Corriere della Sera, 19 novembre 2025
Quali materie sono regolate. E cosa manca per il sì finale
1 Quali sono le materie dell’accordo?
Protezione civile, professioni, previdenza complementare e sanità. Le prime tre sono materie «non Lep»: non abbisognano, cioè, della definizione di un livello essenziale di prestazione e dunque possono essere devolute subito alla Regione. La sanità, invece, li ha già, pur con un altro nome: «Lea», livelli essenziali di assistenza.
2 Cosa prevede l’intesa per quanto riguarda le prime tre materie?
Se approvata, il governatore potrà firmare ordinanze emergenziali e in deroga dopo un evento calamitoso. Le professioni non ordinistiche potranno finire in albi regionali. E le Regioni potranno avere una previdenza complementare «local», a partire dai dipendenti pubblici, con possibilità di reinvestire le risorse sul territorio.
3 E la sanità?
Le Regioni con i conti in ordine potranno agire con meno vincoli rispetto ai capitoli di spesa sanitaria e utilizzare fondi che, con le regole attuali, non possono essere spesi nonostante siano stati risparmiati.
4 Cosa succede ora?
Il documento deve essere approvato prima dal Consiglio dei ministri, poi dalla Conferenza Stato -Regioni (entro 60 giorni). A quel punto la bozza passa alle Camere per un parere (da dare entro 90 giorni) e quindi al presidente del Consiglio, che stila uno schema di intesa definitiva da inviare alla Regione. Inizia qui la seconda fase. Il Consiglio regionale approva e reinvia al governo. Il Consiglio dei ministri ha 45 giorni di tempo per varare un ddl di approvazione che passa all’esame delle Camere per il via libera definitivo.