Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2023  gennaio 24 Martedì calendario


Intervista ad Alba Parietti e a Fabio Adami

La cacciatrice di Narcisi si è arresa. Dopo aver speso anni a smascherare egocentrici e vanagloriosi, si è dovuta rassegnare al fatto di aver incontrato, finalmente, il Principe Azzurro. L’ultimo esemplare, va detto. Alba Parietti e Fabio Adami da dieci mesi formano una bellissima coppia. Che raccontano per la prima volta insieme nel soggiorno della casa di lei a Basiglio, emozionati e titubanti. Perché un conto sono i selfie (lui la rimprovera di farne troppi), un conto è la vita vera, fatta di dettagli: la premura di servire la «fidanzata» prima di versarsi la pietanza nel piatto, quella sfumatura di vulnerabilità con cui lei racconta che lui non ha ancora letto il libro autobiografico sulla sua famiglia, la felicità sfacciata negli sguardi che si scambiano, maglione chiaro lui, nero lei, yin e yang fatti apposta per mescolarsi. Fabio Adami è un manager di Poste italiane, Alba Parietti è Alba Parietti. Hanno cinque anni di differenza (lei è più grande), anche se non lo diresti.
Quando vi siete conosciuti?
Alba: «Il 23 marzo 2022, in treno. Io dovevo prenderlo un’ora prima, lui 2 ore dopo».
Fabio: «Indossavamo la mascherina, non l’ho riconosciuta subito. Ero seduto due posti più avanti, di spalle, però la spiavo con il telefonino, tipo specchietto retrovisore».
Alba: «La sua forma mi aveva colpito. Mentre metteva il trolley in alto ci eravamo scambiati il primo sguardo. Durante il viaggio ne ammiravo le spalle. Poi all’altezza del lago di Bolsena sono entrata in bagno per sistemarmi e lui mi ha riconosciuta».
Fabio: «Va premessa una cosa».
Prego.
Fabio: «Io ho vissuto in India e in Kenya fino ai 18 anni, mio padre lavorava per Alitalia. Quando sono tornato a Roma nella mia compagnia c’era un amico che lavorava a Telemontecarlo e tutti lo supplicavamo di farci conoscere Alba Parietti, nel periodo di massimo splendore sullo sgabello di Galagoal. Finché un giorno arrivò con una foto in bianco e nero con l’autografo e la scritta: a Fabio».
Alba: «So che può sembrare assurdo, ma io ricordo di aver fatto quella dedica con il pennarello bianco».
E tutto questo quando ve lo siete detto?
Fabio: «Mentre aspettavamo di scendere dal treno. Io per la fretta di raggiungerla mi ero anche scordato il telefonino sul sedile, sono dovuto tornare indietro a prenderlo. Poi l’ho aiutata a portare giù il bagaglio e le ho dato il mio biglietto da visita, dicendole di chiamarmi, di qualunque cosa avesse avuto bisogno».
Alba, e lei?
«Io ero confusa. Era successo qualcosa, un colpo di fulmine: scappai via. Non appena salii sulla macchina che mi aspettava fuori, però, gli mandai un messaggio: “Sarei curiosa di vedere l’altra metà della faccia”. Aggiunsi la faccina con la mascherina e firmai A.P.».
Fabio: «Io pure ero emozionato. Stavo raccontando il nostro incontro al telefono al padrino di mio figlio, quando ricevetti il messaggio. Non capivo. Lo lessi al mio amico e lui: ma guarda che è lei!».
Chi ha invitato a cena chi?
Alba: «Non è stato così automatico. Intanto noi continuavamo a mandarci messaggi e a chiamarci, ma io nel frattempo stavo facendo le mie indagini. Tutti mi assicuravano che era una brava persona, padre premuroso, professionista serio».
Fabio: «Ero preoccupato: qualcuno mi aveva detto che stavano facendo indagini su di me, non sapevo chi».
Quando si è sbloccata la situazione?
Alba: «In treno, una settimana dopo».
Fabio: «Le scrissi dicendo che lo avrei preso da Bologna in una certa data e le mandai lo screenshot del biglietto».
Alba: «Tornando da Milano, sarei passata da Bologna alla stessa ora: una coincidenza incredibile».
Il racconto è ancora lungo e questa è la sintesi: la sera di quel secondo treno sono andati a cena (lei ha invitato lui) con Dario Maltese e Beatrice Iannozzi, per un rassicurante interrogatorio; la sera dopo hanno replicato da soli (è stato lui a invitare lei) e si sono dati il primo bacio; tre mesi dopo vivevano già insieme (pianificando viaggi per i successivi sei mesi).
Siete adulti, con vite precedenti. Quando avete conosciuto i vostri familiari?
Alba: «Beh, io ho proprio vissuto con sua mamma».
Fabio: «Era stata operata e ha fatto la convalescenza a casa mia. Devo ammettere che era strano rientrare a casa la sera e trovare Alba Parietti, mia mamma e la tata».
E i vostri figli?
Alba: «Io ho conosciuto i suoi subito, e con la figlia grande abbiamo fatto anche una vacanza insieme».
Fabio: «Io ho conosciuto Francesco 20 giorni dopo il primo viaggio in treno, a Basiglio. È stato un po’ uno choc, non per lui, ma perché quel giorno ho sperimentato con mano cosa significava stare con lei: un paparazzo ci stava aspettando».
Alba: «È stato un momento brutto, sono corsa dentro casa piangendo e sulle scale gli ho detto che non potevo promettergli che non sarebbe successo di nuovo. Se voleva chiudere lì, lo avrei capito».
Fabio: «Io l’ho abbracciata, non c’era altro da dire».
Litigate?
Alba: «È successo poco, forse quattro volte in tutto. Ma quando succede, ecco, lui da Principe Azzurro si trasforma nel Libanese della Banda della Magliana. E, devo ammettere, lo trovo ancora più sexy».
Raccontatemene una.
Alba: «La prima: per il titolo di un giornale su di noi».
Fabio: «Al lavoro mi avevano massacrato! Sono una persona riservatissima. Quando due mondi lontani come i nostri si incrociano, c’è bisogno di un punto di equilibro».
Alba: «Ero mortificata. Poi però mi arrabbiai, la sua reazione era stata eccessiva. Quella sera volle andare a dormire in albergo, ma dopo due ore tornò. Entrambi percepiamo la paura della perdita».
Chi è più geloso?
Alba: «Io. Perché vedo come lo guardano le altre. Da quando sta con me gli hanno chiesto di seguirlo su Instagram cinquemila donne».
Fabio: «Prima avevo un profilo aperto, limitato alla mia cerchia di amici... Comunque il suo nome è anche la sua garanzia. Si immagina se uscissi con qualcun’altra in quanto lo scoprirebbe?».
Cosa amate di più di voi?
Alba: «Per me Fabio è famiglia. In tre parole: una persona perbene. Una figura identica a quella di mio padre, che era bellissimo, seducente, con una grande etica e dignità. E poi mi riempie di sorprese. A ogni “mesiversario” mi spedisce un meraviglioso mazzo di rose rosse. È presente. Chiede il suo spazio solo per stare con il figlio più piccolo, e lo rispetto molto. Poi fa sport, ma solo la mattina quando io dormo».
Fabio: «Alba è dolce, sentimentale, romantica, intelligentissima, capace. Ho assistito alle registrazioni del suo nuovo programma: ha una incredibile dimestichezza».
Perché non ha ancora letto i libri di Alba?
«Mi sono dato del tempo. Ho accanto a me l’originale e la sto scoprendo giorno per giorno. Non desideravo conoscerla attraverso la lettura».
Pensate al matrimonio?
Fabio: «Abbiamo un rapporto così importante che è come fossimo già sposati».
Alba: «Magari faremo una festa di non matrimonio, come Berlusconi!».