Libero, 13 novembre 2025
Un paio di anni fa i camerieri dei locali della Galleria erano stati costretti a improvvisarsi poliziotti
Un paio di anni fa i camerieri dei locali della Galleria erano stati costretti a improvvisarsi poliziotti. Attenzione desta, sguardo vigile e passo rapido per fermare gli avventori molesti. Qualcuno tra i gestori del nobile salotto si era addirittura spinto a pagarsi la security nei weekend per garantire un desco sereno ai clienti – per lo più turisti stranieri – che erano disposti a saldare conti profumati per un pranzetto “vista Duomo ma senza intrusi”. Era il 2023 e l’esasperazione dei milanesi era esplosa dopo che in una placida serata di agosto un gruppo di vandali, tra gli sguardi attoniti dei passanti e i nasi all’insù dei bimbi che mangiavano il gelato, si era arrampicato alle dieci della sera su una scala di servizio accanto alla Galleria e aveva imbrattato di verde lo storico frontone lasciando in lascito alla città basita una stella a cinque punte e un “King” seguito da un cuore.
Di fatto scippi e vandalismi in Galleria sono storia antica che affonda le sue radici probabilmente nell’anno in cui il nobile salotto meneghino fu inaugurato. Era il 1877 e già si capiva l’andazzo. Le sciurette a sfilare sotto quella volta lussuosa e i criminali di strada ad assediare il passeggio. In tempi recenti non si contano poi i blitz delle borseggiatrici (decine in un’ora secondo una statistica empirica fatta da gruppi specializzati nella lotta ai borseggi) e le incursioni di bande di ragazzini pronti a tutto – anche a rischiare la pelle – pur di guadagnarsi un selfie sui tetti del nobile complesso.
Tutto passato? Così sembrerebbe, almeno nelle intenzioni delle istituzioni. In vista del Natale e delle imminenti Olimpiadi, infatti, è previsto un potenziamento della videosorveglianza che riguarderà sia il Salotto, che la piazza del Duomo e le vie limitrofe. Lo ha deciso il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza presieduto dal prefetto Claudio Sgaraglia, alla presenza del sindaco Giuseppe Sala e dei vertici delle forze di polizia locale. Stando alle prime indiscrezioni, si tratterebbe di dieci telecamere posizionate ai varchi della Galleria e nelle vie limitrofe che vanno ad aggiungersi alle dieci già posizionate all’interno dei bracci, “altezza negozio”. Le telecamere saranno configurate sul sistema in uso alla Polizia locale e alle Forze di Polizia e consentiranno – si legge in una nota «un più efficace controllo della zona per la prevenzione ed il contrasto di fenomeni delittuosi, soprattutto in concomitanza ai periodi di maggiore afflusso di persone ed al correlato rischio di condotte di natura predatoria».
Per la Galleria si tratta di una rivoluzione, iniziata però già un anno fa. A dicembre scorso il Comune aveva infatti imposto una stretta su fronte della sicurezza. Su imput dell’assessorato al Demanio – da sempre attento a preservare uno dei beni architettonici più amati dai cittadini – era stata deliberata l’installazione di una trentina di telecamere lungo i due bracci del complesso monumentale e sull’Ottagono, in accordo con la Sovrintendenza e funzionanti h 24 con collegamento diretto alle centrali operative di polizia locale e alle forze dell’ordine. Non si trattava di impianti qualunque. Ma di una tecnologia integrata composta di una telecamera multidirezionale con panoramica a 360°, e una seconda telecamera per monitorare più nel dettaglio aree specifiche.
Ad esse si aggiungono adesso le venti telecamere (dieci esistenti e dieci di nuova installazione) volute dalla Prefettura. Conforta sapere che nelle intenzioni del Demanio c’è anche un programma di videosorveglianza dei tetti per impedire intrusioni ma anche incidenti spiacevoli. Si tratta di uno stanziamento da 500 mila euro che verrà definito nei prossimi mesi.
Plaude all’iniziativa il mondo politico. «Bene questa attenzione al cuore di Milano», dice il deputato di Fratelli d’Italia Riccardo de Corato, «ma le telecamere devono essere installate in tutta la città, in ogni quartiere da quelli più centrali a quelli, soprattutto, più periferici». «Inoltre», aggiunge «andrebbero installate anche delle particolari telecamere dotate di intelligenza artificiale, ovvero specifiche apparecchiature che attraverso l’analisi predittiva di comportamenti sospetti segnalino eventuali pericoli». La Prefettura ha già fatto sapere che saranno intensificati i controlli a Bruzzano contro le gare automobilistiche clandestine, mentre un altro giro di vite riguarderà i controlli nella zona di via dei Transiti. Di fatto Milano si conferma la città più videosorvegliata d’Italia con 2.272 «occhi» attivi nei diversi quartieri stando a un recente censimento. Anche se va detto: nel luglio scorso, 208 di questi impianti – stando a un’interrogazione presentata al Comune dalla consigliera e vice segretaria della Lega Silvia Sardone – risultavano non funzionanti. Praticamente uno su dieci.