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 2022  agosto 17 Mercoledì calendario


I guai dei talebani

A12 mesi dalla presa del potere nell’agosto 2021, i talebani possono almeno congratularsi con se stessi per una cosa: il loro emirato è ancora in piedi, nonostante non sia stato in grado di ottenere alcun sostegno finanziario straniero. Raramente lo stato afghano è stato in grado di sopravvivere senza grandi afflussi di aiuti esteri; il principale precedente è la monarchia durante la seconda guerra mondiale, quando fu isolata a causa dei suoi flirt con la Germania nazista nella seconda metà degli anni Trenta.Evidentemente, i talebani devono avere delle qualità, anche se a prima vista non appaiono troppo ovvie. Le politiche dei talebani sembrano meno eccentriche una volta che si tiene conto delle loro lotte di potere in corso. Le profonde divisioni tra fazioni e personalità sono diventate più evidenti dopo che hanno preso il potere. Le prime purghe, all’inizio del 2022, hanno visto l’esclusione dal potere della principale fazione talebana uzbeka, guidata da Salahuddin Ayubi. È interessante notare che questa epurazione è stata in gran parte incruenta, anche se gli uzbeki non sono per questo meno furiosi. Il confronto principale, tuttavia, è tra la rete degli Haqqani e i talebani di Kandahar.Per un periodo successivo all’agosto 2021 l’organizzazione allora guidata da Al Zawahiri sembra aver sperato che una coalizione dei suoi alleati, guidata da Serajuddin Haqqani, potesse prendere il controllo dell’Emirato, Ciò, tuttavia, non è accaduto e i vari gruppi hanno dimostrato di non poter andare d’accordo. Sebbene Serajuddin abbia ampliato la propria base all’interno dei Taliban, è ben lungi dall’avere abbastanza potere per dominare l’Emirato.La lotta per il potere in corso spiega perché anche i talebani di Kandahar sono così cauti su Al Qaida e gli altri combattenti stranieri.Anche loro hanno bisogno di alleati e non vogliono favorire Serajuddin, affrontando i jihadisti stranieri in modo troppo duro per il gusto di molti dei loro militanti. Così si spiega anche perché politiche come la chiusura delle scuole superiori per ragazze prevalgono, nonostante siano impopolari anche tra i talebani. I Kandahari hanno bisogno del sostegno degli ulema e non vogliono alienarli rifiutando le loro richieste di una regolamentazione molto rigorosa dell’accesso delle ragazze all’istruzione superiore. Le molteplici divisioni tra talebani e la necessità di formare alleanze creano molteplici veti, che paralizzano il processo decisionale.L’Emirato ha avuto successo nelcentralizzare la riscossione doganale e almeno in parte la riscossione delle tasse, sebbene alcuni contrabbandieri sfuggano ancora al suo controllo. L’Emirato sta faticando molto di più nel tentativo di dominare le operazioni minerarie, un obiettivo che la Repubblica Islamica non aveva nemmeno iniziato a realizzare nei suoi 20 anni di esistenza. Con l’attuale livello di entrate, l’Emirato non è nemmeno in grado di far fronte alle necessità per pagare salari e finora ha fatto affidamento sul fatto che molti dei suoi membri lavoravano gratuitamente. Chiaramente questa non può essere una ricetta a lungo termine. L’adozione di tecniche minerarie più avanzate potrebbe generare entrate sostanzialmente maggiori, ma ci vorranno investimenti che richiederanno tempo per produrre entrate, probabilmente anni. Nel frattempo, le risorse umane del Paese continuano a ridursi a causa dell’emigrazione e l’Emirato potrebbe non avere mai le risorse per ricostituirle.Sul fronte diplomatico, l’Emirato ha compiuto alcuni progressi nel corso del 2022. Diversi Paesi hanno accreditato diplomatici talebani (Russia, Turkmenistan, Iran, Pakistan, Cina), ma resta il fatto che nessun Paese lo ha ancora riconosciuto. Inutile dire che senza il riconoscimento diplomatico è improbabile che qualsiasi grande azienda firmerà accordi di investimento, né che progetti infrastrutturali come ferrovie o gasdotti decollino. Anche i paesi vicini, che erano per lo più amichevoli con i talebani prima del loro arrivo al potere, vogliono fatti concreti sui rapporti con i jihadisti stranieri. Inoltre, in alcuni casi (l’Iran per esempio) chiedono che i loro vecchi clienti all’interno dell’élite della Repubblica Islamica siano incorporati in qualche sorta di coalizione, una possibilità che ormai appare molto remota.Il costo della paralisi decisionale dell’Emirato cresce di mese in mese. Forse alcuni leader talebani cominciano ad avere un senso di urgenza, che potrebbe avere qualcosa a che fare con la morte di Al Zawahiri. Serajuddin ha accusato alcuni dei suoi rivali kandahari di aver informato gli americani, il che potrebbe ben essere vero. Si tratterebbe di un altro modo per portare avanti la lotta per il potere, punendo Serajuddin per aver sabotato gli sforzi dei suoi colleghi/ rivali nel disciplinare i jihadisti stranieri e questi ultimi per essersi ribellati ai diktat dei Kandahari, che vorrebbero metterli in quarantena in zone remote. Che sia vero o no, i jihadisti stranieri potrebbero finire col non considerare più l’Afghanistan un paese così accogliente.