lastampa.it, 19 novembre 2025
La corte oscura di Putin. Una Versailles segreta tra lussi e intrighi mentre l’Ucraina soffre
Mentre lo stato che li favorisce ammazza e terrorizza i civili ucraini, e nel frattempo distrugge l’economia russa, loro vivono con i lussi e le caratteristiche di una corte settecentesca, regalata da quello stato.
Sono stati leakati, grazie al collettivo Proekt, gli elenchi recenti di una serie di oligarchi, capi dei servizi segreti, generali russi, che hanno praticamente requisito una storica riserva naturale di Mosca – la Collina dei Passeri, a sud est della capitale russa, già enclave del vertice del potere sovietico – e ci vivono con tenute da Re Sole e ricchezza inaudita, anche se ovviamente ben nascosta dagli occhi dei moscoviti. Si tratta di palazzi e dacie che appartengono, formalmente, all’amministrazione presidenziale, in particolare al FSO (l’Ufficio per l’esercizio dei beni degli organi di protezione statale), in sostanza dunque sono totalmente nelle mani di Putin che, hanno raccontato due fonti che hanno lavorato in quel dipartimento, deve dare il benestare personale all’assegnazione di una tenuta in questa, che appare come la Versailles della cricca di Putin. Una Versailles popolata di personaggi alla Voldemort.
Vivono in effetti come una corte, ma una corte particolarmente oscura. Le strade, nel raggio di alcuni chilometri, sono totalmente chiuse e privatizzate. Chi si avvicina deve essere o uno della cricca, o qualcuno il cui arrivo è previsto e che è stato invitato. Tra i personaggi del potere russo che figurano negli elenchi della Collina dei Passeri ci sono, tra gli altri, Roman Abramovich, uno che continua insistentemente a negare ogni vicinanza al Cremlino, il generale Valery Gerasimov, viceministro della Difesa e capo di Stato Maggiore, evidentemente non sempre inchiodato alle durezze del fronte ucraino, Sergei Shoigu, segretario del Consiglio di Sicurezza nazionale (indimenticabili le tirate di Evgheny Prigozhin, il capo del Gruppo Wagner, poi morto fatto esplodere nel suo aereo, contro lui e contro Gerasimov, accusati di corruzione e mollezze). E poi ancora Suleiman Kerimov, membro del Consiglio della federazione (il senato russo) e personaggio che diverse inchieste hanno dimostrato cruciale in transazioni decisive per occultare il tesoro di Putin, Gennady Timchenko, forse il più vecchio e stretto amico di Putin dai tempi della dacia Ozero, Dmitry Mazepin, altro oligarca. Putin si tiene poi sulla Collina dei Passeri anche Ruslan Baysarov, un imprenditore particolarmente vicino a Ramzan Kadyrov, e considerato un porta-messaggi tra Cremlino e Grozny, e Nursultan Nazarbayev, l’assai discusso ex presidente del Kazakistan.
Il posto nella corte si paga con un affitto. Che i su citati versano regolarmente (esistono ricevute di pagamento) al FSO. L’FSO naturalmente affitta queste dacie in modo non pubblico: il diritto di vivere lì, sotto la protezione (o nella prigionia dorata) dei servizi russi è, come nelle corti dell’assolutismo, una concessone, un diritto octroyée. Il sovrano è Putin, e gli inquilini della Versailles sono prescelti dal potentissimo capo dell’amministrazione del Cremlino, Anton Vaino. Un altro che naturalmente abita lì da tanto (Shogu e Gersaimov, dettaglio degno di nota, si sono invece trasferiti lì pochissimo tempo prima dell’invasione su larga scala in Ucraina).
Il costo dell’affitto (che beffardamente varia a seconda delle diverse caratteristiche delle case), si aggira intorno ai 3,1 milioni di rubli al mese (circa 33mila euro al mese), secondo un documento di pagamento che è stato reso pubblico da Proekt (ci sarebbe poi da chiedersi come alcuni funzionari pubblici possano pagare tale cifra, ma in Russia la domanda non avrebbe senso). La protezione dei servizi serve perché, tanto per dire, in questa cricca le faide intestine sono frequenti, e Putin ne è l’arbitro. A un certo punto, per esempio, Kerimov e Kadyrov erano finiti in uno scontro personale e d’affari, e il ceceno gli aveva dichiarato una vendetta pubblica. Kerimov si è asserragliato nella Collina, dove nessuno può essere toccato. Diversi altri se non tutti, da Gerasimov a Shoigu ad Abramovich, potrebbero avere qualcuno interessato a farli fuori dall’esterno, e è lì che trovano usbergo e protezione. Quella che in russo si chiama la “krysha”, una specie di protezione di clan dall’alto. Abramovich è qui che trascorre il suo tempo quando non è a Istanbul o Dubai.
Molti dei palazzi sulla Collina dei Passeri hanno una storia che risale all’Unione sovietica, immagine specchiata del suo comunismo ipocrita. Quasi tutte furono costruite negli anni cinquanta. Erano destinate a membri del Comitato centrale del Pcus, ma di fatto erano troppo lussuose anche per loro, e ci finirono solo alcuni, pezzi davvero grossissimi. Per dire, quando veniva a Mosca, in una di queste case (non è chiaro se quella assegnata a Vaino o ad Abramovich) veniva ospitato Fidel Castro. Un’altra era la residenza nientemeno che di Nikita Khrushchev. Ora, per capire quanto sia potente, ci abita l’amico caro di Vladimir Putin, Gennady Timchenko.