27 febbraio 2017
Oggi 101 - Loreto Mare
È possibile che un lavoratore risulti in ufficio e invece si trovi fuori a farsi gli affari suoi?
Oh, sì. L’ultimo caso si è verificato a Napoli, ospedale Loreto Mare. Qui il signor Luigi Porciello, addetto proprio all’ufficio che doveva controllare presenze e assenze, s’è fatto strisciare per 63 volte il badge dai colleghi, in modo da risultare formalmente presente. Invece si trovava a Nola, a cucinare per un ristorante specializzato in ricevimenti e catering. In cambio, Porciello accreditava ore di straordinario ai colleghi che gli avevano fatto il favore.
• Un caso isolato?
Per niente. Dovunque i pm mettano il naso, saltano fuori “furbetti del cartellino” in quantità. Prendiamo questo ospedale Loreto Mare, uno dei più grandi di Napoli. I carabinieri del Nas l’hanno tenuto sotto controllo da novembre 2014 a febbraio 2015, partendo da un esposto anonimo che segnalava le furbate di tre dirigenti medici. Venerdì scorso si sono tirate le fila: 55 arresti e altri 34 indagati. Suprema beffa: a quelli condannati ai domiciliari è stato fatto obbligo di recarsi al lavoro, timbrando, tutti i giorni. Sono finiti nei guai non solo sei medici, ma anche infermieri, tecnici radiologi, operatori sociosanitari, addetti alla manutenzione. C’era quello che invece di lavorare giocava a tennis, un altro clonava schede per la visione delle tv a pagamento, altri ancora si occupavano del loro studio privato. Sono coinvolti anche sindacalisti di Cgil-Cisl-Uil. Il danno erariale è di 700 mila euro. Di questi, 300 mila sono già stati sequestrati ad alcuni degli imputati. Il giro di furberia è talmente vasto da far sospettare una specie di associazione a delinquere. O almeno, così credono gli inquirenti. (fino a sentenza definitiva sono tutti innocenti).
• Merito della legge Madia, appena varata?
Direi di no. Con la legge Madia sarebbero scattati 30 giorni di sospensione seguiti dal licenziamento. Qui siamo in pieno codice penale: truffa ai danni di Ente pubblico e falsa attestazione di presenza.