lastampa.it, 13 novembre 2025
“Italia più a rischio povertà e disuguaglianza rispetto alla media Ue”
Gli italiani sono più a rischio di povertà rispetto alla media europea e le disuguaglianze economiche restano più marcate che nel resto dell’Unione. È il quadro che emerge dalla dodicesima edizione del Rapporto sul Benessere equo e sostenibile (Bes), presentato dall’Istat, che analizza 152 indicatori distribuiti su 12 domini – dalla salute all’istruzione, dal lavoro all’ambiente.
Il rischio di povertà nel 2024 si è attestato al 18,9% nel 2024, ben 2,7 punti percentuali sopra la media Ue ferma al 16,2%. Anche la disuguaglianza nella distribuzione del reddito netto risulta più elevata: in Italia il rapporto tra il quinto più ricco e quello più povero della popolazione raggiunge il 5,5%, contro il 4,7% europeo.
Le difficoltà si estendono al mercato del lavoro, dove l’Italia sconta un tasso di occupazione al 67,1%, 8,7 punti sotto la media Ue27. Il divario più evidente è tra le donne, con appena il 57,4% di occupate contro il 70,8% della media europea. Una spia del gap occupazionale è anche nel part-time involontario, che coinvolge l’8,5% dei lavoratori italiani contro il 3,2% europeo, con le donne penalizzate in modo ancora più evidente (13,7% in Italia contro 4,8% nell’Ue27).
Sul fronte dell’istruzione, solo il 31,6% dei giovani tra 25 e 34 anni possiede una laurea, contro il 44,1% della media europea. Anche i diplomati sono meno numerosi: appena il 66,7% delle persone tra 25 e 64 anni ha conseguito il diploma di scuola secondaria superiore, contro l’80,5% dell’Ue27. L’Italia investe inoltre meno in ricerca e sviluppo, con l’1,37% del Pil contro il 2,22% europeo, e presenta una percentuale inferiore di lavoratori con formazione universitaria nelle professioni scientifico-tecnologiche (26,7% contro 34,1%).
L’Italia mostra punti di forza: il sovraccarico dei costi abitativi pesa meno che altrove, attestandosi 3,1 punti sotto la media Ue (8,2%). Gli indicatori di deprivazione materiale e sociale e le difficoltà ad arrivare a fine mese collocano il Paese in posizione più favorevole rispetto ai partner europei.
L’Italia primeggia per mortalità evitabile con 17,6 decessi ogni 10mila abitanti, contro i 25,8 della media Ue27. La speranza di vita raggiunge gli 84,1 anni, superando di oltre due anni la media europea di 81,7 anni. Sul fronte della sicurezza, con 0,6 omicidi per 100mila abitanti contro lo 0,9 dell’Ue27, il Paese si conferma tra i più sicuri d’Europa.