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 2025  novembre 17 Lunedì calendario

Intervista a Vanessa Incontrada

Gli occhi che ridono, nuova energia, un matrimonio da organizzare. Sposerà il compagno Rossano Laurini, da cui ha avuto il figlio Isal, che ha 17 anni. Si erano lasciati, si sono ritrovati. Vanessa Incontrada, conduttrice e attrice, vive sull’onda delle emozioni. Parlerà di amore anche nel primo monologo dello show Gigi e Vanessa-Insieme che debutta mercoledì su Canale 5.
Ha un’aria gioiosa, ma ha anche lei le sue zone d’ombra?
«Ho una parte di me che è malinconica, mi piace stare da sola e mettermi in discussione. Ho finito sabato di registrare lo show, ero a pranzo da mia suocera e mi veniva da piangere. Il mio compagno mi ha preso la mano: vivo momenti di adrenalina e altri in cui mi sgonfio. È difficile gestire le emozioni».
La famiglia è importante?
«Fondamentale, ne ho bisogno. Per sopravvivere a questo lavoro, devo avere i miei punti di riferimento: sentire la voce di mia madre, del mio compagno, di mio figlio Isal».
È figlia di separati, questo l’ha segnata o è stata una bambina serena?
«Durante l’adolescenza, come dice mia mamma, ero peperina. Ma non ho il ricordo di una separazione traumatica, È stato un dispiacere, avevo 12 anni, ma l’ho accettato».
Da ragazzina girava con suo padre per i mercati. Che prova quando ripensa a quella Vanessa?
«Tanta tenerezza, perché ho vissuto tante esperienze. Vengo da una famiglia che ha faticato, sono cresciuta in periferia a Barcellona, so cosa sia la strada. Quando ci torno vado a trovare i miei amici: in periferia ti devi svegliare, non sei protetta. Io ero protetta dai miei, ma ho imparato a cavarmela».
È protettiva con suo figlio?
«Molto. Devo lavorarci un po’ per lasciarlo andare. Quando finisco un impegno e torno a Follonica e ci prendiamo un giorno per noi: andiamo in palestra, poi facciamo un giro fuori. Guido verso Bolgheri con la musica a volume altissimo e cantiamo le canzoni preferite».
È una mamma chioccia?
«Sì, lo ammetto, Quando non ci sono lo chiamo anche quattro, cinque volte: “Non mi racconti niente?”. Isal me lo ha fatto notare: “Che altro devo dirti?”. Gli ho spiegato che quando non ci sono, mi manca il triplo. Si confida con me, sa che può parlare di tutto – sesso, omosessualità, razzismo – sono sempre stata aperta».
Cosa significa tornare al varietà con Gigi D’Alessio?
«Vivere mille emozioni. Con Gigi siamo legati da un’amicizia vera, profonda, c’era la voglia di condividere l’affetto con gli amici. Si è formato un bel gruppo, ora sono tornata a casa, sdraiata a letto con il cane e vedo Frankenstein».
In tv al fianco di D’Alessio, Conti, Bisio. Una definizione di ognuno?
«Gigi è un socio, io lo chiamo così; Carlo un pilastro, sai che ti puoi appoggiare e non cadrai mai. Claudio un vulcano, è esuberante».
Il primo monologo sull’amore è autobiografico?
«In realtà con l’autrice Alessandra Scotti era nato in terza persona, ma a un certo punto mi è venuto spontaneo mettere quello che ho vissuto. Racconta come si costruisce un amore e quello che può succedere a una coppia: stare in silenzio, non toccarsi, non ascoltarsi più. Poi, invece, l’amore torna e si ricomincia. Come nel mio caso. Ma ognuno ha la sua storia».
Cosa ha capito?
«Che a volte non ci si riconosce più, ognuno cresce in modo diverso. Poi c’è chi sta insieme tutta la vita, come mia sorella con il marito, uniti da quando erano ragazzi. Ora hanno 45 anni».

In un altro monologo parla della dignità delle donne, partendo da Filumena Marturano e dalla parola “puttana”.
«È legato a una canzone di Gigi. Penso che oggi una donna, qualsiasi mestiere scelga di fare, debba avere dignità e rispetto. Si appiccicano alle donne parole offensive: la prostituzione è un lavoro, esiste da sempre, e andrebbe legalizzata».
Qualcuno le ha mai mancato di rispetto?
«Mai. Da Siani a Zingaretti, a Scianna, a tanti altri, ho avuto colleghi veramente fantastici. Mi hanno trattato con un rispetto e una stima che mi porto nel cuore».
Dopo lo spettacolo con Conti all’Arena di Verona l’hanno sommersa di complimenti per la silhouette: la infastidisce quando si occupano del suo peso?
«Sti cavoli. C’è stato un momento nella vita in cui ho voluto esprimere cosa provavo. Si parla del corpo solo con le donne, non succede con gli uomini. Hanno massacrato Nelly Furtado sul peso, ha scritto: “Basta, mi ritiro”. Perché si devono vivere determinate cose? Ho Instagram, qualcuno cura il mio Facebook ma non leggo i commenti. Belli, brutti non mi interessano. Mi dispiace perché mi perdo i messaggi di gente che mi vuole bene. Ma me li riferisce un’amica».
Le piacerebbe fare Sanremo?
«Se deve essere sarà, so esattamente che tipo di Festival mi piacerebbe fare. Se non arriva pazienza, ho fatto tante altre cose.
In tante serie ha interpretato ruoli di mamma. Ora cambia registro: ha girato per Canale 5 la serie “Erica”, dai gialli di Camilla Lackberg: com’è andata?
«Erica è una donna libera, non sposata. La scrittrice è venuta sul set a Piombino, stavo girando una scena con Francesco Scianna. L’ho vista in lacrime. Allo stop mi sono avvicinata. Mi ha spiegato che, come per la serie in Francia, la emoziona rivedere i personaggi che ha creato che diventano reali. In me ha visto Erica. Ero felice».