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 2022  agosto 16 Martedì calendario

PUTIN GIOCA A RISIKO NEL MEDITERRANEO – CI SONO ALTRE DUE NAVI RUSSE CHE SI STANNO MUOVENDO VERSO LE COSTE ITALIANE! SI TRATTA DEL RIFORNITORE “ACADEMIC PASHIN”, E DI UN’IMBARCAZIONE MILITARE NON IDENTIFICATA. POTREBBE ESSERE L’INCROCIATORE A PROPULSIONE NUCLEARE “PIETRO IL GRANDE” – PER IL CREMLINO IL MEDITERRANEO ORIENTALE È FONDAMENTALE: SIA PER LE ROTTE COMMERCIALI, SIA PER FAR SENTIRE ALLA NATO LA PRESENZA… -

Altre due navi russe stanno dirigendo verso il Mediterraneo. Una è il rifornitore “Academic Pashin”, simile a una petroliera e disarmato, che in passato ha svolto missioni di spionaggio, fotografato ieri davanti a Dover. L’altra è un’unità militare che naviga senza trasmettitore di posizione e non è stata identificata.

Negli scorsi anni “Academic Pashin” si è spesso mosso in coppia con l’incrociatore a propulsione nucleare “Pietro il Grande”, un colosso sovietico zeppo di missili e lungo 250 metri che tre giorni fa ha lasciato il porto di Severomorsk, alle porte dell’Artico. L’aviazione britannica ha mandato un aereo spia a sorvegliarne le mosse, provocando a Ferragosto la reazione degli intercettori russi che lo hanno obbligato ad allontanarsi dai cieli della base.

Il sito specializzato Covert Shores ha individuato il rifornitore e il suo misterioso compagno domenica scorsa nel canale della Manica: raggiungeranno Gibilterra nei prossimi giorni. È probabile che siano destinate a dare il cambio all’incrociatore “Maresciallo Ustinov”, l’ammiraglia della Flotta del Nord che da otto mesi pattuglia le acque tra la Siria e la Sicilia. I regolamenti internazionali vietano l’attraversamento del Bosforo alle navi belligeranti e la Marina di Mosca è obbligata a una faticosa e costosa staffetta dall’estremo oriente e dall’estremo nord pur di mantenere uno schieramento potente nel Mediterraneo.

Il Cremlino infatti lo ritiene una priorità assoluta. Pochi giorni fa Vladimir Putin ha emanato una direttiva chiara: «Bisogna preservare lo status della Russia quale grande potenza navale, le cui attività sono dirette a mantenere la stabilità strategica nel mondo e rafforzare l’influenza nazionale».

Le linee guida insistono su un punto: l’importanza del Mediterraneo orientale, fondamentale per le rotte che vanno verso il canale di Suez e che oggi permettono il commercio con i Paesi che non aderiscono all’embargo: sono vitali per esportare petrolio, minerali pregiati, cereali ma anche per far arrivare tecnologie e macchinari dall’Asia. Oltre gli interessi economici, però, c’è una questione geopolitica: mostrare alla Nato la determinazione russa, con una sfida che ha assunto dinamiche dimenticate dai tempi della Guerra Fredda.

Così il Mediterraneo da mesi si è trasformato nel secondo fronte del conflitto ucraino, l’unico dove i militari russi e quelli dell’Alleanza atlantica si confrontano a distanza ravvicinata. Mosca vi ha radunato una flotta senza precedenti: due incrociatori, altrettanti caccia, due fregate, una corvetta, almeno due sottomarini e tre navi spia.

L’operazione più aggressiva è quella che ha visto a fine luglio due unità “chiudere” l’accesso al mare Adriatico alla portaerei americana “Truman”. Il caccia “Ammiraglio Tributs” ha superato il Gargano e si è spinto a largo delle coste dell’Abruzzo, seguito dal potente incrociatore “Varyag” che è rimasto poco più a sud di Otranto.

Assieme a loro l’unità da spionaggio elettronico “Vasily Tatishchev”, tutti impegnati in una “pattuglia di sbarramento” che ha provocato l’immediata reazione delle forze Nato, intervenute con l’incrociatore Usa “Sherman” e altre cinque navi americane, italiane, greche, turche e spagnole per fare quadrato intorno alla portaerei.



Da settimane, le due formazioni navali si sfidano in duelli elettronici, inquadrando gli avversari nei radar per testimoniare la capacità di colpirli, e azioni simulate nei cieli di ricognitorie e cacciabombardieri. Anche a Ferragosto un aereo spia dell’Us Navy decollato da Sigonella ha pattugliato le acque del Salento, affollate di turisti.

E ogni giorno dal ponte della “Truman” ci sono tra i 60 e i 90 decolli, con i jet impegnati in voli per “rassicurare gli alleati europei”: spesso le missioni arrivano dall’Adriatico al Mar Nero e addirittura al Baltico. La prossima settimana la portaerei verrà rimpiazzata dalla “George H. W. Bush”, che torna in servizio dopo due anni di ristrutturazione. Il suo nome di battaglia è “Avenger”, il Vendicatore, e l’equipaggio ha presentato la spedizione con un video: «Siamo abili, siamo letali, siamo la libertà che funziona».