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 2025  novembre 13 Giovedì calendario

Muntoni: cercavamo un tunnel per coltivare funghi, magari potessimo dare pace alla famiglia Adinolfi

"Magari potessi dare pace all’angoscia della famiglia Adinolfi, ma tutto nasce da un progetto di una galleria per coltivare funghi”.
Funghi, giudice che c’entrano i funghi con le ricerche del corpo di Paolo Adinolfi?
“Io non ho mai fatto il nome di Adinolfi, quella è solo un’ipotesi. In quella galleria potrebbe esserci di tutto”.
Guglielmo Muntoni, giudice in pensione del tribunale di Roma, una vita spesa nelle misure di prevenzione, parla con Repubblica di come è nato lo scavo sotto la Casa del jazz: “Nella mia qualità di presidente dell’osservatorio per il contrasto alla criminalità economica della Camera di Commercio ho portato avanti un progetto per il recupero della galleria della casa del jazz che potrebbe essere adatta per la coltivazione di funghi per un progetto già finanziato e io ho proposto quella di cui conosco la storia visto che si tratta di un bene confiscato. Sapevo che li c’è una galleria tombata da trent’anni. E così ho proposto di vedere cosa c’è dentro”.
Mi scusi giudice, ma perché proprio ora?
“Perché ora ho trovato qualcuno che mi ha dato retta”.
E l’ipotesi che dentro possa esserci il corpo del giudice Adinolfi come nasce? Forse è più di un’ipotesi, visto che alla casa del jazz oggi c’era uno dei suoi figli?
“Immagino che abbiano letto la notizia sui siti e si siano precipitati lì sperando, dopo tanti anni, di poter avere notizie del padre. Magari fosse così. Ma in quel tunnel potrebbe esserci qualsiasi cosa: il corpo di Adinolfi ma anche di altri, visto il periodo in cui la Banda della Magliana potrebbe aver utilizzato quel tunnel per nascondere di tutto. Armi, documenti, cadaveri, soldi. Chi lo sa. Ma poi lì sotto potrebbero anche esserci reperti archeologici”.
Mi scusi giudice, ma allora perché alla Casa del Jazz ci sono polizia, carabinieri e guardia di finanza?
“Per sicurezza. Perché visto che quella casa era nella disponibilità del boss Nicoletti non sappiamo che tipo di reazioni potrebbero esserci”.