repubblica.it, 13 novembre 2025
Londra, la notte del complotto contro Starmer: un’altra “House of Cards” a Downing Street
A poco più di un anno dal suo trionfo elettorale – inclusa maggioranza monstre in Parlamento – il futuro del primo ministro Sir Keir Starmer sembra già in forte bilico. E quanto accaduto due sere fa, con accuse di complotto e tradimento lanciate dal cuore di Downing Street contro addirittura alcuni ministri del suo governo, è qualcosa di straordinario, che ha turbato persino i più esperti commentatori politici. In quella che è l’ennesima House of Cards di Westminster. Perché se la serie tv è diventata famosa nel mondo con Kevin Spacey, questa si è ispirata al romanzo di Michael Dobbs, ex braccio destro di Margaret Thatcher e oggi Lord conservatore in Parlamento.
Innanzitutto, il contesto. Nonostante un eccezionale attivismo in politica estera (vedi la Coalizione dei Volenterosi per l’Ucraina) e il suo coraggioso riavvicinamento all’Unione Europea post Brexit, Starmer è a picco nei sondaggi, il primo ministro laburista non sembra carismatico e non sembra avere nemmeno il controllo della situazione. L’emergenza migranti prosegue, l’economia non va bene (proprio stamattina è arrivato un +0,1% invece del +0,2% previsto nell’ultimo trimestre) e tra due settimane è prevista un’altra legge di bilancio lacrime e sangue, dove l’esecutivo dovrà trovare 40 miliardi per colmare l’ennesimo buco. Nel frattempo, con la sua retorica populista, Nigel Farage sta volando nei sondaggi, e se si votasse oggi stravincerebbe le elezioni, conquistando una chiara maggioranza ai Comuni.
Questo scenario inquieta in molti, nel Labour e nello stesso governo. Negli ultimi mesi, in questi due ambienti è cresciuta la convinzione che Starmer non sia l’uomo giusto per fronteggiare la tempesta Farage, che non sembra avere né il carisma né soprattutto la visione necessaria per entusiasmare gli elettori laburisti, e tantomeno quelli di altre aree politiche. Queste stesse persone hanno sempre più la sensazione che Sir Keir sia riuscito a trionfare nel 2024 grazie a una serie di circostanze molto favorevoli (dal partito conservatore in fase di auto-distruzione a Farage ancora innocuo), ma che oggi non abbia la forza né la statura politica per vincere di nuovo.
Quando parliamo con i deputati laburisti a Westminster, l’inquietudine affiora soprattutto tra le “matricole”, ovvero quelli eletti per la prima volta l’anno scorso. Nel controverso sistema elettorale uninominale secco “First Past the Post”, i parlamentari devono lottare voto per voto nella propria circoscrizione per conquistare un ulteriore mandato. Dunque, molti deputati del Labour ora temono fortemente per il proprio futuro politico, se questo dovesse continuare ad essere associato con un primo ministro talmente impopolare come Keir Starmer. A tutto questo, si aggiunge la delusione di tanti per la scarsa apertura e coinvolgimento del leader nei loro confronti.
Questa situazione va oramai avanti da mesi, ma di recente, in un certo senso si era cristallizzata. Anche perché è imminente la legge di bilancio, come dicevamo, e soprattutto molti attendono l’esito delle elezioni locali e amministrative del prossimo maggio. Se Starmer dovesse prendere una brutta scoppola anche in quella circostanza, allora sì che il suo futuro sarebbe fortemente in bilico.
Due sere fa, però, Downing Street ha sorpreso tutti. Perché sono stati convocati i capi delle redazioni politiche dei principali giornali. Nella circostanza, un’anonima gola profonda di Number 10 ha lanciato la bomba: “Ci sono manovre per cercare di spodestare il primo ministro. I principali sospettati sono il ministro della Salute, Wes Streeting, quella dell’Interno, Shabana Mahmood, e anche quello dell’Ambiente (l’ex leader Ed Miliband, ndr) che stanno remando contro Sir Keir. Eppure, dovremmo essere tutti uniti in questo momento difficile per il Paese”.
Apriti cielo. Il principale sospettato del presunto golpe è proprio Streeting: 42 anni, ministro della Salute appunto, stella rampante del Labour con la sua proverbiale scaltrezza e retorica, gay, uno dei pochi che sa rispondere colpo su colpo a Farage, ma che soprattutto è appoggiato dai cosiddetti “blairiani” del partito.
Perché pare che Wes sia uno dei preferiti di Tony Blair, che lo vedrebbe come un ottimo futuro leader del Labour. Inoltre, a quanto si apprende, lo stesso ex primo ministro britannico non sembra avere troppa fiducia in Sir Keir, perché quest’ultimo mancherebbe della stoffa politica per sopravvivere soprattutto nei momenti più difficili a Downing Street. Del resto, Starmer e Blair non si sono mai amati, ma prima delle elezioni 2024 avevano comunque deciso di unire le proprie forze, con Sir Tony che aveva pubblicamente incensato Sir Keir. Oggi, invece, i rapporti tra l’attuale premier e il suo predecessore sembrano ben più freddi.
Ieri Streeting si è difeso a più riprese in tv: “Non ho mai complottato contro il primo ministro, sono al servizio suo e del Paese. Coloro che da Downing Street hanno sparso queste malignità contro di me sono persone insulse e infantili”. Anche Starmer, in un preoccupante cortocircuito comunicativo, ha difeso lo stesso Streeting ieri in Parlamento, assicurando che la “squadra è unita e governeremo al meglio. Gli attacchi contro i miei ministri sono inaccettabili”.
Ma allora perché almeno uno dei massimi consiglieri del primo ministro, due sere fa, ha deciso di convocare i principali giornalisti britannici e attaccare platealmente Streeting e gli altri ministri? Questo resta un mistero. L’ipotesi più accreditata è che qualche supremo di Number 10 abbia deciso di agire in maniera preventiva, svergognando pubblicamente i presunti cospiratori contro Starmer, anche per riunire il partito. Ma certo si è trattata di una mossa disperata, anche perché potrebbe rivelarsi un boomerang.
Diversi deputati, infatti, come scrive oggi il Guardian, credono che dietro l’operazione mediatica di due sere fa, ci sia Morgan McSweeney, il “rasputin” di Starmer e colui che ha forgiato la carriera politica dell’attuale primo ministro mediante il think tank Labour Together. Non sarebbe il primo brutale blitz che compie McSweeney (celebre a Westminster è la sua epurazione della potentissima ex capa di gabinetto Sue Gray), e forse il consigliere supremo di Sir Keir pensa davvero che Streeting stia diventando troppo pericoloso.
McSweeney nega categoricamente le ricostruzioni delle ultime ore, sostenendo che lui non c’entra niente con il briefing ai giornalisti di due sere fa. In ogni caso, diversi deputati hanno iniziato a chiedere le sue dimissioni.
Starmer ci penserà molto bene prima di scaricare il suo rasputin, visto anche il precedente della caduta di Boris Johnson accelerata dalla defenestrazione del suo consigliere supremo Dominic Cummings. Ma di certo il primo ministro non se la passa bene. E ieri è emersa una vecchia clip del 2018 in cui diversi politici britannici immaginano “chi sarà primo ministro tra dieci anni”. Proprio alla fine del video compare Wes Streeting, che risponde così: “Forse io”.