Corriere della Sera, 12 novembre 2025
Dazi Usa, Svizzera verso il 15%. Sul tavolo orologi, oro e tech
La Svizzera sarebbe vicina a un’intesa con l’amministrazione Trump per ridurre al 15% le tariffe Usa sulle esportazioni elvetiche, attualmente al 39%. Lunedì il presidente americano ha confermato ai giornalisti che si sta lavorando a un accordo per abbassare i dazi. «Non ho deciso alcun numero, ma lavoreremo per trovare una soluzione che aiuti la Svizzera», ha aggiunto, senza fornire alcun dettaglio. L’intesa potrebbe arrivare tra domani e venerdì o comunque entro l’inizio della prossima settimana, secondo l’agenzia Reuters che cita una fonte svizzera.
Dopo mesi potrebbero quindi sbloccarsi le trattative che si erano arenate a fine luglio, dopo una disastrosa telefonata fra Trump e la presidente della Confederazione svizzera, Karin Keller-Sutter. Secondo quanto ricostruito dal tabloid domenicale Blick, Washington attribuiva il fallimento del negoziato all’atteggiamento di Keller-Sutter che avrebbe «umiliato» Trump con quello che, alla Casa Bianca, è sembrato «un corso intensivo di economia» sul deficit commerciale. Una conversazione che aveva indispettivo il presidente americano al punto che il suo entourage avrebbe inviato un sms alla direttrice della Seco, Helene Budliger Artieda, chiedendo di chiudere la chiamata.
Nell’ultimo periodo si sono intensificati gli sforzi diplomatici, soprattutto da parte delle aziende elvetiche, per arrivare a una soluzione che consenta di ridurre l’impatto dei dazi, che hanno fatto crollare l’export svizzero verso gli Usa.
La scorsa settimana un gruppo di dirigenti di alcune aziende svizzere ha incontrato il presidente americano nello Studio Ovale. Un incontro particolarmente produttivo dato che subito dopo Trump ha ordinato al rappresentante per il Commercio Usa Jamieson Greer di intensificare i negoziati con Berna, come ha riportato Bloomberg. All’incontro alla Casa Bianca hanno partecipato Jean-Frédéric Dufour, ceo di Rolex, Johann Rupert, presidente di Richemont, colosso del lusso che controlla Cartier, Alfred Gantner, co-fondatore della società di investimento Partners Group, Daniel Jaeggi, presidente del colosso ginevrino delle materie prime Mercuria, Marwan Shakarchi dell’azienda di lavorazione dei metalli preziosi MKS Pamp, e Diego Aponte, figlio di Gianluigi e presidente della compagnia di navigazione MSC. Al termine dell’incontro i partecipanti, secondo Blick, avrebbero donato a Trump un orologio Rolex e un lingotto d’oro inciso con una dedica.
Pur di ottenere una riduzione delle tariffe, gli imprenditori svizzeri avrebbero aperto alla possibilità di trasferire alcune fonderie d’oro sul suolo americano e promesso nuovi investimenti nel settore farmaceutico. Non solo. Tra le promesse anche il sostegno a progetti infrastrutturali negli Usa e un aumento degli acquisti dall’industria aeronautica americana. Secondo la SonntagsZeitung, Trump avrebbe fatto due richieste: Berna in futuro dovrebbe adottare le sanzioni statunitensi e aumentare i controlli sugli investimenti, per impedire a gruppi cinesi di acquisire imprese strategiche. Dopo l’annuncio del possibile accordo, i titoli del settore degli orologi, uno dei più colpiti dalle tariffe americane del 39%, hanno iniziato a correre in Borsa, da Richemont a Swatch. Anche se il ceo dell’azienda, Nick Hayek, aveva criticato aspramente la missione degli imprenditori svizzeri a Washington, parlando di un incontro «adulatorio» e accusando i partecipanti di essersi messi «in una posizione di debolezza» nei confronti della Casa Bianca.