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 2025  novembre 12 Mercoledì calendario

Il giudice di Torino ordina alla Farnesina: “Subito il visto agli studenti iraniani”

La sentenza emessa dal giudice di Torino apre la strada a migliaia di studenti iraniani bloccati nel loro Paese da mesi per l’impossibilità di ottenere dall’Ambasciata italiana a Teheran il visto necessario ad entrare in Italia in tempo utile per l’inizio dell’anno accademico nelle università in cui sono iscritti.
Entro il 30 novembre, l’Ambasciata italiana dovrà fissare gli appuntamenti e concedere i visti a tutti coloro che negli ultimi mesi avevano invano tentato di essere ricevuti per ottenere il permesso per studio necessario al viaggio e motivato con la regolare iscrizione alle università italiane che, ogni anno, aprono le porte a circa 3.000 studenti, un numero che fa della comunità iraniana universitaria la più numerosa tra quelle straniere del nostro Paese ( circa 13.000 persone).
La sentenza a firma della giudice Chiara Comune è relativa ad un ricorso presentato da uno degli studenti difeso dagli avvocati Alberto Guariso, Livio Neri e Paola Fierro ma gli avvocati di Asgi lo hanno esteso a tutti gli studenti che si ritrovavano nelle sue condizioni e dunque, espressamente, la decisione della giudice riguarda “tutti gli studenti universitari iraniani che ne abbiano fatto richiesta via mail o con qualsiasi altra forma idonea a rendere evidente la loro volontà di presentare richiesta di visto per motivi di studio”.
Ad accendere i fari sulla inedita stretta dell’Ambasciata italiana a Teheran nella concessione dei visti era stato nei giorni scorsi, con grande evidenza mediatica, Niccolò Califano, food blogger ed ex concorrente di Masterchef Italia, che sui suoi social aveva denunciato di non riuscire a vedere la sua fidanzata italiana a cui è stato rifiutato per due volte il visto turistico nonostante la documentazione fosse a posto. “Va tutti benissimo, ma sei iraniana” si sarebbe sentita rispondere da un addetto dell’Ambasciata.
Diversa la situazione delle migliaia di studenti rimasti senza visto. A bloccarli è stata l’inedita e, secondo il giudice immotivata, decisione dell’Ambasciata di limitare a soli sei giorni, dal 2 all’8 maggio, la finestra in cui poter richiedere il visto e solo con procedura telematica, senza per altro darne comunicazione alcuna. Colti di sorpresa la stragrande maggioranza degli studenti, nei mesi scorsi non hanno mai avuto risposta alle mail con le quali si richiedeva un appuntamento per il visto. Da qui il ricorso al giudice per cercare di ottenere il visto in tempo utile, il 30 novembre, a non perdere l’anno accademico a cui si sono regolarmente iscritti.