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 2025  novembre 19 Mercoledì calendario

La reazione dei milanesi ai maranza

Milano sotto assedio dei maranza. E all’ombra della madonnina i cittadini sempre più terrorizzati organizzano eventi e si ritrovano sul web per chiedere sicurezza.
Ormai è una certezza. I maranza vedono Milano come una terra di conquista, una loro personale riserva di caccia dove commettere furti e rapine con il coltello alla mano. Tanto che, come confermano anche i dati raccolti delle forze dell’ordine, le gang di minorenni nordafricani non arrivano solo dalla periferia. Duomo e dintorni rappresentano una grandissima attrattiva anche per chi non vive nel capoluogo lombardo tanto che sono in forte aumento i gruppi che, specie durante il week end, arrivano a Milano per compiere furti e rapine. Un dato confermato dalle azioni di controllo che la polizia svolge proprio sulle linee ferroviarie che dall’hinterland portano in città per monitorare, ed eventualmente bloccare, le gang in arrivo. Ma quello che colpisce di più gli addetti ai lavori è la noncuranza con la quale questi giovanissimi delinquenti si muovono armati, pronti a togliere la vita per una catenina d’oro o per un telefonino. Spesso figli di immigrati questi giovani sembrano infatti mancare di qualsiasi valore.
Nessun credo se non la legge del più forte e il miraggio di una vita da ricchi come stella polare di un’esistenza senza punti di riferimento. Una condizione che inevitabilmente porta a vedere la violenza come l’unico mezzo per emergere. Ed è proprio per questo che sono in aumento i maranza che vanno in giro con il coltello in tasca, pronti a estrarlo e a colpire non solo per fare soldi ma anche per futili motivi come un’occhiata «sbagliata» da parte di un gruppo rivale o di un ignaro passante. Ragazzi senza inibizioni che anche dopo avere massacrato qualcuno non sembrano provare alcun rimorso ma anzi ridono e si vantano delle loro imprese.
Un’emergenza per la quale i milanesi si dicono disorientati e per la quale chiedono a gran voce misure straordinarie. Peccato però che ad oggi chi viene sorpreso con un coltello addosso si prende una denuncia a piede libero e il giorno dopo è già in circolazione, pronto a mettersi nei guai, con una lama in tasca nuova di zecca. Per questo i cittadini hanno deciso di dire basta e si sono organizzati anche sul web. Come sul canale «comitato sicurezza per Milano» che con i sui 44 mila followers è diventato un po’ il punto di riferimento di chi ha deciso di porre un limite a tutta questa violenza.
E basta scorrere i commenti sotto il migliaio di post degli amministratori per capire quanto i milanesi siano disorientati dal fenomeno maranza e quando chi ha dei figli viva ormai nel terrore di lasciarli uscire la sera per timore che tornino con un occhio nero o peggio. Anche scorrendo le pagine online di «basta criminalità» si comprende perfettamente che per molta gente uscire di casa per fare una passeggiata ormai significa correre il rischio di vedersi picchiare e rapinare da gruppi di ragazzini che non sembrano avere più la ben che minima idea di che cosa significhi il valore della vita. Giovanissimi che provenendo da realtà fortemente degradate hanno imparato che l’unica legge che conta è quella del più forte e che l’unico modo per sentirsi all’altezza è sopraffare l’avversario. E pazienza se per farlo lo riduci in fin di vita.
Tanto che, come spiega Mario Furlan, fondatore dei City Angels, è proprio per innalzare la propria autostima che il giovane maranza attacca. «Rubano anche per avere un po’ di soldi in tasca da spendere ma il loro è un atto di narcisismo per fare capire a chi lo circonda – ma anche e soprattutto a se stessi che sono all’altezza di un mondo che altrimenti non saprebbero gestire», spiega Furlan raccontando di avere iniziato a fare dei corsi specifici per difendersi propri da questi gruppi di giovanissimi criminali. «Sono pericolosi ma fortunatamente anche molto ben riconoscibili», rileva il fondatore dei City Angels per cui «non appena ci si accorge della loro presenza l’importante è allontanarsi il più velocemente possibile».
Se poi però il branco ti raggiunge iniziano i guai, ma anche in questo caso c’è una soluzione. «Non reagire mai è la cosa migliore, e anche se vogliono sottrarti qualcosa la cosa più saggia è cedere», sottolinea Furlan ricordando che l’incolumità della propria persona viene prima di tutto. Nel caso in cui poi la situazione sfugga di mano e i maranza siano intenzionati a fare del male a tutti i costi allora l’importante è non farsi circondare. «Consiglio di fare come gli spartani alle Termopili che hanno scelto una strettoia per difendersi” spiega “soprattutto l’importante è guardarsi attorno per vedere se ci sono luoghi in cui potere ricevere aiuto». Furlan spiega infatti che entrare in un bar o in un ristorante e cercare il soccorso di altre persone può essere fondamentale per fare desistere gli aggressori e mettersi così in salvo.