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 2025  aprile 24 Giovedì calendario

Intervista a Iva Zanicchi

Il 2 maggio esce il suo nuovo singolo: «Dolce far niente». È un inno alla pensione?
Ride. «Guai, quello è un far niente pericoloso. Finché si può, bisogna essere attivi, fare progetti, amare, godersi la natura». Iva Zanicchi ha 85 anni e attraversa la storia della musica da 60, è uno dei volti più nazionalpopolari con un nickname da supereroina, l’Aquila di Ligonchio.
Cos’è «Dolce far niente»?
«È un brano con un testo in cui mi rispecchio perché parla dei ricordi dolci, belli, di una vita, che può essere anche ieri l’altro. È una canzone piena di speranza, di amore, di riflessioni, un po’ da dolce vita felliniana. Parla di spiaggia, di mare, è sicuramente una bella canzone estiva».
Prodotto da Time Records, nel disco la sua voce si fonde con il sound Afro-House del duo di deejay e producer A-Clark & VINNY.
«È un bel connubio tra la tradizione, perché io sono una cantante melodica, e il contemporaneo, con un ritmo afro-beat che mi ha incuriosito e conquistato subito».
«Dolce far niente», ma lei è una sempre stata una molto attiva, tra musica, tv e politica...
«Io in realtà sono una grandissima pigra, riesco a rimanere delle ore a guardare una foglia, per vedere se cade o non cade. Ma come tutti i grandi pigri lo vivo come un peso, con un senso di colpa frutto dell’educazione di mia madre che non mi voleva mai vedere ferma. Quindi finisce che faccio molte più cose rispetto a chi non è pigro».
La canzone parla anche di nostalgia, lei di cosa ha nostalgia?
«Ho una grande nostalgia del passato, perché avevo vicino a me un uomo che mi amava, che era comprensivo, che era dolce – sì, abbiamo anche litigato tanto – ma eravamo in simbiosi. Con Fausto – ma io lo chiamavo Pippi – abbiamo vissuto sempre in allegria. Sembra un concetto sciocco ma credo che le unioni, quelle felici e durature, sono quelle in cui si ride tanto. È la noia che uccide la convivenza e noi non ci siamo mai annoiati».

Il brano parla anche di ricordi al tramonto. Il Sanremo da incorniciare?
«Quello più bello è stato sicuramente con Bobby Solo, portavamo Zingara, eravamo giovani, entusiasti di tutto, c’era aria di vittoria, fu un gradissimo successo, con una canzone popolarissima che canto sempre purtroppo, perché ovunque vada mi tocca».

Perché dice «purtroppo»?
«Ho inciso mille canzoni, ma quando sono in giro per strada mi fermano e mi dicono: dai attacca Zingara!». Ride: «Un tormento. Anche se adesso a dir la verità mi chiedono anche le barzellette».

Un Sanremo amaro?
«Nel 2009. Roberto Benigni fece un intervento prima che io cantassi, calcando la mano e bersagliando il mio brano. Ci rimasi molto male. Poi ci siamo sentiti, Benigni è una persona squisita, ma lì per lì mi ferì».
Un errore?
«Uno? Non sa quanti. Io credo di essere la cantante che ha fatto più errori nella sua vita, artisticamente parlando. Ho fatto di tutto e di più. Soltanto che la gente, non so perché, mi ama lo stesso.
Ad esempio ho alternato generi molto sofisticati a canzoni per bambini, canzoni impegnate a brani troppo leggeri, a volte dovevo essere più coerente, ma me ne sono fregata».
La politica?
«Altro errore. In Italia non la perdonano a nessuno e non l’hanno perdonata neanche a me. Però anche se ci ho messo tanto, alla fine sono riuscita a farla dimenticare».
Berlusconi?
«Giuro che non fu lui a convincermi. Anzi. Sono una testona, ho la testa dura, e sono andata io a rompergli le scatole. Quando gli dissi che mi volevo candidare lui mi rispose: tu sei pazza da legare,
hai un programma che va bene, guadagni tanto, hai l’amore della gente, perché ti vuoi mettere in politica?».
Si autofinanziò la campagna elettorale.
«Girai tutti i mercati del nord-est, tutti quanti. Ci guadagnavo anche perché mi regalavano la frutta, la verdura, una volta tornai a casa con un pesce enorme sotto l’ascella. Spesi 15 mila euro. E pensare che ci fu chi buttò 2 milioni di euro...».

Negli ultimi anni è tornata spesso in tv come giurata di molti talent.
«Ma io non la so fare la giurata. Sono pessima. Il giurato vero deve giudicare, no? Insomma, deve avere il coraggio di esporsi, di dire la sua, ma io non ce la faccio: do 10 a tutti perché ti fanno pena. Del resto: che voto puoi dare a un bambino o a un vecchio se non 10?».
Tra altri 85 anni sarà all’Inferno o in Paradiso?
«Io credo che il Signore mi metterà un bel po’ in Purgatorio. Non sono una santa, anzi sono una grande peccatrice. Sono stato un po’ cattiva, ho tradito, che è una parola che odio. Però è successo, con il mio primo marito ci siamo traditi. Del resto mi sono sposata vergine, a 27 anni, eh. In qualche modo dovevo recuperare».