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 2025  novembre 13 Giovedì calendario

Canapa light, il divieto italiano finisce davanti alla Corte di giustizia europea

Le nuove norme italiane che proibiscono l’utilizzo delle infiorescenze della cannabis light finiscono all’esame della Corte di giustizia europea che, così come accaduto nei mesi scorsi per la lista dei Paesi sicuri di provenienza dei migranti, dovrà valutarne la compatibilità con la legislazione europea che invece ne consente l’uso.
A portare la questione davanti ai giudici del Lussemburgo la decisione del Consiglio di Stato di rimettere alla Cgue la valutazione “delineando un quadro che rafforza le ragioni della filiera agricola e del mercato interno”. A rivolgersi alla giustizia amministrativa italiana era stata l’Associazione Canapa Sativa Italia che oggi esprime soddisfazione intravedendo la possibilità che il divieto italiano previsto dall’ultimo decreto sicurezza possa essere spazzato via se ritenuto incompatibile con la legislazione europea che resta sovraordinata.
"È una vittoria per la filiera della canapa italiana – si legge in una nota della Csi -. La Corte di Giustizia Europea potrà disapplicare la normativa italiana confliggente con il diritto comunitario”. “È un passaggio decisivo – afferma Mattia Cusani, presidente dell’associazione -. Il Consiglio di Stato fotografa l’anomalia italiana e chiede alla Cgue se si possa davvero colpire solo le infiorescenze quando l’Ue non distingue tra parti della pianta e il Thc (il principio psicoattivo della pianta) è minimo. Per le imprese e i negozi significa una prospettiva concreta di serenità legale e di tutela della filiera, nel rispetto delle regole europee”.
Per Cia Agricoltori, la pronuncia della Corte di Giustizia Ue potrà ora chiarire, una volta per tutte, la piena liceità della pianta di canapa, proveniente da varietà certificate e con bassi livelli di Thc – fiori e foglie comprese – garantendo al settore un quadro normativo chiaro e uniforme.