ilmessaggero.it, 19 novembre 2025
Città più popolose del mondo, la classifica 2025: Giacarta in testa, completano il podio Dacca e Tokyo. I dati
Giacarta è la megalopoli più popolata del mondo: la capitale dell’Indonesia ha raggiunto quasi i 42 milioni di abitanti. A fotografare la situazione è un report del Dipartimento per gli Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite (Desa), che delinea la crescente urbanizzazione globale. Le città con oltre 5000 abitanti e densità superiore a 300 persone per mq sono arrivate a ospitare il 45% degli abitanti del mondo, toccando gli 8,2 miliari. Sono la tipologia di insediamento più diffusa in 71 Paesi anche molto diversi tra loro per struttura sociale e conformazione geografica, dalla Germania all’Uganda agli Stati Uniti. Le zone rurali continuano a perdere attrattiva e il trasferimento delle persone nelle città non è più soltanto un trend: è una delle carattestiche dominanti del nostro millennio.
Il rapporto Onu ha redatto la classifica delle città più popolose. Dopo Giacarta, trovano posizione sul podio Dacca, in Bangladesh, con quasi 40 milioni di abitanti, e Tokyo in Giappone con 33 milioni di abitanti. L’est globale è l’area con più megalopoli al mondo: più della metà di esse si trova ora in Asia. Seguono Nuova Delhi in India, Shanghai e Guangzhou in Cina e Il Cairo, Egitto. Tra i Paesi dell’Unione Europea, nella classifica delle top 100 città più popolose al mondo, ci sono soltanto Parigi, in 37esima posizione con 9,382 milioni di abitanti, Madrid con 5,584 milioni abitanti in 73esima posizione. Londra è alla posizione 25, con i suoi 10,416 milioni abitanti.
A chiudere la classifica delle 100 città più popolose c’è Jeddah, in Arabia Saudita, con 4,284 milioni. Nessuna città italiana è presente nella lista del 2025: Roma, che è la più popolosa, raggiunge i 2.745.982 abitanti: un numero molto inferiore rispetto a Jeddah. Era presente, però, nei report degli anni passati. In particolare, nel 1975 Napoli era la 47esima cittò con più abitanti al mondo, seguita da Milano al 51esimo posto e Roma al 70esimo. Sono ancora presenti nei dati del 1980, ma erano già scese di posizione. Il 2000 è l’ultimo anno in cui si legge una città italiana nel report: è Napoli, 95esima. Sintomo di come pian piano l’esplosione demografica e l’urbanizzazione si siano spostate sempre più verso est.
I dati del rapporto mostrano che il numero totale di città in tutto il mondo è più che raddoppiato tra il 1975 e il 2025, con la quadruplicazione del numero di megalopoli (aree urbane con oltre 10 milioni di abitanti), da 8 a 33 in questi ultimi cinquant’anni. Il trend è destinato a crescere e l’Onu ha cercato di delineare anche la situazione del futuro. Secondo le proiezioni, entro il 2050 il loro numero potrebbe aumentare da 12.000 a 15.000, con un incremento del 25%. «L’urbanizzazione è una forza determinante del nostro tempo. Se gestita in modo inclusivo e strategico, può aprire la strada a trasformazioni nell’azione per il clima, nella crescita economica e nell’equità sociale», ha dichiarato il capo del Desa, Li Junhua, commentando il rapporto.
Il dato fa molto riflettere. Le zone rurali del mondo hanno iniziato a spopolarsi sempre di più: nel 1950 solo il 20% degli esseri umani viveva in città, ma i grandi cambiamenti sociali ed economici del Novecento hanno completamente rivoluzionato il sistema. La struttura economica dei nostri giorni e il predominio delle grandi città del commercio ha fatto sì che il centro della vita si spostasse verso le aree più densamente popolate, le stesse dove sono localizzate le produzioni e dove circola il denaro.
Secondo le stime nel 2050 rappresenteranno l’habitat più diffuso in 44 paesi rispetto ai 116 del 1975, sono però ancora predominanti in alcuni paesi europei come l’ Austria, la Finlandia e la Romania, così come in molti paesi dell’Africa subsahariana, come la Repubblica Centrafricana il Ciad. L’unica località in controtendenza è il Mozambico, dove la popolazione rurale è in crescita. Ma in un mondo sempre più globalizzato questo nuovo modo di intendere gli insediamenti (e la vita) non tarderà adarrivare anche in queste piccole roccaforti rurali.