la Repubblica, 19 novembre 2025
P2, bufera su Nordio: “Sulle carriere separate Gelli diceva cose giuste”
Quando gli chiedono delle considerazioni del pg di Napoli Aldo Policastro sulla riforma della giustizia, il Guardasigilli Carlo Nordio è nel capoluogo campano per accompagnare il candidato di centrodestra alle Regionali Edmondo Cirielli in un insolito tour elettorale nel carcere di Secondigliano.
«L’effetto di queste norme è indebolire la magistratura e l’intera area della giurisdizione. Esattamente quello che, nel 1981, era previsto nel Piano di rinascita nazionale della P2», aveva detto l’alto magistrato a Repubblica. «Se l’opinione del signor Licio Gelli era un’opinione giusta, non si vede perché non si debba seguire solo perché l’ha detto lui», replica Nordio citando il Maestro Venerabile della loggia massonica dichiarata illegittima e al centro di alcune delle trame più oscure della storia del Paese.
Poi il ministro prova ad argomentare: «Le verità non dipendono da chi le proclama, ma dalla oggettività che rappresentano. Se Gelli ha detto che Gesù è morto in croce, non per questo dobbiamo dire che è morto di polmonite. E anche l’orologio sbagliato segna due volte al giorno l’ora giusta. Gli inglesi dicono che se hai stumbled with the truth, sei inciampato nella verità. Se anche Gelli è inciampato nella verità, non per questo la verità non è più la verità».
Ma il caso politico ormai è scoppiato. Definisce «scandalose» le parole del ministro il deputato Avs e co-portavoce di Europa Verde Angelo Bonelli: «Confermano che la riforma della separazione delle carriere è il compimento del disegno eversivo della Loggia P2. Il ministro arriva persino a giustificare l’idea, sostenendo che sarebbe valida “anche se l’ha detta Gelli”. Una posizione politicamente sconvolgente per chi dovrebbe difendere la Costituzione». In vista del referendum il Guardasigilli si dice pronto al faccia a faccia sulla riforma. «Non mi sottrarrò ad alcun tipo di confronto, ma ovviamente la priorità sarà data all’Associazione magistrati che ha promosso il primo comitato del No, sempre che accetti».
Nel frattempo l’Anm si schiera in difesa di uno dei più convinti oppositori delle nuove norme, il procuratore di Napoli Nicola Gratteri, al quale le toghe esprimono «piena solidarietà» dopo le «pesanti critiche e gli attacchi personali di questi giorni legati al suo impegno per il no al referendum sulla riforma Nordio. Il suo contributo tecnico, come quello dell’intera categoria dei magistrati, merita rispetto perché ha come unico scopo quello di arricchire il dibattito sulla riforma e dare ai cittadini maggiori elementi di riflessione in vista del voto referendario». Ed è stata accolta dal gelo dei magistrati la decisione di Nordio di visitare con Cirielli il carcere di Secondigliano a pochi giorni dal voto per le Regionali. La giudice Paola Cervo, componente della giunta esecutiva centrale dell’Anm, ma soprattutto magistrata di Sorveglianza con compiti di vigilanza proprio su Secondigliano, scuote il capo: «Sarebbe stato bello se il ministro della Giustizia si fosse interessato prima di quegli istituti dove, da gennaio a oggi, ben 70 persone si sono tolte la vita. Invece si reca in un carcere insieme a un candidato alle Regionali. È legittimo dubitare che siano i detenuti a stargli a cuore».
In serata, tocca alla premier Giorgia Meloni blindare il suo Guardasigilli: «Voglio ringraziare un veneto doc che si chiama Carlo Nordio – arringa durante un comizio a Padova – siamo fieri di averlo in squadra, perché dopo decenni siamo fieri di avere approvato una riforma che può cambiare le cose».