il Fatto Quotidiano, 17 novembre 2025
Lupi, sgarbo a Tajani: vuol mettere Carfagna sua vice alla Farnesina
Quando a fine settembre il deputato campano Pino Bicchielli è passato con Forza Italia, il segretario di Noi Moderati Maurizio Lupi si era sfogato con i suoi collaboratori contro il collega vicepremier Antonio Tajani: “È scorretto”. Il fallo di reazione era stato il corteggiamento e poi l’arrivo di Renata Polverini in direzione contraria ma il vero sgarbo era arrivato a inizio ottobre quando i berlusconiani avevano accolto nella loro squadra Giorgio Silli, pratese con una lunga tradizione tra Forza Italia e i cespugli centristi. Una figura di peso soprattutto per il ruolo che ricopre: sottosegretario agli Esteri.
E dunque nel giro di pochi giorni Lupi si era ritrovato senza il responsabile della campagna elettorale in Campania e senza più rappresentanti al governo. Una faida – quella per occupare il centro della coalizione di destra – che va avanti da mesi ma adesso si sta spostando sulle posizioni di governo. Mentre FI sta facendo man bassa dei piccoli centristi svuotando Noi Moderati, il partito di Lupi ora rivendica almeno la nomina di due esponenti al governo: da febbraio 2024, infatti, non ha più il sottosegretario alla Cultura dopo le dimissioni di Vittorio Sgarbi per l’incompatibilità – certificata dall’Antitrust – tra il suo ruolo al governo e le sue attività professionali come critico d’arte. A inizio ottobre, poi, ha perso anche Silli, che da quest’estate ha assunto anche il ruolo di segretario dell’Organizzazione Italiana latino-americana. Dopo il suo passaggio in FI (“Non ho mai cambiato idea”, ha spiegato), Lupi ha chiesto le dimissioni “immediate” del sottosegretario.
Ed ecco che adesso il segretario di Noi Moderati – che partecipa a tutti i vertici di maggioranza e spera in una candidatura a sindaco di Milano nel 2026, perorata da Ignazio La Russa – rivendica le due caselle di governo per il suo partito. Nelle ultime ore, come contro risposta a Tajani, fonti parlamentari riferiscono che sarebbe tentato anche da un’idea: nominare Mara Carfagna al posto di Silli alla Farnesina. Un posto da sottosegretaria che la presidente del partito centrista non potrebbe rifiutare, ma che sarebbe vissuto come un pesante sgarbo per Tajani.
Carfagna, già ministra del Sud, infatti, è stata a lungo una delle fedelissime di Berlusconi uscita da FI nel 2022 quando gli azzurri decisero di staccare la spina al governo Draghi. Da quel momento si è fatta strada tra i partitini di centro, prima con Azione di Carlo Calenda e poi con Noi Moderati di Lupi di cui è segretaria da fine marzo scorso. Nel mezzo si era parlato anche di un suo possibile ritorno in FI ma erano stati propri i vertici del partito a rifiutare perché quest’ultima era considerata una “traditrice”. Nelle ultime settimane si era fatto anche il suo nome per la presidenza della Regione Campania, ma alla fine FdI ha deciso di puntare su Edmondo Cirielli. Da qui la tentazione di Lupi di chiedere un posto per lei al governo, proprio alla Farnesina guidata da Tajani.
La premier Meloni, intanto, fa da spettatrice alla faida centrista. In questi mesi ha sempre considerato fisiologiche le fibrillazioni interne, fintanto che non si superasse il livello di guardia: cioè i voti in Parlamento. Questo anche se FdI preferirebbe evitare cambi di casacca tra un partito e l’altro all’interno della coalizione per evitare di aumentare le tensioni. Ogni partito è importante e va fatto crescere in vista delle elezioni politiche del 2027, è la strategia della premier che sta puntando anche su Calenda. Per questo venerdì 28 novembre Meloni sarà all’Assemblea nazionale di Noi Moderati a Roma. Anche Tajani ha confermato la sua presenza. E l’accoglienza potrebbe non essere semplice.