Il Messaggero, 13 novembre 2025
Lo scudo europeo contro le fake news Barachini: «Così si difende l’informazione»
Uno scudo per difendere le democrazie europee dalle interferenze straniere, dalla manipolazione dell’opinione pubblica e dalle fake news. Nell’arsenale contro le minacce ibride dei regimi autoritari – Russia in primis – l’Ue potrà affidarsi a un Centro di nuova istituzione dedicato al contrasto della disinformazione, a disposizione dei 27 Stati membri e dei Paesi candidati all’adesione o aspiranti tali. Il quartier generale dell’ente non è stato individuato ma nelle intenzioni di Bruxelles (che nel frattempo lavora alla creazione di una cellula interna di intelligence) i suoi compiti sono già chiari. Il Centro si occuperà di fare rete tra le varie istituzioni europee e nazionali, in modo da condividere le informazioni in tempo reale e fronteggiare offensive informative straniere e altri interventi di manipolazione, compresi quelli che toccano le urne. A sostenere gli sforzi collettivi, interverrà una piattaforma di ricercatori, think tank, fact-checker e ong. Il (fallito) tentativo russo di influenzare le consultazioni in Romania e Moldova è stato evocato tra le ragioni per fare squadra. «Mosca sta intensificando gli attacchi ibridi. Attraverso la diffusione di narrative ingannevoli e talvolta con la manipolazione o falsificazione dei fatti storici cerca di minare la fiducia nei sistemi democratici», si legge nel testo presentato dalla vicepresidente esecutiva con delega alla Sovranità tecnologica Henna Virkkunen e dal commissario alla Giustizia Michael McGrath. «Vogliamo proteggere gli elementi costitutivi delle nostre democrazie: media liberi, dibattito basato sui fatti ed elezioni eque», ha sintetizzato la capa della diplomazia Ue Kaja Kallas. E non a caso, a stretto giro, è arrivata la risposta di Elon Musk: «La leader dell’Ue dovrebbe essere eletta dai cittadini dell’Ue e non nominata da un comitato», ha scritto Musk su X.
Decine di casi di manipolazione e disinformazione di matrice russa (tra cui operazioni “Doppelganger”, siti clonati che imitavano testate internazionali riconosciute) sono stati identificati da esperti in momenti clou della politica europea, come alla vigilia delle elezioni Ue del giugno 2024 o la scorsa estate, prima del voto sulla mozione di sfiducia (poi bocciata) contro von der Leyen per il presunto Pfizer-gate relativo alle chat segrete all’epoca degli acquisti di vaccini. Lo Scudo per la democrazia è «un’ottima notizia», per il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Editoria Alberto Barachini. «L’informazione è il cuore di ogni democrazia e va difesa nella pluralità delle voci e nella trasparenza delle fonti, necessaria al cittadino per formare le proprie opinioni», ha detto. Nel pacchetto di misure Ue per rafforzare la democrazia – ha ricordato Barachini – rientra un aumento del sostegno pubblico al settore dell’informazione, annunciato da von der Leyen con il lancio di un fondo a sostegno del giornalismo indipendente e dell’alfabetizzazione mediatica. Le sfide (anche economiche) per la salute dei media saranno affrontate nel contesto della revisione della direttiva sul copyright.
Occhi puntati sul digitale ma, in piena operazione sburocratizzazione interna, Bruxelles non crea nuovi obblighi in capo alle piattaforme online. «Vogliamo, però, garantire che gli obblighi esistenti siano pienamente attuati», ha spiegato McGrath a proposito dell’uso in campagna elettorale o per screditare gli avversari sui social media. E che, come tali, dovrebbero essere espressamente etichettati. Il potenziale dell’IA di distorcere le elezioni è «innegabile, ed è destinato a crescere con il miglioramento della tecnologia», ha ammesso il commissario. Tra i filoni di lavoro inaugurati dallo Scudo per la democrazia, la stesura di linee guida sull’impiego responsabile dell’IA nei processi elettorali e lo sviluppo di sistemi per identificare e segnalare correttamente contenuti manipolati. Bruxelles scommette poi sul coinvolgimento degli influencer per sensibilizzarli sugli standard etici digitali e sulle regole Ue a tutela della trasparenza.