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 2025  novembre 13 Giovedì calendario

Pagano il posto finestrino, ma il finestrino non c’è: due compagnie sotto accusa. La difesa: «Non c’è nessun obbligo di oblò»

Il posto «finestrino» in un aereo può chiamarsi tale anche se, in realtà, di fianco c’è una parete intera invece dell’oblò? E la compagnia può chiedere un costo extra per la scelta di quel sedile senza specificare che non si può osservare il panorama attorno? Secondo due class action – «in rappresentanza di oltre due milioni di passeggeri statunitensi» – no. Secondo le aviolinee denunciate, sì. E ora tocca ai giudici – uno a New York, l’altro a San Francisco – decidere chi ha ragione e anche stabilire i milioni di dollari che i vettori dovranno sborsare in caso di sconfitta. 
Il contenzioso
Le due cause sono state depositate il 19 agosto scorso e sono di fatto identiche. Accusano Delta Air Lines (a New York) e United Airlines (a San Francisco) di aver fatto pagare un extra per la scelta di un sedile etichettato come «finestrino». Una volta a bordo, però, i viaggiatori si sono ritrovati una parete che non era stata segnalata in fase di prenotazione sui voli operati con alcuni Boeing 737, Boeing 757 e Airbus A321. A differenza di quanto fanno, per esempio, Alaska Airlines o American Airlines. Qui, i posti da «evitare» a secondo delle numerazioni dei sedili delle varie compagnie. 
Le accuse
Lo studio legale Greenbaum Olbrantz, che segue entrambe le class action in difesa dei passeggeri, sottolinea che questi scelgono i posti «finestrino» per vari motivi: per ridurre la paura di volare o il mal d’aereo, per intrattenere i bambini, per avere più luce o semplicemente per guardare il paesaggio durante il viaggio. Sostengono che, se avessero saputo che United e Delta li avrebbero fatti sedere accanto a una parete senza oblò, avrebbero scelto altri posti e non avrebbero pagato di più («tra 44,99 e 159,99 dollari di extra per la scelta del sedile per United»). Per questo motivo, entrambe le cause chiedono risarcimenti milionari. 
Le repliche
Nei giorni scorsi è arrivata la contromossa di una delle aviolinee: United Airlines ha chiesto al giudice di archiviare la causa. Il motivo? Secondo la società – stando a quanto si legge nella documentazione depositata al tribunale di San Francisco – non è mai stato promesso contrattualmente che i posti situati in posizione «finestrino» offrano una vista sull’esterno.
Cosa significa «finestrino»
«La parola window (finestrino, ndr) identifica semplicemente la posizione del sedile, cioè accanto alla parete della fusoliera dell’aereo», mette nero su bianco la compagnia. «L’uso del termine window in riferimento a un posto non può essere ragionevolmente interpretato come una promessa che quel posto avrà una vista esterna». Anche se la compagnia usa il termine «finestrino» per identificarli nelle mappe dei posti e sulle carte d’imbarco. 
La decisione dei giudici
United, nella replica, ricorda che i tribunali hanno più volte stabilito che la legge federale vieta generalmente ai passeggeri di presentare cause per violazione contrattuale riguardanti tasse o supplementi aerei. Una posizione «contraria alle legittime aspettative di innumerevoli passeggeri che, senza saperlo, hanno pagato un extra per posti finestrino senza finestrino», replicano gli avvocati dei viaggiatori.