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 2017  aprile 10 Lunedì calendario

Oggi 107 - Porto d’armi

È vero che c’è una corsa all’acquisto di fucili e pistole?

Più che altro c’è una corsa alla richiesta di porto d’armi, dovuta alle recenti notizie relative alle rapine in casa o in negozio. Igor, l’assassino del tabaccaio di Budrio, è ancora libero e gira per la Bassa con un paio di pistole e un fucile. Anche se non è da quelle parti che si stanno chiedendo i porto d’armi.

 

Ma è vero che le rapine e gli omicidi sono diminuiti?

Sì, rapine, omicidi, furti in casa sono in costante diminuzione. Ma alla gente non sembra. Il questore di Milano, Marcello Cardona, dice: «Non ci siamo con la percezione, che è negativa e va migliorata. È questa la vera partita».

 

Questo subisso di richieste significa che stiamo diventando un Far West, tipo gli Stati Uniti?

Direi di no. L’annuncio di tutte queste domande per ottenere il documento che ci autorizza a girare con una pistola in tasca è venuto proprio da Marcello Cardona, il questore di Milano. Il quale ha anche fatto sapere che le respinge praticamente tutte. Per essere autorizzati a indossare un’arma per difesa personale bisogna fare un mestiere pericoloso, e superare parecchi esami di idoneità. I dati mostrano che il questore ha ragione: nel 2015 a Milano erano stati firmati e timbrati 6.120 porti d’arma, nel 2016 c’è stato un calo del 2,2 per cento, i porti d’arma concessi sono stati 5.983. Questo nonostante le richieste siano raddoppiate. «Ma sono raddoppiati anche i dinieghi» spiega Cardona.

 

E se uno chiede il porto d’armi per andare a caccia?

Sì, questo problema esiste. I cacciatori, negli ultimi dieci anni, sono diminuiti drasticamente (da tre milioni a 700 mila). Ma i permessi per tenere i fucili sono invece leggermente aumentati.

 

In definitiva non sarebbe meglio permettere ai cittadini di tenere in casa una pistola o un fucile per difendersi?

Il guaio è che chi detiene legittimamente un’arma una volta su cinque la adopera. E la sua vittima sta proprio in casa, cioè è un famigliare (nella maggior parte dei casi la moglie).

 

Quella del ladro che entra in casa e del cittadino che si difende sparandogli non dovrebbe essere una questione regolata per legge?

C’è una legge del 2006, giudicata adesso insufficiente. Una nuova legge è all’esame del Parlamento, ma non sarà semplice approvarla. Forza Italia e Lega vogliono che chi spara non sia nemmeno processato, Alfano, che sta al governo, è abbastanza vicino a questa linea, ma il Pd, sul punto, resiste, al massimo concedendo a chi si difende con un’arma dal ladro o dal rapinatore l’attenuante del «grave turbamento psichico».