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 2023  novembre 28 Martedì calendario

Periscopio

In Russia Putin è amato da tutti. 60 Minut (tv di Stato russa).
Amico dei senza padre! / Fontana del prosperare! / Signore del Secchio della sbobba! / Oh, come la mia anima s’infiamma / quando fisso la tua calma / e il tuo occhio che comanda / come fa nel cielo il sole, / Compagno Napoleon. George Orwell, La fattoria degli animali, Mondadori 1947.
Condannato a 20 anni di prigione, uno degli assassini di mia madre, Anna Politkovskaja, è stato graziato da Putin dopo sei mesi di servizio militare in Ucraina. È così che funziona il nuovo ascensore sociale russo, sfruttatissimo da delinquenti, sadici, deviati, violentatori e assassini [che sono invitati a] scegliere tra la putrefazione in galera o andare in guerra e tornare liberi. (…) Hanno anche cominciato a insegnare nelle scuole, in modo da «tramandare la loro esperienza» alle giovani generazioni. Coinvolti nelle attività educative, insegnano ai bambini ad «amare la patria» e li spingono a seguire in futuro le loro orme. [Vuoi come criminali, vuoi come soldati]. Vera Politkovskaja, Repubblica.

Il vicepresidente di Sberbank, la principale banca di stato russa, è morto improvvisamente all’età di 42 anni. [Toh, un altro] attacco cardiaco. repubblica.it

Una ragazza sfollata da Gaza ha ringraziato il presidente Putin per averle salvato la vita portando lei e la sua famiglia in Russia. Maria Al Askari ha detto che le piacerebbe incontrarlo. In precedenza Hamas aveva elogiato la posizione di Putin sul conflitto e aveva rilasciato un ostaggio russo in segno d’apprezzamento per i suoi sforzi.Hindustan Times (Hindustan?).
Sostengo Israele perché sta affrontando una coalizione di forze che va da Hamas a Hezbollah e che, se per caso ottenesse anche soltanto una mezza vittoria attraverso un «cessate il fuoco» senza [o con] il rilascio degli ostaggi, s’espanderebbe ulteriormente. Sostengo Israele perché so che, dietro queste forze, sono in agguato il potente Iran, la Turchia e l’immensa Russia (unico paese ad avere accolto con tutti gli onori i responsabili del pogrom del 7 ottobre). Bernard-Henri Lévy, Le Point.

Estesa di due giorni la tregua nella Striscia di Gaza. lastampa.it
Le proteste d’aspirazione democratica, che durante la primavera del 2011 avevano suscitato tanto entusiasmo in svariati paesi arabi, si sono rivelate in gran parte episodi catastrofici. Da allora i cittadini di queste nazioni hanno subìto guerre civili devastanti. (…). In questo contesto, un ulteriore fattore eccezionale di destabilizzazione è stato il disimpegno americano dalla regione, iniziato con la presidenza Obama e poi confermato da Donald Trump. Gilles Kepel, Il ritorno del Profeta, Feltrinelli 2021.
Non è l’Islam che ha l’obiettivo d’invadere l’Occidente: è il contrario. Il fattoide quotidiano.
Qualsiasi avversario cada nelle loro mani (compresi i bambini) viene assassinato. Questo livello di violenza estrema, accompagnato dalla crudeltà nelle uccisioni e nella profanazione dei cadaveri, scuote le coscienze della comunità ebraica, compresi i suoi membri più pacifisti, e finisce per distruggere ogni possibilità di convivenza tra i due popoli. La violenza estrema con intenti genocidi come quella del 7 ottobre ti blocca in un’alternativa omicida: «Loro o noi». Georges Bonsoussan (Giulio Meotti, il Foglio).

Dov’è il movimento MeToo? Ha svergognato e contribuito a perseguire i predatori sessuali nel mondo dello spettacolo e sul posto di lavoro. Come mai assolve i crimini sessuali di Hamas? Dove sono Alexandria Ocasio-Cortez, Rashida Tlaib e Ilhan Omar? Sembra di capire che la loro equivoca posizione femminista va in pausa quando le vittime sono ebree. Dove sono le giornaliste della Bbc e della Msnbc? Christiane Amanpour della Cnn è sempre aggressivamente critica nei confronti delle azioni difensive di Israele, ma tace sui crimini sessuali perpetrati da Hamas. Yedioth Ahronoth (dal Foglio).
Per un’inaccettabile forma di sciatteria, nessuno che avesse una qualche responsabilità ha letto il testo del manifesto [dell’associazione «Non una di meno»]. Salvo poi scoprirne il contenuto all’ultimo momento, quando le femministe ebree hanno detto che non era possibile per loro partecipare, per la colpevole assenza di riferimenti agli stupri perpetrati da Hamas il 7 ottobre. Un’assenza inaccettabile [che] non è solo spia di antisemitismo. È spia di antifemminismo. Francesca Izzo (Federica Olivo, HuffPost).

Prima o poi [qualcuno ci spiegherà] perché gli stupri delle donne israeliane «non nascono dal nulla». Giuliano Cazzola, il Foglio.
Efficace Osho sul tema. Soggetto: una serie di donne con il burqa. Accanto a loro bambini. Voce fuori campo: «Davero volete annà in Italia? Guardate che ce sta er patriarcato». Il Foglio.
Maria e le altre: il boom delle donne picchiate e ricoverate al pronto soccorso. [Il boom, niente meno]. La Stampa.
[Maschi da encomio]. Smaniosi d’avere una cassetta della frutta su cui salire per dirci che loro in quanto maschi sono colpevoli, ma che loro al funerale della mamma si erano vestiti bene, che loro hanno la soluzione per un problema irrisolvibile, che loro saranno pure maschi ma sono beneducati, che il loro cugino una volta picchiava la moglie e loro l’hanno fermato, che la ventiquattrenne [in lutto] e il suo pensiero filosofico vanno studiati nelle scuole. Guia Soncini, Linkiesta.

Arrivano le pagelle per i magistrati. Ma niente test attitudinali. [Peccato]. Corriere della Sera.
[Bravo, bullo ma fifone] Crosetto tira il freno sulle toghe: «Racconto una cosa riferitami. Una preoccupazione, non un attacco». HuffPost.
In un’intervista a Repubblica, Pupo racconta che nel 2010, con la canzone Italia amore mio, lui ed Emanuele Filiberto di Savoia avevano vinto il Festival di Sanremo, ma dal Colle giunse una telefonata che impose agli organizzatori di cambiare, perché un erede del re non poteva conquistare il primo posto. Maurizio Belpietro, La Verità.
Giovanni Matteoli, ex portavoce di Napolitano: «Per quanto ne so io, non era certo il presidente al telefono». adnkronos.com.
Italia sì, Italia ni. Elio e le storie tese.
L’ufo della prossima campagna elettorale è Indipendenza, che vede uniti Gianni Alemanno e Marco Rizzo. Post-missini e comunisti (non pentiti) insieme. Una famiglia queer, praticamente. Salvatore Dama, Libero.
Le ideologie sono idee andate a male. Roberto Gervaso.