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 2007  agosto 15 Mercoledì calendario

Biografia di Siegmund George Warburg

• Warburg, la mente creativa nel salotto buono della City. Il Sole 24 Ore 15 agosto 2007. Raramente il corso della storia cambia d’un colpo. Esistono cause scatenanti e uomini del destino, come Napoleone o Hitler. Ma, sul fondo, esistono condizioni che maturano negli anni e preparano il terreno alle fasi di rottura. Ciò vale, su scala minore, per la storia della finanza, dove un uomo del destino, Siegmund George Warburg, in virtù del proprio acume, dell’esperienza e delle esclusive relazioni accumulate nei secoli dalla più importante famiglia di banchieri tedeschi, giunse nella città giusta al momento giusto per rimescolarne le regole del gioco. La città era Londra e la City il campo d’azione. L’iconografia vuole che Siegmund, convinto dell’ineluttabilità della persecuzione degli ebrei da parte di Hitler, decidesse nel giro di un anno di fare fagotto e lasciare la banca di famiglia, la M.M. Warburg di Amburgo, per presentarsi a Londra, trentunenne, il 31 maggio del 1934, con 5mila sterline in tasca, in cerca di fortuna.
Sul fondo la storia è vera. Anche se a convincere Siegmund a emigrare fu anche il rapporto tormentato con lo zio Max. E a Londra non arrivò come uno sprovveduto. vero che, mentre Siegmund vedeva la Germania scivolare su un asse inclinato e trasformarsi in una trappola mortale, Max rimaneva profondamente patriota. Il che era comprensibile. I Warburg erano tedeschi da secoli. Prendevano il nome dall’omonima cittadina della Westfalia, fondata da Carlo Magno, dove Simon von Cassel si stabilì, migrando nel 1559 dall’omonimo capoluogo della regione di Hesse. Ai tempi, gli ebrei non potevano avere nomi propri e spesso prendevano quello delle città in cui abitavano. Non potevano commerciare né possedere terra e dunque si concentravano su ciò che era loro concesso, ciò che era considerato peccaminoso dalla Chiesa (ancora oggi l’Islam lo ritiene) e indegno dalla nobiltà latifondista: prestare danaro a interesse e cambiare valute. Il salto di qualità da cambiavalute a banchieri avvenne nel 1798, quando Moses Marcus e il cugino Gerson fondarono la M.M. Warburg ad Amburgo, dove la famiglia si era trasferita da una trentina d’anni. Da allora iniziò un’ascesa stellare, che portò la Warburg a diventare, nel 1914, la prima banca commerciale tedesca.
Dal 1871 il Reich aveva peraltro passato leggi più liberali nei confronti degli ebrei, ormai soggetti a poche restrizioni (non potevano essere ufficiali dell’esercito). Fu un’epoca di grandi trasformazioni: la Warburg crebbe finanziando la rivoluzione industriale tedesca, integrandosi sempre più nella società e vari esponenti della famiglia sposarono dei “gentili”. Nella Prima guerra mondiale, d’altronde, oltre 100mila dei 550mila ebrei che vivevano in Germania combatterono sotto i vessilli del Reich. Si calcola che quando Hitler giunse al potere circa metà degli ebrei tedeschi era unita in matrimoni misti. Tra le due guerre la Warburg continuò a fiorire e, secondo Ron Chernow, autore di una monumentale biografia della famiglia, il vecchio Max continuò a fare profitti fino all’agosto del 1938, quando, malgrado l’amicizia che lo legava a Schacht, non poté più godere della sua protezione e fu costretto a fuggire a New York. Lì lo attendeva un altro ramo della famiglia, imparentata con i Kuhn-Loeb, saldamente stabilita a Wall Street e con illustri esponenti come Paul, uno dei creatori, nel 1913, della Banca centrale americana, la Federal Reserve, di cui fu membro del Board per molti anni. Ironia volle che Max, che tra l’altro negoziò per conto della Repubblica di Weimar le riparazioni del dopoguerra, fosse a propria volta consigliere della Banca centrale tedesca e apponesse, nel marzo 1933, la propria firma, assieme ai due ebrei, Mendelssohn e Wasserman, al cancelliere Hitler e al presidente Hindenburg, alla nomina di Hjalmar Schacht a presidente della Reichsbank...
Ripudiare la Germania significava dunque per un Warburg andare contro natura. Ma il giovane Siegmund vedeva lontano e voleva cambiare aria. Aveva girato il mondo, si era fatto le ossa negli anni 20 a Londra alla banca NM Rothschild & Sons e a New York alla Kuhn & Loeb. Inoltre Max aveva accettato, dopo l’arrivo di Hitler, di ripartire i rischi, aprendo una banca in Olanda in società con Paul Kohn Speyer e una a Londra, su insistenza di Siegmund, chiamata Ntc, in società con i tedeschi Fürstenberg e gli svedesi Wallenberg e Philipson, alla cui famiglia di banchieri apparteneva la moglie di Siegmund, Eva. Poco dopo si unirono a Siegmund l’austriaco Eric Korner e i tedeschi Ernest Thalmann e Henry Grunfeld, che rimase alla banca fino alla morte, a 95 anni, nel 1999. I patti erano che Siegmund cooperasse col cugino Eric, figlio di Max. Ma lentamente Siegmund dominò il ramo inglese fino a cambiarne il nome, nel 1946, apponendo le proprie iniziali: S.G. Warburg. Quel nome sarebbe diventato una leggenda fino al 1995, quando la banca fu comprata dagli svizzeri.
Quando Siegmund giunse a Londra, nel 1934, non era peraltro il primo venuto. La sua richiesta di naturalizzazione in Gran Bretagna era sponsorizzata dal gotha della finanza: dai Rothschild, agli Hambros ai Barings, passando per Lord Bearsted della banca Samuel e gli Stern Brothers che lo raccomandarono presso il Governatore della Banca d’Inghilterra, Montague Norman. Le lettere di credito della Ntc erano controfirmate in garanzia dalla Rotschild e Paul Kohn Speyer ospitò la società del giovane Siegmund nei propri uffici al n. 82 di King William Street. Insomma, la rete di protezione non mancò. Ma le relazioni, senza bravura, mantengono i cicisbei. Siegmund Warburg era di ben altra pasta e negli anni si dimostrò un fuoriclasse. Il migliore di tutti.
Quando Warburg arrivò nella City, questa era un grande “salotto buono”, composto da quello che era noto come old boys network, una rete di persone che avevano studiato nelle scuole più esclusive del regno. Ancora negli anni 70, richiesto come mai non fosse inciampato nella crisi del mercato bancario secondario, Lord Pole, allora responsabile del ramo inglese di Lazard, soleva dire: «Semplice, presto solo soldi a chi ha studiato a Eton». Ciò che il nuovo venuto, per quanto anch’egli rampollo del “capitalismo relazionale”, portò nella City, furono due elementi: il merito e l’internazionalità. Lord Roll, scomparso nel 2004 a 97 anni e braccio destro di Warburg dal 1967, ricordava che «Siegmund era un duro e voleva lasciare il segno. Operava però con spirito sportivo, senza astio verso i concorrenti». Leggendari erano gli esami calligrafici a cui venivano sottoposti i candidati all’assunzione. Siegmund amava circondarsi di gente originale e di spiccate qualità intellettuali perché, come outsider, sapeva che le relazioni non bastavano. «Aborriva però – ricordava Roll – coloro che volevano primeggiare, perché erano elementi di divisione e di freno al business». E Warburg, preciso fino alla maniacalità, aveva bisogno di disciplina oltre che acume per approntare la sua macchina da guerra.
Questa iniziò a spiccare il volo negli anni 60, organizzando prestiti sempre più imponenti. Ma la prova del fuoco venne dalla famosa “battaglia dell’alluminio”, nel 1958-59, quando Warburg assistette l’americana Reynolds nella scalata a British Aluminium, sconfiggendo la cordata opposta che lavorava per Alcoa, un’altra pretendente alla società inglese. Tutta la crema della City fu umiliata: Lazard, Hambros, Morgan Grenfell, Samuel Montagu e Robert Fleming. Warburg ebbe così il suo posto al sole. Nel 1963 (riferiamo a parte) con una mossa innovativa, organizzando un prestito per l’italiana Autostrade, creò dal nulla un nuovo mercato, quello degli eurobond, che ebbe una crescita esplosiva. Da allora la banca crebbe sempre più, oltre che nell’advisory, nel campo azionario e obbligazionario. Alla morte di Warburg, nel 1982, la banca era divenuta la prima della City.
Il primato venne mantenuto sotto il delfino e successore, David Scholey, che proseguì lo sviluppo per fare fronte all’onda d’urto della concorrenza americana. Ma la lotta si mostrò impari e, a fronte di costi crescenti e margini in calo, la banca fu venduta alla svizzera Sbc nel 1995. Per poi fare parte del gruppo Ubs dal 1998, dopo la fusione tra le due banche svizzere. Da SG Warburg, a Sbc Warburg, a Ubs Warburg, a Ubs. Da un paio d’anni, infatti, quel cognome è del tutto scomparso.
Fedele a un cosmopolitismo totale, al punto da essere tacciato di snobismo, Warburg, che era uomo di cultura e aveva stretto un forte legame con lo scrittore Stephen Zweig, non fu mai sionista. Per quanto i Warburg avessero finanziato la nascita di Israele, entrarono presto in rotta di collisione con gli eccessi del sionismo e in particolare del Likud negli anni 70 perché lo consideravano estremista. Al punto che Siegmund non mise piede in Israele per anni. Malgrado la tragedia nazista, egli favorì il riavvicinamento di Germania e Gran Bretagna nel dopoguerra stringendo legami con Richard von Weizsacker, negli anni 70 vicepresidente del Bundestag, e successivamente presidente tedesco.
Ragionevolezza e odio per l’ideologismo, meritocrazia spinta e spirito competitivo senza rancore, cultura cosmopolita e, senza dubbio, molta civetteria. Siegmund George Warburg fu un grande banchiere. Chiuse l’era del capitalismo relazionale nella City ma la banca che lasciò non riuscì a reggere l’urto di quello “transazionale” americano. Incarnò un’era di mezzo, oggi irripetibile.
Marco Niada

LE DATE PI SIGNIFICATIVE
1902
Siegmund George Warburg nasce ad Amburgo
1920-28
Warburg si fa le ossa alla NM Rothschild di Londra e alla Kuhn-Loeb di New York
1926
Sposa Eva Maria Philipson
1934
La famiglia emigra a Londra. Poco dopo viene fondata la Ntc Trading
1946
La banca prende il nome di SG Warburg
1963
La Warburg organizza il primo prestito in Eurobond per la italiana Autostrade
1982
Siegmund Warburg muore a Londra

• Nasce la Federal Reserve
Un ramo della famiglia Warburg si era stabilito a New York o meglio a Wall Street. Tra i parenti “americani” anche Paul Warburg, che fu tra i fondatori della Banca centrale americana, la Federal Reserve (nella foto la sala del consiglio), istituita il 23 dicembre 1913 su proposta del presidente Woodrow Wilson. Il Federal Reserve Act che ne regolamenta le attività fu approvato dal Congresso in sessione speciale alle 11,45 del 24 dicembre 1913

L’ascesa di Hitler
Il 30 gennaio 1933 Adolf Hitler (nella foto) prestava giuramento come cancelliere nelle sale del Reichstag e il 23 marzo con il Decreto dei pieni poteri il Parlamento tedesco si auto-esautorava in favore dell’Esecutivo nazista. Nello stesso anno Hjalmar Schacht diventava presidente della Reichsbank con il voto di un membro del consiglio della Banca centrale di nome Max Warburg, ebreo e zio di Siegmund. Mentre la famiglia fuggiva alle persecuzioni del Terzo Reich emigrando in America, Max restò in Germania fino all’agosto del 1938. Nel ’41 inizierà l’attuazione della “soluzione finale” già preconizzata nel «Mein Kampf»

Fondazione dello Stato d’Israele
Nel 1947 le Nazioni Unite approvarono la risoluzione n°181 che prevedeva la nascita di uno Stato ebraico in Palestina: Israele nacque il 14 maggio del 1948 (nella foto una manifestazione con Ben Gurion). Il sionismo, la corrente di pensiero che predicava il ritorno alla Terra promessa, si sviluppò nella metà del XIX secolo, ma si diffuse soprattutto in seguito alla tragedia della Shoah. I Warburg finanziarono la nascita di Israele

La vittoria sulla City
Venne chiamato «la guerra dell’alluminio» lo scontro che nel 1958-59 vide la Reynolds Metals e Warburg sfidare l’intero establishement britannico (nella foto un’immagine della Bank of England) riuscendo a scalare, con Ivan Stedeford della Tube Investments, la British Aluminium. La concorrente Alcoa aveva già comprato un terzo del capitale. Warburg convocò una conferenza stampa, mobilitò l’opinione pubblica, riacquistò le azioni e alla fine concluse l’affare dimostrando che la sua era la banca più dinamica della City


Nell’Italia del boom economico
Nell’Italia del boom economico con un tasso di crescita medio superiore del 5% e con i grandi gruppi industriali, Fiat e Pirelli, protagonisti dello sviluppo insieme alla grandi imprese a partecipazione statale (Sip, Stet, Eni, Autostrade), Siegmund Warburg lancia il primo bond della storia europea. Lo fa per Autostrade nel 1963. Era un bond venticinquennale per un importo di 60 miliardi di lire a un tasso del 5,5 per cento. Nel 1963 la Società Autostrade aveva quasi portato a compimento l’Autostrada del Sole (Milano-Napoli), opera emblematica del processo di modernizzazione del Paese. E sempre nel 1963 la società aveva circa 224 miliardi di indebitamento finanziario netto con le banche e con l’Iri e aveva ricevuto l’approvazione, da parte del Governo Fanfani, del «Piano di sviluppo del sistema autostradale». Nel 1960 le automobili immatricolate in Italia erano quasi 2 milioni; nel 1970 superavano i 10 milioni