repubblica.it, 17 novembre 2025
Il 25 aprile a Predappio, la provocazione di Forza Nuova per “chiudere la stagione d’odio”
L’idea è una provocazione in piena regola: una “grande conferenza” a Predappio il prossimo 25 aprile – festa della Liberazione dal nazifascismo – per abrogare le leggi Scelba e Mancino, cioè quelle che vietano la ricostituzione del Partito fascista. A lanciarla è il segretario di Forza Nuova, Roberto Fiore.
Secondo il fondatore della formazione neofascista «è tempo di chiudere la stagione d’odio che inizia nel ’45 e attraverso discriminazioni e processi arriva agli anni ’70, passando attraverso i morti giovanissimi di quegli anni, e oggi annega di fronte alla scomparsa delle ideologie e degli uomini che hanno fomentato odio e divisione sociale». Per questo la conferenza a Predappio «segnerà la fine di leggi speciali e ideologiche che hanno contribuito a deviare politica, forze dell’ordine e magistratura nella loro azione».
Fiore non si accontenta del ribaltamento della storia, dell’accostamento tra la sua proposta, il luogo – a Predappio nacque Benito Mussolini – e la data. Sui canali Telegram di Fn aggiunge che «inviteremo anche un campione dell’antifascismo come Sergio Mattarella». Oltre a lui, Fiore vorrebbe anche il vicesegretario della Lega Roberto Vannacci, il quale invece ha fatto dei richiami nostalgici al Ventennio la cifra forse principale del suo protagonismo politico.
Forza Nuova, responsabile dell’assalto squadrista alla sede nazionale della Cgil nel 2021 e nel corso degli anni di altre centinaia di azioni violente contro militanti di sinistra, migranti e attivisti Lgbtq+, ritira fuori una proposta non nuova. L’abrogazione della legge Mancino, varata nel 1993 e che sanziona gesti e slogan ispirati al nazifascismo, è un vecchio cavallo di battaglia della Lega e di Fratelli d’Italia. «Siamo sempre stati contrari ai reati di opinione perché riteniamo la libertà di espressione sacra e inviolabile. Abbiamo già proposto l’abrogazione di questa norma nella scorsa legislatura», disse Giorgia Meloni nel 2018: allora fu l’attuale presidente della Camera, Lorenzo Fontana, a rilanciarla nel dibattito pubblico. Fontana era ministro del governo gialloverde e il presidente del Consiglio dell’epoca, Giuseppe Conte, si oppose.
Quanto a Fiore, oltre al presente può “vantare” un passato di estremismo nero di prim’ordine: scappò in Gran Bretagna nel 1980, poco prima di venire coinvolto dalla retata che decapitò Terza Posizione, altro gruppo da lui fondato fucina di terroristi neofascisti poi confluiti nei Nar.
Piccola curiosità, infine: Vannacci porta con sé al collo l’ascia bipenne, cioè il simbolo di Ordine nuovo, altra organizzazione eversiva e stragista di estrema destra. Difficile quindi che il caloroso invito di Fiore gli crei dispiacere.