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 2025  novembre 19 Mercoledì calendario

Arrestato lo stalker del presidente di Generali Andrea Sironi: ripetuti agguati sotto casa e lanci di uova contro l’auto

Per quattro volte nelle ultime settimane s’è appostato davanti a casa del presidente di Generali Andrea Sironi. All’alba, mentre l’autista lo aspettava per portarlo al quartier generale di CityLife, il suo stalker era lì, dall’altro lato della strada. In una mano il telefonino per filmare tutto e pubblicare video sui social, nell’altra una manciata di uova subito lanciate sull’Audi presidenziale in attesa davanti al portone.
Martedì scorso, ha anche avvicinato Sironi mentre usciva dal portone: «Buongiorno, lei pensa di risolvere il problema così? Lei ha speso la parola! Altri discorsi non ce n’è!». Il professore, 61 anni, – che è anche presidente dell’università Bocconi e della Fondazione Airc per la ricerca sul cancro – è rimasto interdetto, poi è salito in auto mentre il suo autista in qualche modo cercava di tenere lontano l’aggressore.
 
Tutte vicende per le quali Sironi ha subito presentato denuncia e culminate ieri mattina – dopo l’ennesimo assalto sotto casa, sempre documentato con video postati su TikTok – nell’arresto della polizia per atti persecutori del 66enne Francesco P., nato a Messina, residente a Milano, incensurato. Davanti al palazzo c’erano anche alcune guardie private, ma lui non s’è fermato: «Oggi 18 novembre sono sotto casa del presidente di Assicurazioni Generali spa. Questa volta la sicurezza è raddoppiata, adesso sì che ci siamo, bene perfetto».
Poi i passi verso l’auto del presidente e il lancio delle uova, prima di essere bloccato dai vigilantes. «Sono in quattro, hanno capito che io non scherzo». Infine la delirante spiegazione al popolo dei social – che da giorni lo segue e «inneggia» alle sue azioni —: «Generali non mi ha pagato un sinistro, per non pagare hanno modificato una sentenza». Si tratta di una vicenda di 25 anni fa. Un furto in casa subito dal 69enne che lamenta di non aver ottenuto il risarcimento. Un caso sul quale i giudici della Cassazione hanno dato completa ragione a Generali.
I primi «atti persecutori» risalgono all’estate. Per due volte (almeno), Francesco P. s’è presentato in piazza Tre Torri e ha lanciato uova contro il grattacielo di Generali. Poi ha atteso l’arrivo delle pattuglie per farsi identificare. Sempre tutto documentato sui social. Nelle ultime settimane però il livello s’è alzato con le aggressioni, ripetute, e gli interventi di polizia e carabinieri, a cui è seguito l’innalzamento della sicurezza intorno al presidente. Giovedì il 69enne finirà davanti al giudice per le direttissime.
Sui social i suoi video sono seguitissimi: «Maestro, siamo con te»; «Non farti mettere i piedi in testa»; «Io credo nella giustizia da soli, vada avanti, siamo con lei». E tra i commentatori c’è anche chi (follemente) alza il tiro e lo paragona all’assassino di Brian Thompson, Ceo della compagnia assicurativa «UnitedHealthcare»: «Luigi Mangione ha solo da imparare»; «Ci vuole uno che faccia un lavoro certosino eterno».