Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2022  agosto 17 Mercoledì calendario


In morte dello scrittore Nicholas Evans

È bastato un romanzo a fare di Nicholas Evans uno scrittore indimenticabile: il suo bestseller L’uomo che sussurrava ai cavalli ha toccato il cuore di milioni di lettori nel mondo.
Nato il 26 luglio del 1950 a Bromsgrove, nel Worcestershire, lo scrittore britannico si è spento il 9 agosto, a 72 anni, per un attacco di cuore. La notizia è stata diffusa solo il 15 agosto dalla United Agents: Evans, si legge in una nota, «ha vissuto una vita piena e felice nella sua casa sulle rive del fiume Dart, nel Devon».
Prima di dedicarsi alla scrittura di romanzi Evans, laureato con lode in Legge a Oxford, aveva lavorato come giornalista, poi come sceneggiatore e produttore per radio, televisione e cinema.
The Horse Whisperer, romanzo d’esordio del 1995 che in Italia è uscito da Rizzoli lo stesso anno con il titolo fortunato L’uomo che sussurrava ai cavalli, è stato un bestseller da più di 20 milioni di copie, tradotto in 26 lingue e in 16 Paesi. Racconta di Annie, una donna che, dopo un grave incidente che ha coinvolto la figlia Grace e il suo cavallo Pilgrim, intuendo un profondo legame tra l’adolescente e l’animale, per «salvare» entrambi decide di rivolgersi a uno speciale allevatore di cavalli, Tom, un «sussurratore», un cowboy capace di entrare in sintonia con gli animali parlando loro con tono pacato, conquistandone la fiducia e riuscendo a comunicare serenità e sicurezza. La sensibilità di Tom si rivelerà fondamentale per il superamento del trauma, fisico e psicologico, e per ridare ai protagonisti la voglia di guardare avanti.
A contribuire al successo solido e duraturo della storia è stato anche il film omonimo, uscito nel 1998, diretto e interpretato da Robert Redford, con Kristin Scott Thomas e una giovanissima Scarlett Johansson.
«Non è un libro sui cavalli. Riguarda noi e quanto sia facile per tutti noi perderci, farci distrarre e separarci dalle cose della vita che contano davvero. E come, se siamo fortunati, un amore puro e disinteressato può salvarci»: Evans nel 2020 scrisse così in occasione dei 25 anni dall’uscita del romanzo.
L’idea della figura-chiave del «sussurratore» era nata parlando con un amico maniscalco; da lì Evans aveva cominciato a documentarsi e raccogliere materiale, fino a volare in America per conoscerne uno e vederlo all’opera. Tornato in Inghilterra si era subito messo a scrivere il romanzo. Nel 1994 a metà della stesura, mentre il libro era al centro dell’interesse di editori e major cinematografiche, all’autore venne diagnosticato un tumore maligno alla pelle, dal quale è poi guarito. Nel 2008, invece, in vacanza in Scozia con altri familiari, Evans venne ricoverato per avere mangiato funghi velenosi e in seguito dovette subire un trapianto di rene.
È stato autore anche di altri romanzi – in Italia usciti da Rizzoli – nessuno dei quali avrebbe raggiunto il successo del titolo d’esordio ma in cui tornano temi a lui cari: l’equilibro della persona e il rapporto con la natura. Tra questi: Insieme con i lupi (1998), un’avventura dove la relazione tra animali e uomini è centrale; Nel fuoco (2001, in Italia nel 2002), storia d’amore nata tra le fiamme dei boschi del Montana; il thriller Quando il cielo si divide (2005, in Italia nel 2006), in cui a minacciare la natura sono gli interessi delle multinazionali; Solo se avrai coraggio (2010), storia di un cinquantenne solitario che ritrova un figlio, su cui pende una pesante accusa di omicidio, grazie al quale farà i conti col suo stesso passato.