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 2024  aprile 18 Giovedì calendario

“L’IRAN HA DICHIARATO GUERRA. A ISRAELE NON RESTA ALTRO DA FARE CHE CONTRATTACCARE” - IL FILOSOFO BERNARD-HENRI LÉVY INDOSSA L’ELMETTO: “L’IRAN SI È DOTATO DI UN SETTORE NUCLEARE SEGRETO MA EFFICIENTE. I PROGRAMMI ATOMICI SONO STATI SPESSO SOTTERRATI; LE CENTRIFUGHE ARRICCHISCONO L’URANIO 25 VOLTE PIÙ DEL LIMITE CONSENTITO; GLI ISPETTORI DELL’AIEA NON VI HANNO PIÙ AVUTO ACCESSO. TRA SEI MESI O UN ANNO, IL MONDO POTREBBE SCOPRIRE CHE L’IRAN E’ NEL CLUB DELLE DITTATURE CHE PUO’ APPICCARE IL FUOCO AL PIANETA. IMMAGINIAMO CHE TEHERAN RIPETA L’ATTACCO, TRA SEI MESI O UN ANNO, QUANDO GLI SARÀ POSSIBILE INSTALLARE SU DRONI E MISSILI CARICHE NUCLEARI..." -

E così, dunque, la guerra è dichiarata. Non solo la guerra di Hamas, cominciata il 7 ottobre 2023. Non solo la guerra di Hezbollah, iniziata l’indomani, l’8, con razzi sparati dal Libano tutti i giorni. Non solo la guerra degli Houti yemeniti che, scortati da una nave spia dei Guardiani della Rivoluzione, si sono buttati nella mischia sparando i loro missili su Eilat e bloccando, come pareva loro, lo stretto di Bab el-Mandeb.

Non la guerra delle milizie filoiraniane che operano dall’Iraq e massacrano i miei amici curdi dalla presa di Kirkuk del 2016. E nemmeno quella degli elementi filoiraniani che colonizzano la Siria di Bashar al-Assad colpendo ora il Golan ora le località del Nord di Israele. No. La guerra, quella vera, la madre di tutte queste battaglie […] è l’Iran in persona a operare in prima linea […]

[…] Oggi […] conta una cosa sola. La Repubblica islamica dell’Iran non è soltanto un regime fallito, in dissesto sul piano economico, rinnegato dai giovani, dalle donne, dalle forze vive del Paese, la cui forza ormai è assimilabile soltanto a quella di una tigre di carta.

È anche un Paese che, come l’Urss degli ultimi tempi […] si è dotato di un settore nucleare segreto ma efficiente. È un Paese i cui programmi in questo campo hanno continuato a svilupparsi e progredire in base ai cambiamenti di rotta di un’America che da quindici anni oscilla tra la sprovvedutezza in stile Obama e, con Trump, le spacconate inefficaci.

Quanto a questi programmi, nel corso degli anni i siti in cui sono portati avanti sono stati trasferiti e spesso sotterrati; le loro centrifughe si sono evolute fino ad arricchire l’uranio 25 volte più del limite consentito; gli ispettori dell’Aiea praticamente non vi hanno più avuto accesso; tanto che i siti sono diventati una sorta di gigantesco buco nero, fuori dalla portata di qualsiasi radar; tanto che, tra sei mesi o un anno, il mondo potrebbe scoprire bruscamente che grazie a essi l’Iran ha raggiunto la Corea del Nord e la Russia nel club delle dittature che possono appiccare il fuoco al pianeta.

Aggiungo che i droni che hanno mancato sistematicamente il bersaglio, a eccezione di una bambina nel Sud del Paese, sono in ogni caso gli stessi che Putin usa da due anni per devastare l’Ucraina. Aggiungo anche che l’Iran, questo Paese di cui lunedì mattina si è deriso il patetico fiasco a fronte dell’efficacia dell’Iron Dome, si è appena impegnato nel Golfo Persico in manovre navali congiunte, passate inspiegabilmente inosservate, con la Marina russa e la Marina cinese.

Immaginiamo […] che il regime esca incolume da questa vicenda. Immaginiamo che la consideri non tanto un fiasco deplorabile, bensì una prova generale. E supponiamo che la ripeta, tra sei mesi, tra un anno, quando gli sarà tecnicamente possibile installare sui droni e sui missili cariche nucleari diventate operative. Per Israele e per tutta la regione si tratta di una […] minaccia esistenziale. Per questo motivo mi sembra assurdo il sentimento di “meschino sollievo” che predomina tra gli alleati di Israele e […] impone una medesima raccomandazione alla “de-escalation” e alla “moderazione”. L’Iran ha dichiarato guerra. Purtroppo, non resta altro da fare che contrattaccare.