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 2018  ottobre 15 Lunedì calendario

Oggi 187 - Ponti

A più di due mesi dalla tragedia del Ponte Morandi di Genova, si vorrebbe sapere qual è lo stato dei ponti in Italia, se sono alle viste altre catastrofi...

Già. Il ministro Toninelli aveva detto che i ponti delle autostrade A24 e A25 sono pericolanti...

Non esattamente. Aveva parlato di «alcuni piloni dei viadotti delle autostrade A24 e A25». Si tratterebbe di otto casi. La Strada dei Parchi, la società che ha in concessione quei viadotti, ha accusato Toninelli di «allarmismo ingiustificato». Toninelli ha risposto invitando a vigilare sul traffico pesante in quei punti. Staremo a vedere, ma in ogni caso la situazione non è buona da nessuna parte.

Al di là della diatriba fra Toninelli e la Strada dei Parchi, quanti sono i ponti in pericolo?

Il ministero, dopo il crollo del 14 agosto, ha chiesto a regioni, province e comuni di segnalare le situazioni di pericolo. Bisognava rispondere entro il 1° settembre. Come al solito, hanno collaborato in pochi. Il Codacons ha calcolato 51 ponti a rischio. Da altre fonti, s’è capito che i casi davvero allarmanti sono cinque.

Quali sono?

Il viadotto Cannavino (Cosenza), il Ponte del Diavolo in Basilicata presso il comune di Barile (Potenza), il Vespucci di Firenze, il cavalcavia numero 12 sulla statale 655 tra Foggia e Candela, in località Satriano, e il viadotto sulla statale 90 delle Puglie in località Ariano Irpino. C’è poi una polemica sul Ponte della Magliana a Roma, che secondo l’ingegner Remo Calzona è a rischio, un’opinione di cui la Raggi non si fida e che l’ha indotta a commissionare un’altra perizia. Infine ci sono le questioni relative alla Teramo-Roma, con i dubbi soprattutto intorno al cavalcavia 157 e ai viadotti Popoli-Bussi e Cocullo.

Da che dipendono questi guai?

Dalla mancata manutenzione. La sorveglianza e i gli interventi sono stati regolari fino al 2001. Poi sono venuti a mancare i soldi, fino al crollo del 2011, quando la spesa per questo tipo di interventi è crollata del 43%. A spanne, il 60% dei viadotti sarebbe a rischio. Autostrade ne ha in gestione tremila, l’Anas 12 mila. Quelle messi peggio sono le strutture di cui dovrebbero occuparsi le province. Sono senza soldi dal 2014.