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 2025  novembre 13 Giovedì calendario

Verona, leone Marino «detenuto» in un furgone: «Non poteva nuotare o anche solo immergersi in acqua»

Vive soprattutto nei mari freddi dell’America meridionale, in Alaska e nel mare delle isole Aleutine, si nutre di pesci, sardine o specie più grandi, arriva a pesare fino a 500 kg e ama riposarsi in spiaggia dalle lunghe nuotate. Si può immaginare, allora, la reazione dei carabinieri forestali del Cites – dall’acronimo della Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione – di fronte all’esemplare maschio di leone marino sudamericano (Otaria flavescens) rinvenuto in un mezzo parcheggiato all’interno del piazzale di un’azienda veronese. 
Portato allo Zoo di Napoli una volta concluse le operazioni di sequestro, l’animale, «bisognoso di ampi spazi vitali comprensivi di un’apposita area esterna dove immergersi in acqua», era «detenuto in un mezzo non idoneo ad assicurarne il benessere, impossibilitato a nuotare o anche solo immergersi in acqua», come si legge nella nota dei carabinieri. La scoperta è stata fatta, appunto, dai forestali del reparto operativo del raggruppamento Cites, con il supporto dei forestali del Nipaaf (Nucleo Investigativo di polizia ambientale, agroalimentare e Forestale) e del Nucleo Cites scaligeri. Il «proprietario» dell’animale, che vive in una roulotte, è stato deferito insieme ad altri due soggetti (i proprietari dell’azienda) per l’ipotesi di reato di maltrattamento di animali. Dagli accertamenti è emerso come l’animale fosse nel furgone da almeno un anno, era nutrito e in passato aveva «lavorato» in un circo. 
Come detto, il leone marino si trova ora allo Zoo di Napoli nel quartiere Fuorigrotta, «struttura idonea alla detenzione di specie selvatiche e in grado di ospitare l’animale, garantendogli adeguati standard di benessere, tenuto conto delle sue naturali caratteristiche etologiche». La Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione è nata dall’esigenza di controllare il commercio degli animali e delle piante, è applicata da oltre 180 Stati ed è entrata in vigore in Italia nel 1980. 
Quando si parla della Cites. si fa riferimento a «uno dei più importanti strumenti normativi internazionali per garantire la conservazione della biodiversità del nostro pianeta, rendendo sostenibile il commercio di oltre 30.000 specie tutelate – recita il sito internet ufficiale dei carabinieri – Compito prioritario è monitorare e regolamentare adeguatamente il commercio nazionale e internazionale di esemplari e prodotti derivati da specie animali e vegetali al fine di scongiurarne l’estinzione, in una situazione congiunturale già gravemente sfavorevole per gli effetti negativi causati dalle molteplici attività umane e dai cambiamenti climatici che stanno distruggendo gli habitat naturali di numerose specie».