repubblica.it, 17 novembre 2025
Londra, stretta sui migranti: “Gioielli confiscati per pagare spese di asilo”
È bufera nel Labour e sul governo di Keir Starmer a causa delle nuove draconiane leggi su migranti e richiedenti asilo, che annuncerà oggi pomeriggio ai Comuni la ministra dell’Interno Shabana Mahmood. Visto che Nigel Farage sta volando nei sondaggi con la sua retorica populista e anti-stranieri, il primo ministro britannico prova a rispondere irrigidendo sensibilmente le norme sull’immigrazione. Ma è già polemica nel partito di centrosinistra britannico. Il Sun ha scritto oggi come Mahmood annuncerà addirittura la “confisca di gioielli e altri beni dei migranti che arriveranno illegalmente nel Regno Unito” per finanziare i costi dell’accoglienza, l’anno scorso schizzati a oltre 5 miliardi di sterline.
La rivelazione del tabloid è stata confermata da Alex Norris, sottosegretario all’Interno del governo Starmer: “I richiedenti asilo potrebbero vedersi sottrarre gioielli o altri beni di valore per contribuire ai costi di gestione delle loro pratiche”, ha dichiarato in una intervista tv, “è giusto che, se queste persone hanno denaro in banca, o possiedono beni come auto o bici elettriche, contribuiscano. No, non prenderemo i cimeli di famiglia al confine. Ma… le persone hanno automobili. Hanno e-bike. Sono beni che dovrebbero contribuire ai costi del loro mantenimento”.
Alla domanda se i gioielli senza valore sentimentale possano essere sequestrati, come per esempio le fedi nuziali, Norris ha risposto che “ovviamente no. Ma se qualcuno arriva con una borsa piena di anelli d’oro, beh, ciò è diverso… In questo momento, i contribuenti britannici spendono miliardi di sterline all’anno per sostenere coloro che chiedono asilo, o coloro la cui domanda è stata respinta, finanziando il loro alloggio e il loro sostentamento”.
L’idea è ispirata dall’approccio particolarmente severo della Danimarca in materia di asilo. La ministra Mahmood, musulmana e di origine pachistana, considera necessarie queste riforme “per fermare le forze oscure in questo Paese”, ha scritto sul Guardian, riferendosi a Farage e all’estrema destra. Mahmood dovrebbe inoltre annunciare l’allungamento da 10 a 20 anni del periodo per un richiedente asilo per stabilirsi nel Regno Unito in maniera permanente, con controlli ogni trenta mesi delle autorità per verificare lo status dei migranti e magari rispedirli al loro Paese d’origine qualora quest’ultimo venga intanto giudicato sicuro. Inoltre, i Paesi che si rifiuteranno di riaccogliere i propri cittadini richiedenti asilo respinti potrebbero subire sanzioni diplomatiche, come restrizioni sui visti. Tra le nazioni nel mirino, ci sarebbero Angola, Namibia e Repubblica Democratica del Congo.
Ma questa svolta sull’immigrazione di Starmer – che negli ultimi tempi ha anche accennato a possibili modifiche alle regole del diritto internazionale di asilo – indigna non pochi deputati ed esponenti laburisti, soprattutto della sinistra del partito. Stella Creasy, parlamentare laburista di Londra (Walthamstow), ha dichiarato che se queste indiscrezioni fossero vere, “saremmo di fronte a una svolta stile ‘Ice’ in America”, ossia le controverse forze armate a caccia di migranti irregolari nelle strade degli Stati Uniti.
Tony Vaughan, deputato laburista di Folkestone, ha affermato che le nuove norme renderebbero di fatto impossibile per i rifugiati integrarsi realmente nella vita britannica: “Dovremmo accoglierli, integrarli e non creare questa situazione, ovvero una sorta di limbo perpetuo e alienazione, che non aiuta i rifugiati né la società”, ha detto alla Bbc. E la parlamentare veterana della sinistra laburista, Diane Abbott: “Politiche anti-asilo draconiane, impraticabili e potenzialmente illegali non fanno altro che alimentare il sostegno a Farage. Il governo non ha imparato nulla. Alcune delle proposte sono davvero inquietanti. È terribile”.