Il Messaggero, 19 novembre 2025
Malati di insonnia, conquistate il riposo
Sono tanti gli italiani che, quasi ogni notte, combattono una battaglia privata ed estenuante. Lo sguardo fisso al soffitto, la mente assalita da mille pensieri, il corpo che reclama un riposo che non arriva. Colpa dell’insonnia, un disturbo troppo spesso taciuto e non affrontato in modo adeguato, nonostante il suo impatto sulla salute sia stato da tempo dimostrato dalla scienza. Non è possibile vivere senza dormire e chi soffre d’insonnia cronica ne paga le conseguenze.
E i numeri relativi agli italiani sono preoccupanti: 1 su 4 soffre di disturbi del sonno (dalla difficoltà ad addormentarsi ai risvegli notturni frequenti al sonno non ristoratore), il 10-15% sotto forma di insonnia cronica. Una vera e propria patologia, le cui conseguenze vanno ben oltre la semplice stanchezza diurna.
La privazione cronica del sonno sottopone infatti l’organismo ad un vero e proprio logorio, alterando le funzioni del sistema nervoso, indebolendo le difese immunitarie, mandando in tilt la salute metabolica e cardiovascolare. Peggiora il tono dell’umore e la capacità di concentrazione, trascinando i suoi effetti anche sulla qualità delle relazioni sociali.
Non sorprende dunque che l’American Heart Association abbia recentemente inserito il sonno tra gli otto pilastri fondamentali per la salute cardiovascolare.
E che uno studio pubblicato di recente su Nature Neuroscience da ricercatori dell’Imperial College di Londra abbia avuto come obiettivo quello di studiare lo “stacco” tra lo stato di veglia e il sonno: appena quattro minuti e mezzo.
Un punto di svolta, quasi un interruttore funzionale, che va a modificare l’attività elettrica dei neuroni, adagiandoli tra le braccia di Morfeo. Un tassello di informazione in più che può essere ben individuato nell’elettroencefalogramma (EEG) e che potrebbe aiutare a mettere a punto tecnologie anti-colpo di sonno al volante, oltre che a diagnosticare con maggior precisione e a sviluppare future terapie per l’insonnia. Lo studio è stato realizzato analizzando gli elettroencefalogrammi notturni di oltre mille volontari.
Dalla necessità di avere maggiori informazioni sul sonno nasce la campagna di sensibilizzazione “Se vuoi essere sveglio, dormi” (sevuoiesseresvegliodormi.it) promossa da Neopharmed Gentili.
Michelangelo, Goya, Munch, Louise Bourgeois e tanti altri grandi artisti con le loro opere lo hanno intuito da sempre: l’insonnia non è solo un sintomo, ma una patologia che disturba, fino a volte a devastare, l’intero equilibrio psico-fisico. E la scienza ha ampiamente confermato questa intuizione.
Ma perché è così importante dormire? «Il sonno è un bisogno primario e un potente fattore di prevenzione – ricorda la professoressa Carolina Lombardi, Direttore del Centro di Medicina del Sonno dell’Istituto Auxologico Italiano Irccs di Milano – Protegge il sistema cardiocircolatorio, favorisce la rigenerazione dei tessuti e l’eliminazione delle scorie dal nostro cervello, riducendo il rischio di malattie neurodegenerative». E le conseguenze dell’insonnia si vedono a cascata su tutto l’organismo.
«Dal sistema nervoso a quello immunitario, dal sistema endocrino a quello cardiovascolare ricorda la professoressa Lombardi la mancanza di sonno influenza la regolazione delle emozioni, la modulazione della temperatura, il senso di fame e sazietà. L’insonnia è un importante fattore di rischio anche per obesità e diabete), la pressione e la frequenza cardiaca».
E le conseguenze dell’insonnia non investono solo il corpo. Si ripercuotono sulla nostra esistenza e su quella di chi ci circonda. «Dormire male, oltre compromettere la salute, ha un impatto negativo anche sulle relazioni e sulla coesione sociale ricorda il professor Claudio Mencacci, psichiatra e co-presidente della Società Italiana di Neuropsicofarmacologia – C’è un rapporto bidirezionale tra sonno e gentilezza: chi dorme poco è più irritabile, meno empatico e più incline alla conflittualità. Un buon sonno, al contrario, favorisce la stabilità emotiva. Le relazioni serene, a loro volta, favoriscono la qualità del sonno».
Il primo ostacolo da superare per vincere l’insonnia è la scarsa consapevolezza delle sue conseguenze. «Sono molti i pazienti che convivono per mesi con il disturbo senza riconoscerlo ricorda Mencacci Il primo passo verso la guarigione è parlarne col medico, in primis con quello di famiglia. Questo disturbo non va sottovalutato». Le cause di un sonno disturbato e dell’insonnia possono essere tante: ansia, stress, alterazioni del ritmo circadiano, disturbi del respiro o condizioni depressive.
Sul fronte del trattamento, bisogna partire dalla rimozione di fattori di rischio e comorbilità e dalla cura dell’igiene del sonno. Se tutto ciò non bastasse, un aiuto può venire dalla terapia cognitivo-comportamentale e dalla terapia farmacologica.