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 2025  novembre 19 Mercoledì calendario

Ubs e la tentazione Usa. La battaglia per la sede del gigante svizzero

Per il governo confederale di Berna, i vertici della Ubs stanno semplicemente simulando. La più grande banca svizzera si prepara davvero a traslocare la sede da Zurigo a New York? Le voci, rilanciate lunedì 17 novembre dal «Financial Times», girano ormai da diverse settimane. Anche negli Stati Uniti, come testimonia un articolo pubblicato dal «New York Post», lo scorso 16 settembre. Tutto parte dalla notizia di recenti incontri riservati tra Colm Kelleher, presidente della Ubs (Unione delle banche svizzere), e il segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent. Kelleher avrebbe spiegato all’interlocutore americano che l’esecutivo elvetico sta predisponendo norme stringenti sui requisiti patrimoniali delle «banche sistemiche». La nuova legislazione sembra studiata solo per Ubs, l’unica azienda di credito multinazionale del Paese. I vertici della Confederazione vogliono evitare un altro crack rovinoso come fu quello del Credit Suisse, nel 2023. Le autorità politiche pilotarono l’operazione di salvataggio, affibbiando il Credit all’Ubs. La banca guidata da Kelleher si ritrovò, inevitabilmente, con il conto economico e lo stato patrimoniale appesantiti. Ora, in via preventiva, Berna vuole imporre a Ubs di rafforzare il capitale di base con 26 miliardi di dollari da aggiungere ai circa 71 miliardi di oggi. Un aumento del 36%: «estremo e sproporzionato» secondo Kelleher e l’amministratore delegato Sergio Ermotti. Va precisato, però, che le nuove regole entrerebbero in vigore nel 2027 e che la banca avrebbe tra i sei e gli otto anni per mettersi al passo. In realtà, tutti questi particolari sono ancora al centro della «fase di consultazione» avviata dai ministri finanziari con la stessa Ubs. Ecco perché a Berna sospettano che i colloqui tra Kelleher e Bessent siano uno strumento di pressione per ottenere vincoli più morbidi.
Ma attenzione. La banca di Zurigo (162 anni di attività, ricavi per 55 miliardi di dollari, 121 miliardi di capitalizzazione in Borsa, 85 mila dipendenti) ha già disseminato oltre 6 mila consulenti sul territorio americano. Sarebbero allo studio anche le formule per spostare gradualmente il baricentro della banca dall’Europa agli Stati Uniti. L’Ubs potrebbe, per esempio, concludere una serie di accordi con istituti americani di piccola o media taglia, beneficiando, tra l’altro, di una regolamentazione più favorevole.
La richiesta di Berna
Il governo svizzero chiede a Ubs di aumentare il capitale di 26 miliardi di dollari
In ogni caso, da Zurigo fanno sapere alla «Reuters»: «Continuiamo a operare con successo come banca globale della Svizzera». Da Washington, per il momento, non arrivano commenti ufficiali. Filtrano, però, indiscrezioni: i funzionari del Tesoro starebbero lavorando per facilitare il trasloco di Ubs. Sarebbe un evento storico. È presumibile che Donald Trump lo presenterebbe come un risultato delle sue politiche per attrarre negli Usa le società straniere. Per altro, soltanto pochi giorni fa, il presidente americano ha promesso agli imprenditori svizzeri che ridurrà i dazi sull’import dal 39% al 15%.