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 2025  novembre 12 Mercoledì calendario

Climate change, l’inquietudine avanza

Quanto sono preoccupati i cittadini indiani che il cambiamento climatico possa danneggiarli direttamente? E in che misura sono disposti a modificare il loro stile di vita brasiliani, nigeriani o indonesiani, per contribuire a ridurre gli effetti del riscaldamento globale? A inizio novembre l’istituto di ricerca Pew Research Center di Washington ha pubblicato i risultati di un nuovo sondaggio realizzato in nove Paesi di medio reddito, tra cui quattro dei più popolosi del pianeta. In totale oltre dodicimila e trecento adulti, intervistati fra gennaio e aprile, hanno espresso i loro timori, le speranze e la personale percezione del rischio climatico che corrono.
Il risultato è che, per un’ampia maggioranza, i cambiamenti a lungo termine di temperature e modelli meteorologici stanno influenzando le aree in cui le loro comunità vivono e lavorano. “Molto” o “un po’ preoccupati” di venire danneggiati personalmente nel corso della vita sono apparsi soprattutto i partecipanti in Indonesia (il 91% del campione nazionale) e in Brasile (il 90%). La percentuale più bassa, ma comunque maggio-ritaria, si è registrata invece in Nigeria (il 71%). In India, il Paese più popoloso del pianeta con 1,4 miliardi di abitanti e terzo produttore di emissioni di gas serra al mondo (dopo Cina e Stati Uniti), circa il 48% del campione si è definito “molto preoccupato”, e il 33% “un po’”, per una percentuale totale che sfiora l’82%. In una rilevazione simile condotta nel 2015, però, si arrivava al 92%, cioè dieci punti percentuali in più di oggi.

La diminuzione dei timori legati al clima rispetto a un decennio fa è visibile anche in Brasile, Messico, Nigeria e Argentina, malgrado proprio gli ultimi dieci anni siano stati i più caldi mai registrati a livello globale in quasi duecento anni di rilevazioni, secondo l’Organizzazione Meteorologica Mondiale (Omm). L’apprensione per le conseguenze dirette del climate change risulta invece in crescita in Indonesia (e di ben 18 punti percentuali), Sudafrica e in Turchia. Sono la siccità e la scarsità di acqua a provocare più allarme. È così in tutti i Paesi coinvolti dal sondaggio, con la sola eccezione della Nigeria, con punte massime del 79% del campione in Messico e del 73% in Turchia.
Al secondo posto, i periodi prolungati di caldo insolito. I sondaggisti del Pew Research Center hanno anche chiesto ai partecipanti quanto siano disposti a modificare il proprio modo di vivere per contribuire a ridurre gli effetti del clima che cambia. Si dichiarano disponibili a “molte” o “alcune modifiche” l’86% dei partecipanti in Messico (la percentuale più alta), l’81% in Brasile e in Indonesia, fino al dato più basso rilevato in Turchia, con il 57%. Per il colosso indiano, otto intervistati su dieci si dicono pronti, almeno a parole.
Di fronte alla sfida climatica, la fiducia nella comunità internazionale, in questi giorni riunita per la Cop30, varia a seconda dei campioni nazionali. In Argentina, Messico e Turchia solo la metà, o meno, si dice convinto che le azioni intraprese a livello globale ridurranno gli effetti del cambiamento climatico. Sette adulti su dieci o più in India, Indonesia e Kenya continuano, invece, a nutrire fiducia.