’Ue: ma se così fosse, ci sarebbe una nuova proroga. A chi? Agli attuali concessionari.