repubblica.it, 13 novembre 2025
Inghilterra, Ryanair gela il passeggero eroe ferito in treno: “Nessun rimborso del biglietto”
“È triste, infantile, da sfigati”. Uno degli eroi del treno degli accoltellamenti di Huntington dieci giorni fa attacca la compagnia aerea irlandese Ryanair. L’uomo si chiama Stephen Crean, ha 61 anni, è un grande tifoso della squadra di calcio del Nottingham Forest e lo scorso primo novembre è stato tra i passeggeri coraggiosi che hanno bloccato Anthony Williams. Ossia, il 32enne che alla stazione di Peterborough è salito sul convoglio, partito da Doncaster e diretto a Londra. E che, dopo qualche minuto, ha iniziato ad accoltellare passeggeri e personale ferroviario all’impazzata, prima che il treno compiesse una fermata di emergenza ad Huntingdon, dove l’aggressore è stato arrestato dalla polizia, prima che facesse una strage. Alla fine sono stati dieci i feriti (Crean incluso), di cui uno grave: un altro eroe che ha provato a placcare Williams, ossia Samir Zitouni, impiegato della compagnia ferroviaria Lner.
Ma perché Crean ce l’ha con Ryanair? Perché pochi giorni dopo, ovvero il 5 novembre, l’inglese aveva in programma una trasferta in Austria per seguire il suo Nottingham Forest – squadra con le divise rosse in onore delle camicie di Garibaldi. Il match in programma era quello di Europa League, contro lo Sturm Graz. Ma ovviamente, dopo quanto accaduto e il ricovero in ospedale, Crean non era più in grado di viaggiare. Dunque, i suoi amici (perché il suo braccio era ferito e inutilizzabile) hanno fatto richiesta per lui. Ma la risposta di Ryanair è stata lapidaria.
"Tutte le tariffe aeree Ryanair sono non rimborsabili, motivo per cui consigliamo vivamente ai passeggeri di sottoscrivere un’assicurazione di viaggio per tutelarsi nel caso in cui non possano partire”, ha dichiarato un portavoce della compagnia all’Independent. Del resto, il regolamento di Ryanair parla chiaro: “Se il tuo volo è partito e tu non hai viaggiato, non hai diritto a un rimborso. Potresti avere motivi validi per decidere di non partire, ma il nostro modello di business è semplice: non offriamo rimborsi a chi non viaggia, perché il posto che hai prenotato è partito vuoto in tua assenza”.
Insomma, la compagnia di Michael O’Leary è tecnicamente nel giusto. Ma Crean si aspettava un minimo di flessibilità viste le circostanze eccezionali e il dramma a cui è sopravvissuto: “Ryanair ha confermato che non cambierà idea. Ma io lo trovo piuttosto triste e infantile”, ha dichiarato Crean all’Independent. “Non è una questione di soldi. Dovrebbero maturare un po’ e fare qualcosa. Basta essere così meschini. È disgustoso che la compagnia aerea si rifiuti di cambiare idea. Non c’è molto che si possa fare se sono così rigidi nelle loro convinzioni. Ma ora la gente penserà molto male di loro”. Philip Chambers, amico di Crean, ha dichiarato al Telegraph che la decisione di Ryanair è “sconvolgente”.
Non è la prima volta che la compagnia irlandese si distingue per l’applicazione del suo regolamento alla lettera, anche in casi straordinari. Di recente, ha fatto discutere il bonus da 2,5 euro ai dipendenti per ogni bagaglio a mano scovato ai passeggeri che superi, anche di un centimetro, i limiti di grandezza consentiti a bordo. Secondo Ryanair si tratta di una norma di buonsenso per accelerare le procedure di imbarco e rispettare gli orari di decollo e atterraggio – e difatti il vettore irlandese è uno dei più virtuosi in questo senso. Ma diversi clienti si sono lamentati sui social di un atteggiamento secondo loro esagerato.
In ogni caso, seppur snobbato da Ryanair, l’eroe Crean ha ricevuto un gradito premio di consolazione. Domenica scorsa, in occasione della vittoria del Forest contro il Leeds per 3-1, è stato acclamato dai tifosi allo stadio del Nottingham. Non solo: è stata aperta una colletta per lui che ha già superato le 50mila sterline (circa 60mila euro), di cui 10mila donati proprio dal club della sua squadra del cuore. Una cifra – e una flessibilità – ben superiore al centinaio di sterline di biglietto Ryanair comprato per andare in Austria e per il quale Crean non ha mai ottenuto un rimborso.