6 febbraio 2017
Oggi 98 - Raggi
Ultimo guaio L’ultimo guaio della sindaca di Roma, Virginia Raggi, ha due nomi: «Salvatore Romeo» e «polizze vita». Salvatore Romeo è un signore di 51 anni che fino allo scorso dicembre guidava il gabinetto della sindaca. È anche quello, come la stessa Raggi ha raccontato a Enrico Mentana su La 7, che presentò alla Raggi Raffaele Marra. Raffaele Marra è il tizio che, dopo aver fatto per molti mesi il braccio destro della sindaca (contro il parere di Grillo), sta adesso in galera imputato di corruzione.
Romeo Il guaio è questo: all’inizio del 2016, quando la Raggi era in lizza per farsi candidare dal Movimento 5 stelle a sindaco di Roma, Romeo le intestò una sua polizza-vita del valore di 30 mila euro. Pochi giorni dopo le intestò una seconda polizza a vita da 3 mila euro. Una volta eletta sindaca, la Raggi promosse Romeo in modo che il suo stipendio passasse da 39 mila a 110 mila euro l’anno. C’è un nesso tra le polizze e la successiva promozione? Raggi dice di no, e assicura che Romeo le avrebbe intestato le assicurazioni senza dirle niente. Romeo conferma di aver nominato il beneficiario delle polizze all’insaputa della sindaca. Prima della promozione, Romeo col suo stipendio di 39 mila euro l’anno, ha sottoscritto in tre anni sette polizze, nominando come beneficiari amici suoi e una ex fidanzata qualificata come «mia figlia». Esistono anche due suoi conti correnti sui quali nel 2000 erano stati depositati 90 mila e 40 mila euro. I magistrati hanno fatto sapere che si tratta di denaro di provenienza lecita.
Polizze Raggi avrebbe incassato i soldi solo all’eventuale morte di Romeo. Così almeno scrivono e dicono quasi tutti. Ma nessuno ha materialmente letto le polizze, dunque è anche possibile (come sostiene qualcuno) che i denari fossero riscuotibili in qualunque momento. Certe polizze vita sono l’ultimo grido in fatto di investimenti finanziari: è come aver depositato dei soldi in banca, col vantaggio che il fisco non ne sa niente e nessuno, per dir così, ti vede.