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 2025  novembre 13 Giovedì calendario

L’Italia spinge per i contro-dazi europei: tariffe sui piccoli pacchi extra Unione

Mentre maggioranza e opposizione sono al lavoro sulla manovra, preparando gli ultimi emendamenti da presentare entro domani in commissione Bilancio al Senato (per i 414 segnalati c’è tempo fino a martedì prossimo), sale la tensione tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la leader Pd Elly Schlein. Ieri un nuovo scontro a distanza, con la premier che in un messaggio inviato all’assemblea Anci a Bologna ai sindaci che chiedevano più fondi ha rivendicato come la legge di Bilancio 2026 sia la «prima che da anni non prevede nuovi tagli per il comparto degli enti locali». Immediata la reazione di Schlein: «Meloni prende in giro i sindaci, si è di nuovo rotta la calcolatrice, dimentica che le sue manovre precedenti hanno sottratto 10 miliardi e 700 milioni agli enti locali». Compatta la risposta del centrodestra: «Schlein ignora o finge di ignorare i dati e si conferma una marziana rispetto alle reali esigenze dei territori». Sempre sulla legge di Bilancio, dall’Aula della Camera il ministro Matteo Salvini è tornato a parlare di «rottamazione allargata», nonostante Meloni e il ministro dell’Economia Giorgetti l’abbiano esclusa: «Per me resta sul tavolo».
E potrebbe entrare in manovra una norma su cui oggi voterà l’Ecofin a Bruxelles: impone una tassa di 1 euro sui piccoli pacchi postali (con valore fino a 150 euro) dai Paesi extra Ue, una misura per proteggere l’industria europea dai prodotti made in China, venduti soprattutto online da Temu e Shein. Da mesi il tema è all’attenzione dell’Unione. Ci lavora il ministro Giorgetti che già lo scorso maggio dal G7 Finanze in Canada aveva parlato di «tassa ragionevole e auspicabile» e all’Ecofin di giugno l’aveva rilanciata sottolineando l’urgenza di «ammodernamento del quadro dell’Unione doganale europea». E ieri all’Eurogruppo di Bruxelles è tornato a ribadire che «servono regole europee forti e veloci per arginare l’aggressione extraeuropea che sta invadendo con prodotti a basso costo e senza rispetto delle regole il nostro mercato». Oggi l’Ecofin voterà la direttiva che prevede però l’entrata in vigore dal 2028. Giorgetti chiede un anticipo al 2026, proponendo una norma-ponte che dal primo gennaio blocchi l’esenzione doganale – oggi prevista – per i pacchi extra Ue sotto i 150 euro: «L’auspicio – dice – è che i ministri trovino l’accordo». Nel 2024 sono stati censiti 4,6 miliardi di pacchi sotto i 150 euro spediti in Europa: il 91% dalla Cina. Con il via libera dell’Ecofin, la norma-ponte quindi potrebbe finire in legge di Bilancio.
In arrivo intanto una circolare del ministro per la Pa Paolo Zangrillo per bloccare la corsa al rialzo oltre la soglia dei 240 mila euro degli stipendi dei dirigenti pubblici, dopo il «caso Brunetta». Solo 12 alti funzionari potranno vedere ripristinati gli stipendi oltre i 300 mila euro per effetto diretto della sentenza della Corte costituzionale: tra loro i presidenti di Corte di cassazione, Corte dei conti, Consiglio di Stato, il capo della Polizia e il direttore generale della Giustizia tributaria.