lastampa.it, 12 novembre 2025
Bufera sull’educazione sessuale, Valditara attacca e lascia l’aula: “Sfruttate i femminicidi”
rima scatena un putiferio e poi se ne va. «Un impegno istituzionale in Puglia», spiega Giuseppe Valditara, lasciando l’Aula della Camera in un clima infuocato. Un clima a cui il ministro dell’Istruzione ha contribuito, con un intervento durissimo contro le opposizioni, durante il dibattito sul ddl sul consenso informato. Il terreno di scontro è sempre lo stesso: l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole. «È stato detto che con questo disegno di legge viene impedita, che non si può informare i nostri giovani sui rischi delle malattie sessualmente trasmesse. È falso», l’attacco di Valditara. Poi il passaggio più pesante, alzando la voce per sovrastare le proteste dai banchi alla sua sinistra: «È stato sfruttato un tema così delicato come quello dei femminicidi, sono indignato che abbiate detto che questa legge impedisce la lotta contro i femminicidi, vergognatevi! – grida – Tutto questo non c’è in questa legge».
La presidente di turno Anna Ascani fatica a mantenere l’ordine, perché i deputati di Pd, M5s e Avs urlano di tutto. Poi le repliche pungenti. La 5 stelle Chiara Appendino: «L’educazione sessuale non è pericolosa, lo è molto l’ignoranza. Se qualcuno qui – e penso ci sia – ha paura del sesso, provi ad affrontarla e non la trasmetta ai nostri ragazzi – dice – perché il sesso è naturale, lo facciamo tutti». Silvia Roggiani del Pd: «Ciò che dovrebbe far paura è la mattanza di donne che vediamo quotidianamente – avverte – ma la destra continua a essere ossessionata dalle teorie gender». Marco Grimaldi di Avs: «Ministro, da ospite di questo Parlamento, non ci può dire di vergognarci. Deve chiedere scusa o questo luogo diventerà impossibile». Una richiesta ribadita da altri deputati, dal segretario di Più Europa Riccardo Magi al dem Andrea Casu.
Il capogruppo di Forza Italia, Paolo Barelli, si avvicina a Valditara per invitarlo a “svelenire il clima”. Il ministro ci prova, riprendendo la parola: «Mi dispiace se qualcuno si è sentito offeso, ma assicuro che questo ddl non indebolisce in alcun modo la lotta contro i femminicidi – sottolinea -. Anzi, nei nostri programmi ribadiamo la centralità dell’educazione alla lotta contro la violenza di genere e ai femminicidi». Parole che non bastano a calmare le acque, le proteste continuano e, se possibile, aumentano quando Valditara abbandona l’Aula. «Irrispettoso e arrogante, torni a chiedere scusa», dicono dal Pd. Ma il ministro è già lontano.