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 2017  marzo 13 Lunedì calendario

Oggi 103 - Turchia

Perché la Turchia sta litigando con mezza Europa?

Il prossimo 16 aprile si svolgerà in quel paese un referendum e il presidente Erdogan voleva che suoi ministri andassero a tener comizi nei paesi europei dove le comunità turche sono numerose. Per esempio l’Olanda, 240 mila turchi su 17 milioni di abitanti, o la Germania, un milione di turchi su 80 milioni di tedeschi. Ma in Olanda si vota questa settimana, e in Germania in settembre. In tutti e due i paesi è alta la possibilità che abbiano successo partiti anti-stranieri e che la presenza sui rispettivi territori di uomini politici turchi li rinforzino. Marine Le Pen ha protestato in Francia per il permesso concesso da Hollande, e ci sono stati problemi anche con la Svizzera e la Danimarca. La reazione di Erdogan ai divieti olandesi ha portato i due paesi sull’orlo della rottura diplomatica.

 

I turchi all’estero possono partecipare alle elezioni nel loro paese?

Hanno in genere la doppia cittadinanza e sono ammessi alle elezioni locali dei paesi in cui sono migrati.

 

In che consiste il referendum turco? 

Gli elettori devono decidere su una riforma che trasformerà il Paese da repubblica parlamentare a repubblica presidenziale. In pratica: saltando l’unica Camera, il capo dello Stato potrà legiferare per decreto, proclamare lo stato d’emergenza, nominare tutte le cariche pubbliche compresi i magistrati, sarà anche capo delle forze armate e dei servizi segreti oltre che guida del suo partito, l’Akp, a questo punto quasi una cosa sola con lo Stato (una confusione identica a quella che operò Mussolini tra Stato, governo e Pnf). Erdogan ha già messo sotto controllo le principali istituzioni economiche e finanziarie e ha messo a tacere i giornalisti che non gli vanno a genio. I sondaggi dànno tuttavia in vantaggio per ora i no. E dunque esiste il pericolo concreto che la riforma-golpe non passi, anche se le polemiche con i paesi europei, istigando lo spirito nazionalista dei turchi, potrebbero dare un forte vantaggio ai sì.