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 2023  gennaio 24 Martedì calendario


“IL RISCHIO PER ZELENSKY È DI COMINCIARE A CREDERE AL COPIONE CHE FINORA HA RECITATO ANCHE SE SA CHE È FINZIONE” - DOMENICO QUIRICO: “E QUESTO SIGNIFICA CREDERE CHE LA VITTORIA TOTALE CONTRO LA RUSSIA, LA ELIMINAZIONE DIRETTA O INDIRETTA DI PUTIN, SIA L’UNICA OPZIONE POSSIBILE. INVECE E’ ARRIVATO IL TEMPO DEL SECONDO ATTO: SFRUTTANDO LE EVIDENTI DEBOLEZZE RUSSE, BISOGNA SAPER TRATTARE I MARGINI DELLA VITTORIA…” -

Uno dei ruoli più spiacevoli e dannosi che possano capitare a un uomo politico è quello di finire per rappresentare la propria figura del passato. […] È letale esser guidati da qualcuno segnato dal passato. Anche se questo passato è positivo, perfino eroico. […] Colui che era formidabile […] nella prima fase della lotta diventa, […] superato, inadatto. Talvolta perfino dannoso. Soprattutto se quel capo comincia a credere lui stesso […] al proprio personaggio. A Zelensky, forse, questo non è ancora accaduto e vorremmo che non accadesse. Forse ha meritato di meglio.

[…] Zelensky di prima del 24 febbraio, prima della invasione russa, era un attore, e soprattutto un leader, scialbo, alla ricerca di un copione giusto, di una maschera di cartone che lo sollevasse dalla mediocrità di una recita senza profumo. Sillabava, povera animuccia prigioniera di questo secolo di ferro, in un luogo d’Europa dove geografia e Storia sono in pericolosa contraddizione […]

[…] È Putin che ha scritto […] con l’aggressione, la parte perfetta per lui, quella che non avrebbe mai immaginato da solo: il leader che guida la resistenza eroica di un popolo intero […] Zelensky ha recitato la parte con efficacia […] le passeggiate nella Kiev deserta e spettrale dei primi mesi a fianco dei leader occidentali, o al fronte tra le macerie riconquistate, i discorsi serali alla nazione, in perenne costume guerresco, la maglietta verdognola che allude a iconologie mistico consumistiche alla Guevara, gli interventi continui, incalzanti, assertivi via video per non dar scampo ad alleati tiepidi o riluttanti.

Zelensky sa che nel nostro Occidente stanco, esausto, un discorso all’Onu […] non conta quasi nulla. Molto più efficace irrompere al festival di Sanremo o sulla Croisette di Cannes. Zelensky è consapevole che la sua persona […] è qualcosa di […] mediocre e banale. Molti dei suoi connazionali, e non solo i filorussi, lo detestavano. […] Nel ruolo di eroica guida suprema degli ucraini Zelensky ha trovato […] l’eterno.

[…] in realtà non ha fatto nulla di politicamente o militarmente memorabile. I russi aggressori e gli americani hanno deciso tutto per lui. Vive, teatralmente, tutto nelle parole che ha pronunciato sul palcoscenico tragico della guerra. […] In realtà sa che l’unico spettatore in prima fila che conta è Biden. Perché è dagli Stati Uniti che dipende la sopravvivenza del suo Paese […]

[…] Il rischio per Zelensky è di cominciare a credere al copione che finora ha recitato […] anche se sa che è finzione […]Ciò significa credere che la vittoria totale contro la Russia, la eliminazione diretta o indiretta di Putin, sia l’unica opzione possibile. E che invece non sia arrivato il tempo del secondo atto […] sfruttando le evidenti debolezze russe, saper trattare i margini della vittoria. […]