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 2022  agosto 05 Venerdì calendario


“CI HANNO TRATTATO PEGGIO DEI MAFIOSI. SE NON AVESSIMO QUESTO CARATTERE, ORA PENZOLEREMMO DA UN CAPPIO” – ASCESA, CADUTA E RIPARTENZA DI WANNA MARCHI E DELLA FIGLIA STEFANIA NOBILE: LE CREME DIMAGRANTI E GLI AMULETI VENDUTI IN TV, LA GALERA, IL SERVIZIO DI "STRISCIA" CHE HA FATTO SALTARE LA LORO PARTECIPAZIONE ALL’ISOLA – “QUANDO FINISCI IN GALERA IL MARCHIO DEL DELINQUENTE TI RESTA ADDOSSO. I MAGHI IN TV? LI VEDIAMO ANCORA. IL FUTURO? VENDEREMO SCIOGLIPANCIA NEL METAVERSO” - IN ARRIVO IL LIBRO E IL DOC SU NETFLIX IL 21 SETTEMBRE – VIDEO -

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«Rifarei tutto, nel bene e nel male». La frase è di Stefania Nobile, 58 anni, ma la madre Wanna Marchi, protagonista con lei dell’epopea della televendita in Italia e al tempo stesso di una condotta truffaldina che ha fruttato a entrambe una condanna a nove anni e sei mesi, la pensa esattamente come lei. Ammettono la colpa ma solo in parte, dicono che si sarebbero meritate due anni e non tutto il carcere che si sono fatte. La voce di Wanna, che compirà ottant’ anni il 2 settembre, mantiene la carica che metteva negli acuti imperiosi dei suoi «D’accordo?».

La figlia Stefania, che ne ha 58, ci ha condiviso gloria e soldi, quando facevano miliardi di lire vendendo alghe e amuleti, insieme alle pene giudiziarie, ma come la madre non ha perso l’istinto della venditrice e ora annuncia la prossima messa in vendita del mitologico «scioglipancia» dietro le vetrine virtuali del Metaverso. La loro vicenda racconta di un’epoca, quella in cui una miriade di tivù private mandava in onda di tutto, dagli spogliarelli a notte fonda alle aste, fino alla vendita di ogni sorta di prodotto, comprese le creme di bellezza e dimagranti. Imbonitori di razza come Wanna Marchi, coi suoi toni da squillo di tromba, erano uno show che andava ben oltre il tema della serata, ma i confini fra tecniche di convincimento e raggiro possono essere molto labile e la giustizia interviene laddove, come in questo caso, vi ravvede una truffa.

La loro storia ora diventa una docuserie che sarà su Netflix il 21 settembre, stessa data in cui uscirà anche una loro biografia. Da quegli anni, nella loro vita è cambiata ogni cosa.

Di che cosa vi occupate oggi? Wanna: «Io non faccio più niente, sono in pensione». Stefania: «Col mio ex compagno lavoro da tanti anni nel mondo dei locali, da ancora prima dell’arresto, seguo fornitori e dipendenti. Poi sono libera professionista e ho uno studio di produzione».

La televisione vi ha fatto offerte negli ultimi anni? Stefania: «Ci avevano prese all’Isola dei famosi nel 2017, ma poi siamo state pagate per stare a casa. A tre giorni dalla partenza per l’Isola è uscito un servizio di "Striscia" che sosteneva che gli italiani non ci volevano dopo aver fatto parlare tre persone che avevano istruito. Magnolia (la società di produzione del programma, ndr) ci ha liquidato tutto».

Sta dicendo che vi hanno fatto terra bruciata intorno? Stefania: «Ovunque siamo andate in tv, prima ci hanno detto che avremmo parlato di tutto e invece gli argomenti erano solo di un tipo. Quando finisci in galera il marchio del delinquente ti resta addosso a vita. Se non avessimo il carattere che abbiamo, ora penzoleremmo da un cappio». Wanna: «È una pena che non si finisce mai di scontare, ma noi sappiamo benissimo quello che abbiamo fatto e giriamo a testa alta».

Parliamo delle conseguenze giudiziarie, le avete vissute come un’ingiustizia o riconoscete la plausibilità delle accuse? Stefania: «Abbiamo scontato tutto, nove anni e sei mesi di carcere tolti tre mesi ogni anno, fra domiciliari, semilibertà e cella. Io soffrivo e soffro tuttora di una patologia per cui non ci sarei dovuta neanche tornare in carcere, roba che un mafioso lo mandano fuori e io invece no. La galera però ci ha insegnato tanto e rifaremmo tutto, nel bene e nel male. Oggi facciamo volontariato per i detenuti con l’associazione Nessuno tocchi Caino».

Avete scelto il giudizio scartando il patteggiamento che comportava ammissione di responsabilità, vi professavate e vi professate innocenti? Stefania, in accordo con Wanna: «Noi non abbiamo mai detto di essere innocenti, abbiamo deciso per il processo perché il patteggiamento è una scappatoia. Nel nostro caso è accaduto questo: la mela l’avevamo rubata, ma siamo state processate anche per aver ammazzato il contadino. Secondo la mia valutazione noi rischiavamo due anni di reclusione».

Questo da un punto di vista legale, ma sotto quello morale come vi giustificate? Sapete che avete abusato della credulità popolare? Wanna: «Nella docuserie di Netflix che ci riguarda spieghiamo come i troppi soldi fanno perdere il senso delle cose. Un errore c’è stato, sì, ma non così grave». Stefania: «E comunque io i maghi in tv li vedo ancora tutti, mentre noi siamo state condannate per un reato perpetrato da tutte le tv del mondo».

La gente però la ingannavate. Stefania: «Sgarbi ha detto la verità più grande, che in Italia un ignorante deve pagare. Ma sei cretino tu a credere che il sale tolga il malocchio».

Sta dicendo che era un gioco in cui tutte le parti erano consapevoli che in fondo era uno scherzo? Stefania: «Era un gioco, poi le cose sfuggono di mano. Ricordo che noi avevamo 350 mila clienti soddisfatti e felici e che le parti civili sono state 78».

E perché se la sarebbero presa tanto proprio con voi? Wanna: «Io sono una donna che parla poco, ma colpendo Wanna Marchi che fatturava miliardi di miliardi hai creato un effetto domino e distrutto una metodologia di vendita». Stefania: «Il resto del sistema televisivo ha preso possesso delle piccole emittenti che vivevano di televendite. Il 21 novembre del 2001 ci fu il primo servizio di "Striscia", il 24 gennaio del 2002 ci hanno arrestate, e il fatto che si fosse mosso "Striscia la notizia" non è casuale».

Ma voi alla qualità dei vostri prodotti dimagranti ci credevate davvero? Wanna: «Certo che ci credevamo. Non si vendono prodotti per 300 milioni di lire al giorno se non sono di qualità». Stefania: «Meglio di così la scienza non poteva fare, i nostri prodotti venivano dal laboratorio di Primo Tortini che oggi è uno dei più grandi in Europa».

E ora cosa farete? Wanna e Stefania: «Lo scioglipancia torna, nel Metaverso, perché Wanna Marchi va oltre e non la ferma nessuno». Siete state pagate per partecipare alla serie Netflix? Stefania: «Non abbiamo preso un soldo».